Fabio Sansalone:

Come e quando avete scoperto di amare la musica metal?

 

 

Fin dalla giovane età, noi tutti ci siamo appassionati a questo genere. Ognuno ovviamente con i propri gusti, ma sempre rimanendo nel genere.

 

 

Igor:

L'artwork di un album è molto importante, forse il primo approccio per un futuro nuovo fan. Voi con il vostro cosa volete trasmettere?

 

 

L'artwork del prossimo album a cui stiamo lavorando, sarà centrato sulla mitologia e l'oltretomba dell'antico Egitto. Cercheremo tramite le nuove grafiche di trasmettere tutto ciò che noi mettiamo in musica. 

 

 

Karen:

Avete un progetto in particolare come obiettivo? Qual è la vostra massima aspirazione? Come vi vedete da qui a qualche anno?

 

 

Al momento il primo obiettivo è quello di fare uscire questo nuovo lavoro a cui stiamo già lavorando da qualche mese. Noi tutti ispiriamo alla stessa cosa, ovvero che la nostra musica possa arrivare non diciamo a livello mondiale (sarebbe un'utopia) ma almeno guadagnarci un discreto seguito a livello nazionale. Per quanto riguarda l'ultima domanda posta da Karen, noi non seguiremo la massa, tantomeno vi daremo risposte false, o le solite risposte, quindi le chiacchiere stanno a zero. Chi non vorrebbe camparci con la propria musica e girare anche anche il mondo...

 

 

Irene Eva:

Il vostro è un lavoro autoprodotto o vi siete affidati ad un produttore? Perché questa scelta? Se vi siete affidati ad un produttore, come lo avete scelto? Con quali criteri avete compiuto le scelte di produzione?

 

 

Tutti i nostri lavori sono completamente autoprodotti, artwork, stampa, pubblicità e quant'altro. Siamo comunque alla ricerca di una label, disposta ad aiutarci per quel che si può.

 

 

Osten:

Da quale strumento nasce la realizzazione dei brani? Quale componente si occupa del songwriting?

 

 

Diversi lavori sono stati ideati direttamente dal chitarrista, per poi definirli assieme in sala prove, le ultime tracce sono state create e definite direttamente in sala.

 

 

Edoardo Napoli:

Cosa dovrebbe convincere il pubblico ad ascoltare proprio il vostro materiale in mezzo ad una concorrenza così vasta?

 

 

Il nostro progetto potremmo definirlo un'ibrido perchè non stiamo li a seguire i criteri classici del genere, ma cerchiamo di dargli il nostro tocco personale. La nostra musica comunque mantiene le classiche linee Thrash Metal, ma con un tocco di sonorità e influenze orientali. Cerchiamo di puntare e mantenere questa scelta.

 

 

Alle Rabitti:

Rispetto a quando avete iniziato, com'è cambiata la vostra percezione di musica, considerato chi la compone e chi ne usufruisce?

 

 

Alle origini la band non era questa, era un progetto Punk OI, dove vedeva militanti il bassista e il batterista. Dopo anni di attività ci siamo ritrovati soli e per questo ci siamo messi alla ricerca di nuovi artisti in zona. Fin quando la line up degli Anubi's Servants è stata completata, dall'ingresso del chitarrista e del cantante. Piano piano ci sono stati dei "problemi" prettamente derivanti dal genere musicale che distingue ognuno noi, c'è  voluto un pochino di tempo per capire quale sarebbe stata la strada e il genere definitivo da intraprendere assieme. Fin dall'inizio per la creazione dei pezzi, abbiamo cercato di basarci sul sound e sul l'originarietà del pezzo stesso tramite i testi e le parti musicali.

 

 

Chris M.:

Guardando al vostro passato e da dove siete partiti, come vi vedete nel presente? Cosa possiamo aspettarci nel futuro?

 

 

Essendo una band underground prendiamo tutto ciò che ci viene offerto pur di far conoscere la nostra musica. Per il futuro, come abbiamo detto prima, non ci aspettiamo molto, ma comunque continueremo a tenere duro, continueremo a lavorare per la band e continueremo a suonare live il più possibile, sperando di guadagnarci almeno il rispetto nazionale.

 

 

Vale:

Rivolgendomi ad ognuno di voi: che altri hobby o passioni avete oltre alla musica?

 

 

Gianluca è l'unico che al di fuori della musica ha la passione per lo skateboard, uno skater con le contro palle. Invece Karim è un maestro nella tecnologia in tutte le sue forme, videogames compresi. Infine gli ultimi due stronzi Andrea e Omar preferiscono dare svariate forme ai divani di casa e fare gli spavaldi del cavolo con le donzelle (figure di merda compreso).

 

 

Matt Innerfrost:

Cosa pensate della scena attuale italiana?

 

 

Noi crediamo che la scena Italiana non sia morta, ma sono gli artisti stessi che rendono possibile tutto ciò. Diciamo questo perchè ne abbiamo viste e continuiamo a vederne talmente tante di ste cose che è inutile dire che la scena sia morta, gli unici a sparare cazzate e a mettere bastoni tra le ruote sono i musicisti stessi. Per fortuna non tutti sono così anzi la maggior parte degli artisti Italiani sono eccezionali, disponibili e gentili. Parliamo così per via di esperienze regresse e presenti che continuiamo a vedere.

 

 

Davide Cantelmi:

Secondo voi cosa rende una band meritevole di aver successo?

 

 

Attitudine, impegno, costanza, capacità tecnica e organizzativa, FORTUNA, caparbietà e perchè no, anche SOLDI... 

 

 

Sandro Accardi:

Vivete grazie alla vostra musica? Se non è così, che mestiere fate?

 

 

Siamo "artisti" nati nel paese sbagliato dove non  puoi vivere con la propria musica. Al momento solo due membri hanno un lavoro fisso e costante.

 

 

Francesco "Laemoth" Peruzzi:

Cosa vi ha spinto ad iniziare a suonare? E come siete giunti alla scelta del genere da proporre?

 

 

La passione per la musica ci ha spinto a iniziare a suonare. Chi prima, chi dopo, ma alla fine ci siamo ritrovati con la voglia e lo spirito giusto di mettere in pratica ciò che creiamo. La scelta del genere è venuta fuori un pò da se per via dei vari gusti musicali che ci caratterizzano (ovviamente metal).

  

 

Possenreisser:

Se è senz'altro vero che di solito si porta il vissuto nella proposta musicale, come e in che misura è vero anche il contrario?

 

 

I testi degli Anubi's Servants parlano prettamente dell'oltretomba e del culto Egiziano. Non troverete in nessun testo inneggiamenti politici, riferimenti a persone o a cose, ma solo ed esclusivamente storie e personaggi mitologici dell'oltretomba.

 

 

Siberian Tiger:

A proposito dei testi: quanto il vostro luogo di origine ha influenzato voi e ciò che scrivete e componete? volete lasciare qualche messaggio in particolare attraverso i vostri brani?

 

 

La scelta di prendere in causa questo tema è perchè nella band due compononenti hanno origini Egiziane. Il messaggio che cerchiamo di mandare è prettamente a livello storico, cioè mettiamo in musica il lato oscuro di una antica e grande cultura a noi lontana.

 

 

Robin Bagnolati:

Ad oggi, quante release avete pubblicato? Se sono più di uno, quale consigliereste ad un possibile nuovo fan per iniziare a conoscervi ed avvicinarsi alla vostra musica?

 

 

Lo scorso anno è uscita una nostra partecipazione in "Into The True Underground's Spirit" vol. 2 (con tante band della scena Metal Italiana), il primo Novembre 2015 è uscito il nostro EP "Over The Afterlife". Il nostro consiglio per chi vuole iniziare a seguirci e quello di acquistare il nostro EP.

 

 

Barabba:

Che effetti usate quando suonate? Sono gli stessi che poi utilizzate per registrare?

 

 

Gli effetti che usiamo sono gli standard,passiamo da riff distorti a effetti più caldi e orientali.Tutto questo cercando di creare un incastro ritmico tra basso e chitarra per creare un'unico suono e all'occorrenza renderlo anche orientale. Come dicevamo in qualche risposta fà, si cerca di non seguire le classiche basi del genere,ma cerchiamo di creare un qualcosa che spazii un pò e che esca un pochino al difuori della norma. In fase di registrazione i suoni sono sempre gli stessi l'unica cosa stiamo lavorando su delle parti di synth da aggiungere nel cd.

 

 

Team:

Per concludere l'intervista...

 

 

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