Hello guys, and thank you for accepting to talk a bit with us. 

Our first quetion's about the birth of this interesting partership. Enshine was born in 2009 as Jari's solo project, and then Sébastien joined up: how did you meet and how did you decide to "merge your paths"?

 

 

Jari: We had started talking online after I came across Sebs project (Cold Insight) and felt that it was similar in mood to what I was working on. I was working on the instrumental parts and Seb offered to try adding some vocals to it, and we decided to continue this collaboration.

 

 

Let's talk about your name. Why Enshine?

 

 

Jari: It is something by our own construction, as we were looking for an unique word as name. Basically it means “Illuminate”. It can refer to the search of the light of awareness and connection with the subconscious and the universe, for example.

 

 

Your genre is something between atmospheric death and doom and your lyrics are about peculiar themes such as extracorporeal experiences and sci-fi: do your songs result from a precise scheme or are music and words just variables which merge according to temporary perceptions? 

 

 

Seb: Globally  the instrumental part is made quite free of any overall concept idea, ending up sounding naturally ethereal. Then on top of that the lyrics are made with specific scenario in mind, for each different song.

 

 

You have released two album so far, Origin in 2013 and Singularity in 2015. The most tangible element of continuity between these two releases is the presence of two instrumental tracks: Astrarium and Astrarium pt. II, tracks which are able to bring the listener to a dreamlike dimension. You just close you eyes while listening to them and you find yourself travelling somewhere in space. What do you think about instrumental tracks and how much are they important for the structure of an album? 

 

 

Jari: They have several roles, firstly to serve as a ”breathing space”, and also to bridge between different parts and moods of the albums. As well as to add some variation, simply.

 

 

What musicians did influence your life and, so, your musical path? 

 

 

Jari: I guess when it comes to Enshine specifically, I still draw most of the influences from bands I listen a lot to when I was younger, even if I have discovered a lot of new things since. Bands like Novembre, Katatonia, Paradise Lost, Tiamat, Pink Floyd, Opeth to name a few. I think those things that made a huge impact back in the days are always there in the back of the head. But new influences enter subconsciousely all the time.

 

Seb: For Enshine, my infulences are Rapture, Katatonia, Shape of Despair, as well as various non metal acts, such like M83.

 

 

Ok, now let's talk a bit about the most "visual" element in your cds. Origin and Singularity both have a very strong artwork, with a dominant presence of Blue: how do your covers come out and why did you choose this colour? 

 

 

Seb: I find the blue tone the most inspiring for metaphorical visuals. If we had to pick one color to represent  Earth, this would be this one, lost in the blackness of void. This also refers to the blueshift, the frequency change of an electromagnetic wave. Space addicts will get the meaning.

 

 

On your Facebook page other musicians are reported to have given their contribute to the recordings of your album: Could you introduce them to us? 

 

 

Jari: Yes, I realize this probably hasn´t been updated for some time. On the first album we had Oscar Borgenstam contributing the drums and Siavosh Bigonah the bass, both whom I had earlier played with in Slumber / Atoma. My friend Sandy Mahrer contributed with choir vocals on one of the tracks. On the second album we had Fredrik Widigs, who has recorded for numerous bands and is currently with Marduk playing the drums.

 

 

You know: Trouble always comes in threes... Do you plan a third release? 

 

 

Jari: We have plans for this yes, but work on it hasn´t started yet. I am currently involved in some other projects which will keep me occupied for a few months to come but after that I guess it will be time to get started again.

 

 

Can we hope to see you live in Italy soon, or do you prefer to leave your project just in the studio? 

 

 

Jari: It´s mainly a studio project still, but we have some hopes to play a few shows at some point at least. Where in the world they will take place is yet to find out!

 

 

Ok, before we say goodbye: would you like to leave a message for your fans? 

 

 

Seb: be as one with the flow of life. Pursue your dreams. Never stop dreaming.



Traduzione by Karen


Salve ragazzi e grazie mille per averci concesso questa intervista. La prima curiosità riguarda la nascita di questo sodalizio. Gli Enshine nascono nel 2009 come progetto solista di Jari, a cui in seguito si è unito Sébastien: come vi siete conosciuti e cosa vi ha spinto ad unirvi in questo percorso?

 

 

Jari: Abbiamo iniziato a chiacchierare online dopo che mi ero imbattuto nel progetto di Sebs (Cold Insight) ed essermi accorto che era qualcosa di molto simile nel mood a quello a cui stavo lavorando. Mi stavo dedicando alle parti strumentali e Seb si è offerto di provare ad aggiungere delle linee vocali, così abbiamo deciso di continuare a collaborare.

 

 

Passiamo al nome. Come mai la scelta è caduta su Enshine?

 

 

Jari: è qualcosa di nostra invenzione, stavamo cercando un nome composto da un'unica parola. Essenzialmente significa "Illuminare". Si può riferire alla ricerca della luce dell'intelletto e alla connessione con il subconscio e l'universo, per esempio.

 

 

Il vostro genere vive a cavallo tra l’atmospheric death e il doom e i vostri testi trattano temi come le esperienze extracorporee e la fantascienza: le vostre canzoni nascono secondo uno schema preciso o musica e parole sono variabili che si fondono in base alle sensazioni del momento?

 

 

In generale la parte strumentale è concepita senza alcun tipo di concept e finisce per suonare naturalmente "eterea". Poi i testi vengono creati con un'idea precisa in mente, per ogni brano. 

 

 

Avete due album all’attivo, Origin del 2013 e Singularity del 2015. Il segno più evidente della continuità tra le due release sta nelle due tracce strumentali Astrarium e Astrarium pt2, brani in grado di trasportare l’ascoltatore in un’atmosfera onirica, basta chiudere gli occhi per ritrovarsi a viaggiare con la mente nello spazio. Quanto sono importanti secondo voi i brani strumentali nella struttura di un album?

 

 

Hanno vari ruoli, prima di tutto fanno da "stacco" e da "ponte" tra le diverse parti e le atmosfere dell'album. Ma anche per aggiungere un po' di variazione, semplicemente.

 

 

Quali artisti hanno influenzato la vostra vita e, di conseguenza, il vostro percorso musicale?

 

 

Credo che parlando specificamente degli Enshine, attingo ancora molto da quelle band che ascoltavo tanto quando ero più giovane, anche se da allora ho scoperto un sacco di cose nuove. Band come i Novembre, Katatonia, Paradise Lost, Tiamat, Pink Floyd, Opeth, giusto per nominarne alcune. Credo che queste cose abbiano avuto un forte impatto allora e che siano in qualche modo rimaste nella mia testa. Ma nuove influenze arrivano inconsciamente, di continuo.

 

 

Passiamo ora al fattore visivo dei vostri cd. Origin e Singularity hanno entrambi un artwork di grande impatto visivo, con una grande predominanza del colore blu: come nascono le vostre copertine e perché avete scelto proprio questo colore?

 

 

Trovo che i toni del blu siano quelli più adatti a ispirare "visioni metaforiche". Se dovessimo scegliere un colore per rappresentare la Terra, sarebbe questo. Perso nell'oscurità del vuoto. Si riferisce anche allo spostamento verso il blu, il cambio di frequenza di un'onda elettromagnetica. Gli appassionati di  spazio capiranno cosa intendo. 

 

 

Leggo dalla vostra pagina Facebook che avete avuto altri musicisti che vi hanno aiutato durante le registrazioni: vi va di presentarceli?

 

 

Si, probabilmente non è aggiornato da tempo, me ne rendo conto. Sul primo album abbiamo avuto Oscar Borgenstam che ha contribuito alle batterie e Siavosh Bigonah al basso, con i quali avevo già suonato negli Slumber/Atoma. Il mio amico Sandy Mahrer ha contribuito con i cori su uno dei brani. Nel secondo album abbiamo avuto Fredrik Widigs, che ha registrato per numerose band e attualmente è con i Marduk alla batteria. 

 

 

Si dice che non c’è 2 senza 3: è prevista una terza release?

 

 

Si, abbiamo dei piani in tal senso, ma non abbiamo iniziato a lavorarci. Attualmente sono coinvolto in altri progetti che mi terranno occupato per qualche mese da qui in avanti ma dopo credo arriverà il momento di cominciare.

 

 

Abbiamo qualche speranza di poter assistere ad una vostra esibizione dal vivo in Italia, in un futuro non troppo lontano, o preferite lasciare al progetto una dimensione prettamente da studio?

 

 

Al momento è principalmente un progetto in studio, ma speriamo di fare qualche live, ad un certo punto. Poi per quanto riguarda dove si terranno... è tutto da scoprire!

 

 

Per salutarci, volevo chiedervi se avete un messaggio per i vostri fans.

 

 

Siate in sintonia col flusso della vita, siate un tutt'uno con esso. Inseguite i vostri sogni. Non smettete mai di sognare.