Intervista a cura di Robin & Siberian


Carissimi amici, oggi la nostra webzine Insane-Voices-Labyrinth ospita una una band di assoluto e comprovato valore. Diamo il benvenuto agli emiliani Mourn In Silence! Ma ora lasciamo direttamente la parola alla band, perché nessuno è in grado di presentarsi meglio di loro stessi...

 

 

Francesco: Prima di tutto un saluto a tutti i lettori di Insane Voices Labyrinth, e grazie a voi per lo spazio e l’opportunità che ci date pubblicando questa intervista!

I MiS sono una band di Imola attiva dal 1997 che propone un genere Death-Gothic sinfonico; alle spalle ha la realizzazione di 1 Ep e  2 album, l’ultimo dei quali è uscito nel 2012 “Until The Stars Won’t Fall”. 

 

La band è composta da:

 

Andrea – chitarra voce;

Alessio – tastiera;

Francesco – chitarra;

Elia – basso;

Michele – batteria; 

per i concerti live  Eleonora e Caterina – voce femminile. 

 

 

Come prima curiosità, ci piacerebbe sapere come è nato questo progetto musicale e cosa vi ha portato a scegliere una tematica, particolare per il metal, definita da Encyclopaedia Metallum come “Mitologia Cristiana”.

 

 

Francesco: I MiS sono nati nel 1997 da un’idea di Andrea che, dopo lo scioglimento della sua precedente band i Mortuaria, cominciò a scrivere nuovi brani (all’inizio strumentali) avvicinandosi ad un genere di stampo black/death metal sinfonico. 

Sul genere con cui ci hanno etichettato su Encyclopaedia Metallum, posso dire che oramai c’è da anni un fraintendimento a livello mondiale, ci arrivano spesso mail soprattutto dal sud America in cui ci chiedono se siamo una band “Christian metal” e spesso soprattutto in quei paesi siamo inseriti in liste o associati a questo genere. 

Questo “misunderstanding”  credo che si sia evoluto nel tempo a partire dalla tematica trattata nel concept del primo album Light of Misery in cui tutti i brani sono legati da una visione della creazione di Lucifero vista dal suo punto di vista, fino ad arrivare  all’uscita del nostro secondo lavoro “Redemption” in cui è contenuto il brano “Gloria in excelsis Deo”. Probabilmente molti hanno dato erroneamente, o gli ha fatto comodo dare, una chiave di lettura etichettandoci come portatori del “verbo cristiano”, e credo non esista niente che ci riguarda che sia più lontano dalla realtà, infatti più volte abbiamo scritto sui nostri canali ufficiali che noi non supportiamo nessuna forma di religione, noi facciamo musica… le prediche le lasciamo a chi di dovere!!! 

In “Light of Misery” e in alcuni brani di “Redemption” abbiamo scelto questa tematica perché è un argomento che in passato ci interessava e affascinava, ma già a partire dall’ultimo album “Untill…” è evidente che ci siamo allontanati dal trattare temi che riguardano il sacro e non ci sono brani che affrontano questo tema. 

 

 

In parecchi hanno provato ad etichettare il vostro genere, dilungandosi in una lunga lista di generi e sottogeneri: black, death, gothic, symphonic... Voi come definireste la vostra musica?

 

 

Francesco: Nel corso degli anni (ormai 20) la musica dei Mourn in Silence si è evoluta aggiungendo sempre nuove influenze. I primi anni il modo di scrivere sia a livello musicale che come liriche si basava principalmente su un genere Death e Black sinfonico, ma non mancavano di certo nel contesto generale anche inserti di stampo Trash, genere con cui siamo cresciuti nei primi anni ’90.

Nell’ultimo disco abbiamo voluto fare un ulteriore passo in avanti aggiungendo quella vena Gothic che da sempre ci piace riuscendo a fondere un po’ tutte le nostre influenze in un unico disco come sintesi dei precedenti lavori.

La verità è che in ognuno dei generi che hai citato e anche in molti altri generi al di fuori dell’ambito metal ci sono influenze interessanti da cui trarre ispirazione e qualche insegnamento. Ognuno di noi ha avuto un suo percorso a livello musicale ma il concetto di base su cui si fonde il nostro modo di scrivere è uno soltanto, creare in ogni brano un atmosfera a sè ben definita concentrando in dosi diverse tre aspetti che per noi sono fondamentali nella musica: la melodia, la potenza e la tecnica.

 

 

Avete all’attivo un EP e due Full-Lenght, che però sono separati da parecchi anni. Come mai questo periodo di fermo?

 

 

Francesco: Effettivamente il tempo tra l’uscita di “Redemption” e “Untill…” è davvero enorme, ma la stesura prima e la registrazione e l’ultimazione di “Untill…” poi,  hanno richiesto uno sforzo a livello di tempo davvero importante. Il motivo è molto semplice, affidandoci esclusivamente a noi stessi, il lavoro di arrangiamento e completamento di alcuni brani e soprattutto la ricerca dei suoni in fase di mixaggio per avere un prodotto di un certo livello, ci hanno costretti a lavorare davvero fino allo sfinimento per ottenere un disco che ci soddisfacesse in ogni sua componente, e credo che il duro lavoro alla fine ci abbia ripagati a discapito però del tempo che ci abbiamo impiegato. Non avendo vincoli di date di uscita abbiamo preferito puntare sulla qualità, anche perché, purtroppo, la nostra professione non è la musica e il tempo da dedicarci era ed è comunque da conciliare con gli altri impegni lavorativi le altre mille componenti della vita di un essere umano. Per il nostro modo di vedere, la soddisfazione di noi stessi a livello musicale viene prima di tutto e ciò si deve rispecchiare nel prodotto finito.

 

 

Come nasce un vostro disco? Nasce prima la musica, prima il testo o dipende dalla canzone?

 

 

Francesco: Fino ad “Untill…” il principale compositore e arrangiatore dei brani è stato Andrea, ovviamente in fase di arrangiamento ognuno cerca di dare il suo contributo per poter migliorare al massimo l’idea di base cercando di curare al massimo ogni componente di ogni singolo strumento. Prima di tutto nasce la musica, il testo solitamente è sempre stato scritto in una fase successiva, anche se già in fase di composizione si pensa a dove e come poi verranno impostate le linee di voce e a seconda della musica e della tipologia del brano si incomincia a pensare su quale tematica il testo verrà sviluppato. 

 

 

Dopo l’ottimo lavoro che ci avete regalato con “Until The Stars Won’t Fall”, la domanda sorge spontanea: state già lavorando a del nuovo materiale? 

 

 

Francesco: Grazie per i complimenti, per rispondere alla tua domanda… certo che sì!!! Questa volta stiamo cercando di dare un contributo più concreto in fase di composizione anche io e Alessio. Abbiamo le idee ben chiare su come dovranno essere i nuovi brani, vogliamo fare un ulteriore step per migliorare alcune componenti già presenti ed aggiungere ciò che manca per rendere sempre più concreta la nostra concezione di musica.

Attualmente siamo in fase di composizione dei nuovi brani, credo sia il momento più delicato, ma anche quello che dà maggior soddisfazione perché ci dà la possibilità di poter mettere nero su bianco le nostre idee e finalmente di tornare a scrivere qualcosa dopo alcuni anni in cui abbiamo fatto solo concerti.   

 

 

Navigando sul web, si può notare che sono presenti diversi vostri video, ma solo di esibizioni dal vivo e nessun video ufficiale o lyric video: è una vostra scelta o è in programma qualche novità? 

 

 

Andrea: No nessuna scelta, siamo solo partiti con quello che abbiamo a disposizione, per dare una vaga idea di come siano i nostri concerti. Sicuramente a breve integreremo con almeno un paio di lyric video, per dare una maggior visibilità ai nostri lavori. Mentre per il discorso "video" già in cantiere da qualche anno, pensiamo a come e su chi poter far affidamento, per ottenere un buon risultato. Abbiamo tante idee, progetti e sicuramente ci sono almeno un paio di canzoni di "Until" che si presterebbero perfettamente per un video musicale! Non ci rimane che trovare il giusto staff di persone con cui collaborare per questo progetto!

 

 

Ora passiamo al faccia a faccia col pubblico. Secondo voi qual è il vostro punto di forza durante le esibizioni dal vivo? E qual è la risposta dei fans che vi emoziona di più?

 

 

Francesco: L’esibizione live è una componente fondamentale, perché per chi ci segue e apprezza la nostra band è l’unico momento in cui può avere un’interazione reale con noi e la nostra musica. Credo che come band ci siano alcuni modi di porsi nei confronti del live che un po’ alla volta sono diventati i nostri punti di forza. Prima di tutto l’impegno assoluto nel cercare di rendere lo spettacolo al massimo a prescindere dal contesto in cui ci troviamo. Non sempre le location in cui suoniamo sono “adatte” a livello acustico, e nel nostro genere che è molto denso di timbri e arrangiamenti che devono avere un certo equilibrio tra loro può risultare davvero complicato poter far rendere al massimo il sound. Ognuno di noi a livello personale cerca di dare il massimo come concentrazione e precisione di esecuzione e questo a volte va un po’ a discapito del coinvolgimento del pubblico, anche se in più di un’occasione abbiamo avuto il piacere di avere un’ottima risposta da parte di chi assiste all’esibizione e spesso ci capita di vedere qualcuno che canta o batte le mani durante i brani e questo è sempre emozionante perché ci fa capire che chi è davanti al palco è davvero coinvolto dal nostro spettacolo.

 

 

Nel corso degli anni avete condiviso il palcoscenico con altre band di livello assoluto come Furor Gallico, Extrema, Kanseil, Ægre e altre. Qual è la cosa che vi colpisce di più negli incontri con altre band, anche di genere diverso dal vostro?

 

 

Elia: Innanzitutto bisogna tenere a mente la nostra condizione legata ai live che probabilmente risulta essere un po’ atipica rispetto a molte altre band avviate: non affrontando veri e propri tour gli orari lavorativi e gli impegni familiari ci portano, nella maggior parte delle situazioni, ad avere i minuti contati una volta raggiunta la location del concerto. Solitamente riusciamo a montare la nostra attrezzatura e fare un breve line check per assicurarci che tutto sia sotto controllo e il nostro show possa essere il più godibile e intellegibile possibile, per noi priorità doverose e fondamentali. Nonostante le tempistiche serrate seguiamo sempre con curiosità i gruppi con cui condividiamo il palco e talvolta ci capita di apprezzare alcune influenze e richiami a generi non strettamente legati al nostro, altre di assistere a performance particolarmente sceniche oppure di rimanere colpiti dall’utilizzo di strumenti inusuali. In generale riteniamo che confrontarsi con altre persone e band sia un’esperienza positiva specialmente quando riscontriamo umiltà e competenza, caratteristiche per noi fondamentali.

 

 

Diamo uno sguardo alla scena italiana. Nascono continuamente nuove band, parecchie anche di buon livello, ma purtroppo sono oppresse dallo stesso problema che colpisce le band già affermate come voi: la carenza di locali in cui esibirsi dal vivo. Voi come vi ponete riguardo questo problema? Vedete prospettive di miglioramento?

 

 

Alessio: Devo dire che la maggior parte dei locali che danno spazio alle band di esprimersi liberamente sono mossi dalla passione per la musica e per noi è sempre un piacere poter condividere questa passione con loro e con le band con cui dividiamo il palco. Purtroppo però le prospettive non sono buone, questi locali sono pochi e la mancanza di infrastrutture frena la cultura della musica live che incentiva ancora un' esperienza collettiva di musica che si sta perdendo a livello locale. Il consiglio è sempre di seguire la scena live underground per aggiornarsi sulle possibili location per suonare e così supportare sia i locali che le band. Al giorno d'oggi per farsi notare le nuove band utilizzano canali multimediali, la gente ti segue sui social, ti appoggia con i "like", internet ha reso molto più semplice far arrivare la tua musica ovunque, ma l'esperienza di un bel concerto è ancora tutt'altra cosa.

 

 

Ora, per salutarci, un’ultima cosa: volete lasciare un messaggio per i vostri fans?

 

 

Francesco: Ci terrei a ringraziarvi ancora per lo spazio che ci avete dedicato a nome mio e dei MiS, ai nostri fans voglio dire di avere pazienza perché il nuovo album è in cantiere e speriamo di potervelo far sentire il più presto possibile, in ogni caso nell’attesa vi aspettiamo ai prossimi concerti!!!