S T O R M L O R D

Benvenuti tra le pagine di Insane-Voices-Labirynth. Facciamo un grande salto indietro nel tempo. Era l'anno 1991 quando nacque il progetto Stormlord. Raccontateci come è nata l'idea.

 

 

L'idea nacque da un incontro con Claudio Di Carlo, chitarrista cofondatore della band. Dopo un breve periodo di warm up si è sviluppata l'idea di cercare una via più personale per la band, a partire dal nome. Eravamo in piena epoca death metal, il periodo dei primi loghi "illeggibili" e tematiche blasfemo/sanguigne diffuse come mai in passato nella nostra musica, tutto puntava verso il macabro. Noi dal canto nostro volevamo esprimere altro, unire la potenza di quel sound ad elementi epici... del resto, dov'era scritto che il metal estremo non potesse guardare anche altrove per variare i suoi connotati? Visto dove è arrivata l'evoluzione del metal estremo negli anni, possiamo dire che l'idea è stata pionieristica.

 

 

La vostra proposta musicale è di un symphonic black metal con forti influenze epiche. Questa miscellanea di musicalità ben distinte tra loro, forse inusuale, sono state caratterizzate dai gusti personali di ognuno di voi?

 

 

Come ti dicevo l'idea parte da molto lontano, ma prende una forma più definita nel corso degli anni, facendo confluire le idee di tutti nella band. Non ho mai desiderato essere il fac totum della situazione, ruolo che mi trovai costretto ad impersonare tra il 96 e il 98, anni in cui diedi una connotazione più marcata ed esplicita alla componente epica. Diciamo che le linee base di quello che sarebbe dovuto essere il sound della band sono state gettate in quegli anni, con i mini cd "Under The Sign Of The Sword" e il successivo "Where My Spirit Forever Shall Be". A quel punto la line up si è stabilizzata con l'ingresso di persone realmente motivate ed intenzionate a rendere la band anche cosa loro. Il nostro genere è diventato negli anni sempre più variopinto e ricco di influenze grazie alla voglia di non porci limiti: stavamo suonando un genere che ancora non esisteva, questo voleva dire che dovevamo inventarcelo, potevamo farlo come ci pareva e piaceva, perché non c'era un vero e proprio riferimento in termini di altre band. Questo ci ha permesso di sperimentare e osare senza doverci troppo preoccupare di fattori esterni, di far confluire al meglio tutte le nostre influenze nella band e di farle evolvere in maniera naturale.

 

 

Ci sono stati alcuni musicisti che hanno collaborato per un periodo con la band. Tra questi Fabban (Aborym), nel ruolo di bassista. A parte lui, potete citarci chi altri ha preso parte alla vostra band seppur per un lasso di tempo minimo e se la loro uscita dal gruppo è stata per motivi personali o per incompatibilità musicali?

 

 

Non è mai successo che un membro lasciasse la band per incompatibilità musicale, cerchiamo di vedere la musica senza paraocchi ed è difficile che si crei una situazione di questo tipo. I motivi sono sempre stati personali. Ad esempio abbiamo due ex tastieristi trasferiti in America: uno, Fabrizio Cariani, oggi insegna filosofia all'università, l'altro, Simone Scazzocchio, composizione alla Brekley. Nel 95 abbiamo suonato per un annetto con Gabriele Valerio, oggi batterista dei Theatres Des Vampires, oppure nel periodo di "Mare Nostrum" con l'ex tastierista dei DGM Maurizio Pariotti, senza dimenticare il nostro chitarrista storico Pierangelo Giglioni. Dietro ogni separazione non forzata ci sono sempre motivi variegati, è difficile sintetizzarli in poche righe, ma posso dirti che non ci siamo mai trovati a litigare ferocemente prima di uno split e siamo in ottimi rapporti con tutti gli ex membri.

 

 

Nel 2004 la band raggiunge il picco del successo in seguito al video "Under the boards"...

 

 

"UnderThe Boiards" e "The Gorgon Cult" in generale hanno segnato un periodo importante per l'evoluzione della band, anche se il picco del successo è stato probabilmente raggiunto con il successivo "Mare Nostrum". In quel video abbiamo proseguito il discorso iniziato con il video di "I Am Legend", rendendo omaggio alla scena horror di cui siamo grandi appassionati.

 

 

 

Quali tematiche sono state adoperate nelle vostre release?

 

 

Abbiamo parlato di varie cose nel corso dei nostri dischi: miti epici, storia Romana e dell'antico Mediterraneo, ma anche di storie horror o introspettive.

 

 

Come nasce una canzone degli Stormlord?

 

 

Ad oggi non esiste ancora una formula standard per la creazione di un pezzo degli Stormlord, abbiamo sempre lavorato in maniera differente in base al potenziale e le idee dei membri in quel momento. Possiamo partire da uno stralcio di possibile pezzo lavorandoci insieme in sala prove, jammare o fare il grosso del lavoro a casa individualmente. Ognuno di noi poi mette del suo nella messa a punto del pezzo, in base alle sue abilità personali e idee, che possono riguardare ogni aspetto del pezzo. Siamo una band senza personalismi, dove ci si confronta su ogni aspetto e tutte le idee sono ben accette, non solo per quello che riguarda il proprio strumento.

 

 

L'album che vi ha soddisfatto in particolar modo? E per quale motivo?

 

 

(CB): Chiedere di scegliere un'album ad una band è come chiedere ad un padre di scegliere tra uno dei sui figli, è praticamente impossibile. Ogni disco rappresenta la band in quel momento e lo stato della sue evoluzione stilistica. E' ovvio che oggi, guardando al passato, ci possono essere cose che faremmo in maniera diversa o semplicemente in maniera più curata. Ma al tempo tesso non vorrei mai cambiarle, perché si finirebbe per snaturare il tutto. E' come per i dischi ri-registrati dopo anni, per quanto siano in teoria migliori perdono quel fascino originale.

 

 

Come è il vostro approccio con il pubblico Italiano durante i live? E con quesllo straniero?

 

 

L'approccio è il medesimo, sul palco vogliamo trasmettere energia e divertirci insieme al pubblico, coinvolgendolo il più possibile, cercando di offrire anche uno spettacolo oltre alla musica. Siamo tutti lì per divertirci!

 

 

Con il trascorrere di tutti questi anni, cosa credete sia cambiato nella musica metal?

 

 

E' cambiata l'epoca, il pubblico, ciò che si vuole e come lo si vive, direi che è cambiato quasi tutto. Dopo il black metal non c'è più stato un genere realmente nuovo che segnasse un cambiamento netto, si è passati alla contaminazione e rivisitazione riveduta e corretta di quanto già fatto. Il fatto che ci siano cose come le Baby Metal che sono l'unica novità che è riuscita a fare certi numeri, la dice lunga sulla situazione.

 

 

Partendo dagli esordi, c'è qualcosa che fareste in modo differente se ne avreste la possibilità?

 

 

(CB): In 25 anni di errori e cavolate se ne fanno tanti, ma servono ad imparare e crescere, possono essere un passaggio obbligato per la comprensione e il miglioramento. Sinceramente non cambierei nulla o quasi, ogni cosa porta ad una fase successiva e non è detto che una cosa apparente negativa lo resti anche nel futuro.

 

 

Volete renderci partecipi di qualche vostra news per il prossimo futuro?

 

 

(CB): Torneremo a suonare dal vivo in Italia anche quest'anno, ma il lavoro sarà soprattutto sul nuovo album. Sarà un anno "work in progress"...

 

 

Ringraziandovi del tempo concessoci, lasciamo a voi queste ultime righe per concludere l'intervista.

 

 

(CB): Grazie a voi, per tenervi aggiornati sugli Stormlord seguite la nostra pagina www.facebook.com/stormlordband