Gli Scarleth nascono nel 2005 a Donetsk (Ucraina) sono una female fronted metal band che unisce il power metal, il gothic e qualche goccia di death metal.

 

Il combo ucraino nel 2011 da alla luce il proprio debut album dal titolo "Break the silence" e nel 2015 pubblica il suo secondo LP "The Silver Lining" , il disco è composto da nove tracce per una durata di circa 50 minuti.

 

Night of Lies: dopo un'inizio di synth, si spinge subito sull'acceleratore, le sonorità sono quelle tipiche del power molto melodico, la voce femminile è molto grintosa e viene intercalata soprattutto nel ritornello da un buon growl che da al pezzo un non so che di oscuro, la traccia risulta sempre  potente e molto dinamica per i suoi cambi di tempo e i cambi di voce.  

 

Double Memory: subito allegro l'inizio del secondo pezzo arricchito da un'ottimo giro di basso, voce nuovamente decisa e potente le chitarre sono graffianti, la batteria risulta sempre ben equilibrata, il pezzo è molto melodico nonostante anche qui l'uso moderato delle growl.

 

The Gates of Dark Sun: il pezzo più lungo dell'intero album, circa otto minuti, secondo me il migliore di tutto il platter, l'inizio è esotico, richiama le musiche arabe, la voce femminile è suadente, sensuale ti prende e ti trascina in posti lontani, musicalmente è un pezzo rilassante potente deciso ma non estremo, il growl è relegato alla fine del ritornello, in tutto il pezzo vi sono richiami propri dell'oriental-metal anche il lunghissimo assolo che inizia al quinto minuto suona esotico, orientaleggiante.

 

Voices: molto metal-core il quarto pezzo, esemplare l'utilizzo dell'elettronica nell'inizio della traccia, questo è il capitolo decisamente più commerciale del CD, melodico, potente e con la sua durata di circa 3 minuti, è il pezzo perfetto per un video.

 

Dying Alone: il piano apre la quinta traccia, suona molto malinconica, anche se poi si uniscono chitarre e batteria il pezzo è piuttosto riflessivo, mai veloce, i ritmi sono sempre molto bassi la voce è delicata, una carezza, il growl in questo pezzo non esiste.

 

One Short Life: l'inizio è molto folk ricorda danze e balli est-europei, molto azzeccato ed accattivante la musicalità della traccia assolutamente persistente nel cervello come del resto il ritornello, estremamente divertente.

 

Before the Night Falls: il piano seguito dalla chitarra apre questa canzone che si presenta subito molto potente, la voce è cadenzata segue l'andamento del pezzo, quest'ultimo rimane sempre comunque roccioso i nostri ci dimostrano che sanno usare i  loro strumenti al meglio, a metà del pezzo risulta davvero interessante la pausa riflessiva con solo chitarra e batteria.

 

Pure Desire: penultimo capitolo estremamente epico, coriaceo  le chitarre cavalcano, la batteria pesta come un'ossesso, la canzone è carica e tirata, il titolo ne descrive con precisione l'essenza, tutti gli strumenti sono esaltati in questo pezzo compreso il basso a seguito di un ottimo assolo.

 

Last Hope: traccia conclusiva di circa sette minuti, davvero intensi, il combo Ucraino non poteva concludere il loro secondo album con pezzo migliore, strutturalmente vario davvero ben congeniale l'assolo di chitarra che parte al minuto terzo, con conseguente pausa che libera la voce della talentuosa cantante, un pezzo vibrante avvolgente.  

 

Sono centinaia le band che suonano come loro, che fanno questo tipo di metal, ma loro secondo me sono riusciti a differenziarsi sia dal punto di vista musicale inserendo delle melodie proprie della loro terra sia per quanto riguarda le voci poichè, la telentuosa cantante oltre ad avere un cantato suadente e melodioso, si occupa anche delle parti vocali di growl dove riesce ad avere davvero un'ottima resa.

Per gli amanti del genere un gruppo in più da seguire con interesse.

 

 

Igor Gazza   

80/100