Ci inoltriamo nella scena musicale dell'Austria con i Luna Rise che si presentano sul campo con il loro primo album, rilasciato nel Giugno 2015, dopo una pausa di 4 anni dal primo EP "Smoking Kills, But Love Can Break A Heart".

"Dark Days & Bright Nights", questo il titolo della pubblicazione, si compone di 12 tracce per un totale di 51.20 minuti prodotti con la firma del vocalist Chris Divine.

Le canzoni hanno come tema portante l'Amore visto nelle sue forme più diversificate.

 

In "Demons Inside" la partenza è assegnata alla chitarra che apre la strada per la voce che, in modo particolare e soffuso, si pronuncia dando il via alla descrizione di un amore che probabilmente ha tradito le aspettative e ha lasciato solo demoni all'interno dell'amante.

La band si spinge verso sperimentazioni sonore che contrappongono i classici strumenti con effetti suggestivi come ululati, sottofondi da videogioco in stile Super Mario (chi non conosce l'inconfondibile "salto" di Mario?) e Pad.

La seconda traccia "RZRKT", dall'insolito titolo, ha come tema sempre un amore distruttivo. Sebbene la ritmica non abbia nulla di particolare e le parole non siano bene accompagnate dal giusto rendimento strumentale, effetti artificiali e cori danno il senso del taglio tanto nominato nella canzone. "this war is for you, it cuts the heart in two" e una lama sembra tagliare il brano come il cuore di chi ascolta. Un'atmosfera ansiogena aleggia in tutto il pezzo anche grazie alle continue ripetizioni di parole che Chris mette in scena. L'assolo di chitarra accompagnato dal loop di basso e tastiere irrompe verso la fine della canzone anticipando un ennesimo ritornello.

Ammirabile l'estensione vocale del cantante che passa dal canto pulito a quasi un leggero scream nelle parti più forti.

Finale dolce con altri effetti.

Pianoforte e effetti da sintetizzatore per la terza traccia dell'album, "Valentine" si presenta in modo originale rispetto alle due precedenti canzoni. Una ballata rock, se così possiamo definirla, che sembra implorare l'amata a non spezzare i rapporti e "salvare la rosa nel giorno di San Valentino".

Il piano è il protagonista del brano e ciò aumenta la dolcezza del tema: intramezzi di synth danno spazio alle sperimentazioni sugli effetti che caratterizzano la band si dai primi secondi.

"Dancing With Tears In My Eyes" è probabilmente una delle tracce che è più difficili da dimenticare grazie l'intro inusuale di organo. Il testo non troppo elaborato da modo all'ascoltatore di abbandonarsi agli strumenti: cambi improvvisi di effetti sulle tastiere, fraseggi ricorrenti che non annoiano, da tastierista posso ammettere che la forte presenza dello strumento che accomuna me e L.X. (Lunious Xaviour Andersson) assegna alla band dei punti a favore, chitarre che anche se rimangono sullo sfondo per quasi tutta la durata del pezzo sanno "farsi sentire".

Non è facile trovare qualcuno che sappia dare il giusto peso ad uno strumento sempre meno considerato quale il pianoforte pulito.

Siamo giunti alla quinta traccia e se è stata è inserita è "For A Reason", per giocare con il titolo del brano, che tratta sempre dell'amore, ma in particolare dello stare male per apparenti cose senza senso ad esso legate. I primi secondi sembrano uscire direttamente da un vecchio giradischi con suoni sporchi, opachi e il classico scricchiolio della punta di diamante che gli amanti dei vinili apprezzeranno sicuramente, nel corpo della canzone poi si torna al suono contemporaneo che definisce il carattere della band. Alcuni fraseggi e il tono della chitarra ricordano i componimenti di Ronnie James Dio anche se la presenza del piano e la ricerca delle stranezze sonore lasciano la firma inconfondibile dei Luna Rise.

Ad un minuto dalla fine gli strumenti quasi vanno a svanire lasciano spazio alla voce che non delude l'ascoltatore neanche in questo "assolo".. il finale è interamente dedicato alla presenza strumentale al ritorno dell'opacizzazione con il quale era iniziato il tutto. Il cerchio si chiude.

Arrivati alla metà della track list ci si imbatte in questa suggestiva "The Secret in You" totalmente fuori linea dalle ritmiche veloci e allegre delle altre canzoni (almeno per la parte iniziale). Qua la band è struggente: intro di pianoforte che accompagna in modo semplice la voce fino al ritornello, introduzione di archi all'inizio della seconda strofa che sfocia nell'attesa ricerca sperimentale di sonorità quasi elettroniche. Nella seconda metà della ballata, la band sembra risvegliarsi con un potente assolo di Andy Earth alla chitarra perfettamente inserita nel contesto della tematica triste del testo, rispetta il patto con l'ascoltatore "firmato" con l'inizio del brano.

Il finale a sorpresa vede un ritorno alla calma iniziale e un cupo brusco cambiamento della voce di Chris.

Con la traccia 7 si sente una forte citazione di Bon Jovi, cui i luna rise fanno molto riferimento come affermato nelle varie interviste. Alcuni secondi di effetti in stile respiro affannoso e corvi in sottofondo per poi partire con un "wah wah".. la prima strofa terminata con un fraseggio di pianoforte fino a quel momento rimasto in ombra nel brano. Il "Silent Scream", titolo molto ossimorico, si risente anche nell'armonia del pezzo che alterna parti "violente" con tutti gli strumenti a parti moderate dal pianoforte e cali di intensità della voce: gli effetti utilizzati egregiamente spezzano la tensione del brano. Sul finale si possono sentire chiaramente respiri affannosi come dopo una corsa e battiti cardiaci che vano sfumando.

In "Worshippin' Shadow" l'intro è affidato alle chitarre come di consueto sembra provenire da lontano per avvicinarsi con gradualità anche grazie all'intervento degli altri strumenti. L'intera atmosfera che segue la prima strofa è dettata dalle tastiere. Nel ritornello si ha un crescendo per concludere con un assolo di piano e chitarra. Fraseggi e abilità tecnica contraddistinguono la performance di tastierista e chitarrista. Un assolo di chitarra perfettamente integrato nel corpo del brano da modo al vocalist di riprendersi per riprendersi la secan fino alla fine.

L' intro spaziale di "Until The Stars Have Come" discende direttamente da una stazione in orbita grazie alla bravura di L.X. alle tastiere e pianoforte. Dopo i primi secondi, che sembrano presagire una canzone dalle ritmiche forti, si è trasportati in un ambiente surreale dalla contrapposizione della voce di Chris con quella di Melanie Hirner.

Il piano e le ricerche del sintetizzatore son sempre i protagonisti e in questo brano riescono a dare il senso di collegamento con il tema delle stelle spesso richiamate nel testo. Peccato per le voci molto presenti che lasciano un po' troppo gli strumenti sul fondo, fatta eccezione per un assolo di piano e pad che avvia la conclusione del brano con un crescendo che precede il reinserimento delle voci.

Un finale sporco e con un "inquietante" ticchettio cupo rendono onore al pezzo.

Con "In Your Arms" si ha un senso di inquietudine dettato dalla modulazione vocale e i cambi di intensità che ormai abbiamo identificato come firma dei Luna Rise. Testo, voce, emozioni e strumenti sembrano espressione di un pensiero comune ed è ciò che rende non banale la band.

Il largo spazio dedicato alle sperimentazioni sonore con l'inserimento di parti in stile comunicazione radiofonica è, arrivati alla traccia 10, un elemento che l'ascoltatore si aspetta di trovare e non ne rimane mai deluso: le differenziazioni sonore sono dettate proprio da questi interventi che tengono i riflettori direttamente puntati sui musicisti.

In 11° posizione troviamo "The Storm" passa un po' inosservata nel contesto complessivo dell'album in quanto è povera di particolarità: pianoforte, tastiere e effetti sonori che ricordano una tempesta son cose che tranquillamente l'ascoltatore può aspettarsi dopo aver ascoltato e compreso la band. Un assolo di chitarra a metà tra virtuosismi e tecnica da un po' di carattere al brano.

"The Anthem Of The Night" ha il compito di concludere la tracklist e lo fa in modo brillante: l'introduzione trasporta in luoghi incantati, l'irruenza delle chitarre riporta alla realtà per poi allentare la tensione di nuovo con la presenza del pianoforte. Echi e cori contribuiscono a rendere il tutto molto sublime. La voce è dolce e sembra coccolare l'amata (anche questa, come le altre è dedicata ad una ragazza). Le ricerche musicali si incentrano su suoni che richiamano la natura notturna e il mistero. Citando il testo "living all behind" arriviamo alla fine dell'album.

 

Questo album non passerà certamente inosservato, i musicisti son molto validi e le collaborazioni chiamate per la realizzazione di alcune tracce sono di buon livello.

Di certo la copertina del disco coglie l'occhio: un sole ed una luna uniti per formare il simbolo dello Yin e Yang, simbolo di vita e mistero.

 

 

La Paladina

85/100