Risposte a cura di Leonardo Ciccarelli - Basso

 

 

Fabio Sansalone:

Come e quando avete scoperto di amare la musica metal?

 

 

L'amore per il metal è nato relativamente presto, 12/13 anni circa. E' stato per puro caso, avevo visto una pubblicità in tv che aveva come sottofondo i Korn e mi era piaciuta da impazzire, così mi sono arrabattato per giorni per scoprire di quale gruppo si trattasse e ascoltare altri pezzi che avevano fatto, da lì in poi è stato un susseguirsi di scoperta di nuovi gruppi tramite negozi di dischi e riviste specializzate.

 

 

Igor:

L'artwork di un album è molto importante, forse il primo approccio per un futuro nuovo fan. Voi con il vostro cosa volete trasmettere?

 

 

Il nostro artwork è ridotto molto all'osso per così dire, abbiamo cercato di essere il più diretti possibile verso chi ci ascolta. Abbiamo optato per questo stile per avere un impatto il più drastico possibile verso il pubblico, proprio come le canzoni che scriviamo.

 

 

Karen:

Avete un progetto in particolare come obiettivo? Qual è la vostra massima aspirazione? Come vi vedete da qui a qualche anno?

 

 

La nostra aspirazione sarebbe quella di poter vivere di musica, ma sappiamo anche che il nostro genere non è il migliore per realizzare un progetto simile, proprio per questo abbiamo deciso di mantenere gli Antagonism solamente come gruppo da studio, per avere la possibilità di fare la musica che veramente ci piace senza dover trovare compromessi tra i nostri gusti e quelli della massa.

 

 

Irene Eva:

Il vostro è un lavoro autoprodotto o vi siete affidati ad un produttore? Perché questa scelta? Se vi siete affidati ad un produttore, come lo avete scelto? Con quali criteri avete compiuto le scelte di produzione?

 

 

Il nostro è un lavoro autoprodotto, abbiamo scelto questa opzione per poter avere più libertà sia in ambito di composizione dei pezzi che in ambito di produzione dell'album. Poi siamo usciti sotto la SG Records.

 

 

Osten:

Da quale strumento nasce la realizzazione dei brani? Quale componente si occupa del songwriting?

 

 

Il songwriting principalmente nasce dalla chitarra in quanto Marco Vitali è il più preparato tra noi in ambito musicale, cio' nonostante tutti partecipiamo il più possibile alla stesura dei brani.

 

 

Edoardo Napoli:

Cosa dovrebbe convincere il pubblico ad ascoltare proprio il vostro materiale in mezzo ad una concorrenza così vasta?

 

 

Il fatto che nei nostri pezzi trattiamo temi più sociali e ambientali rispetto alla solita "truculenza" tipica dei pezzi death metal, noi facciamo musica cercando al tempo stesso di svegliare le coscienze.

 

 

Alle Rabitti:

Rispetto a quando avete iniziato, com'è cambiata la vostra percezione di musica, considerato chi la compone e chi ne usufruisce?

 

 

Rispetto a quando abbiamo iniziato i nostri gusti musicali sono stati influenzati da vari filoni del metal nati nel corso degli anni, ma il death metal rimane la nostra passione principale nonostante stia evolvendosi parecchio rispetto ai suoi albori.

 

 

Chris M.:

Guardando al vostro passato e da dove siete partiti, come vi vedete nel presente? Cosa possiamo aspettarci nel futuro?

 

 

Indubbiamente rispetto a quando abbiamo iniziato siamo cresciuti parecchio, sia a livello musicale che personale, e questo ha in parte penalizzato sul tempo che abbiamo potuto dedicare al gruppo, ma sicuramente è un progetto a cui siamo troppo legati anche solo per pensare di scioglierlo, quindi nel futuro aspettatevi pubblicazioni in collaborazione con alte band.

 

 

Vale:

Rivolgendomi ad ognuno di voi: che altri hobby o passioni avete oltre alla musica?

 

 

Oltre alla musica le mie passioni principali sono cinema e videogiochi. 

 

 

Matt Innerfrost:

Cosa pensate della scena attuale italiana?

 

 

Ad oggi la scena metal italiana sta affrontando una crisi enorme, i locali per esibirsi stanno chiudendo sempre più di frequente e le band emergenti faticano a trovare posti dove poter far ascoltare la loro musica e di conseguenza vendono molti meno dischi.

 

 

Davide Cantelmi:

Secondo voi cosa rende una band meritevole di aver successo?

 

 

Una band per meritarsi il successo sicuramente deve avere il favore del pubblico, unito insieme a molta attività sia in rete che dal vivo.

 

 

Sandro Accardi:

Vivete grazie alla vostra musica? Se non è così, che mestiere fate?

 

 

Purtroppo nessuno di noi vive grazie ai nostri pezzi, l'unico che ci si avvicina è Marco Vitali che insegna musica, per il resto siamo tutti impiegati e operai.

 

 

Francesco "Laemoth" Peruzzi:

Cosa vi ha spinto ad iniziare a suonare? E come siete giunti alla scelta del genere da proporre?

 

 

La scelta di iniziare a suonare è stata dettata dalla nostra passione per la musica, abbiamo scelto il death metal perchè oltre ad essere il nostro genere preferito ci è sembrato anche il genere più adatto per gli argomenti trattati nelle nostre canzoni.

 

 

Matteo D'ermes:

Com'è il vostro rapporto con giornalisti e/o recensori e critici?

 

 

Il rapporto che abbiamo con recensori e giornalisti non è male, siamo stati accolti abbastanza bene dalla critica, nonostante il nostro non sia proprio un death canonico.

 

 

Possenreisser:

Se è senz'altro vero che di solito si porta il vissuto nella proposta musicale, come e in che misura è vero anche il contrario?

 

 

Il vissuto indubbiamente si porta dietro quando si scrivono i pezzi visto che influenza il nostro modo di pensare, ma anche ciò in cui non siamo coinvolti direttamente comunque ci aiuta nel songwriting, le nostre canzoni trattano temi socio-politici che spesso non viviamo in prima persona, ma che comunque ci coinvolgono.

 

 

Siberian Tiger:

A proposito dei testi : quanto il vostro luogo di origine ha influenzato voi e ciò che scrivete e componete? volete lasciare qualche messaggio in particolare attraverso i vostri brani?

 

 

Le nostre canzoni non trattano esclusivamente di avvenimenti delle nostre zone, ma di fatti che avvengono più o meno dappertutto. Quello che cerchiamo di fare con i nostri pezzi 

è di sensibilizzare la gente su temi che toccano tutti e che l'uomo ormai sta abusando oltre misura delle risorse a disposizione.

 

 

Robin Bagnolati:

Ad oggi, quante release avete pubblicato? Se sono più di uno, quale consigliereste ad un possibile nuovo fan per iniziare a conoscervi ed avvicinarsi alla vostra musica?

 

 

Abbiamo fatto uscire i nostri pezzi in varie compilation e in un demo, ma probabilmente il metodo migliore per conoscerci bene è attraverso il nostro full-lenght "Digging Past Sounds" dove ci sono quasi tutti i nostri brani.

 

 

Team:

Per concludere l'intervista...

 

 

Un ringraziamento al vostro team per lo spazio concessoci per questa intervista, invitiamo tutti i lettori ad ascoltare i nostri pezzi e visitare la nostra pagina facebook per restare aggiornati sulle prossime uscite. STAY METAL