Fabio Sansalone:

Come e quando avete scoperto la musica metal?

 

 

Andrea: Diciamo che tutti e tre abbiamo scoperto rispettivamente l’esistenza del Rock verso i dodici/tredici anni con i vari gruppi leggendari del genere che tutti conoscono. Per quanto mi riguarda ascoltavo i Dream Theater, ma non avevo idea di cosa si trattasse e non ero al corrente dell’esistenza del metal! (ride).   

Ho capito cosa fosse il metal un po più tardi con gruppi come Iron Maiden, Pantera,  Arch Enemy e Death.

 

 

Igor:

L’Artwork di un album è molto importante, forse il primo approccio per un futuro fan. Voi con il vostro cosa volete trasmettere?

 

 

Vincent: Per l’artwork abbiamo riflettuto molto su come illustrare i nostri pensieri.

Volevamo raffigurare la sofferenza del nostro pianeta nella sua interezza, non solo a livello naturale, ma la sofferenza di una prigione nella quale tutti i suoi abitanti sono rinchiusi e subiscono le conseguenze di coloro che sono in possesso delle chiavi, ossia l’essere umano .

Quindi abbiamo deciso di illustrare la terra sofferente in una prigione su uno sfondo molto semplice, per permettere alle persone di focalizzarsi sul messaggio, da qui il nome dell’album «Suffering Prison». 

 

 

Osten:

Da quale strumento nasce la realizzazione dei brani ? Quale componente si occupa del songwriting?

 

 

Andrea: Allora, i brani generalmente nascono da riffs del nostro chitarrista Vincent che si occupa quasi interamente della composizione, poi in studio Maxime ed io aggiungiamo la parte ritmica e apportiamo qualche modifica per dare il tocco finale al pezzo, dei testi se ne occupano Maxime e Vincent. 

 

 

Edoardo Napoli:

Cosa dovrebbe convincere il pubblico ad ascoltare proprio il vostro materiale in mezzo ad una concorrenza così vasta?

 

 

Maxime: Certamente la concorrenza è vasta e ci sono tantissimi gruppi sconosciuti che varrebbero la pena di essere conosciuti, noi cerchiamo di proporre al pubblico una musica che viola i standard dei generi, non vogliamo definirci ne progressive, ne fusion, vogliamo fare musica, la musica è infinita e la si può modellare come una scultura, siamo dei fuori legge della musica (ride)!

Ovviamente il progressive rock/metal è il genere che ci si addice di più, anche perché permette di trasgredire più facilmente rispetto ad altri stili musicali.

Non abbiamo frontiere e con noi non vi dovreste stupire di sentire una mazurka in salsa metal!(ride). 

 

 

Sandro Accardi:

Vivete grazie alla vostra musica? Se non è così, che mestiere fate?

 

 

Vincent: No, non viviamo di musica anche se sarebbe fantastico, Maxime è calderaio-saldatore, Andrea è cuoco e io sono roboticista, la musica è la nostra passione e secondo lavoro anche se a volte servirebbero giornate di 48 ore!

 

 

Nicole Clark:

Avete background musicali simili o differenti?

 

 

Andrea: Diciamo che Vincent ed io abbiamo avuto più o meno lo stesso percorso musicale, ci siamo interessati al metal all’inizio ed ora cominciamo ad amare la fusion/jazz e si sente molto nei nostri pezzi e penso si sentirà sempre di più.

Maxime è il metallaro incallito della band, death metal, groove metal, thrash è pane per i suoi denti, ma non disdegna il grande Jaco Pastorius.

Questa piccola differenza con Max ci permette di avere un sound abbastanza potente che da equilibrio alla band.

 

 

Mickey E. Vil:

Come promuovete la vostra musica sul web? Avete idee da suggerire ad altre band?

 

 

Vincent: Cerchiamo di essere presenti il più possibile sul web su molte piattaforme, nella scena musicale attuale il web occupa un grande spazio e permette una buona auto-promozione a condizione di farlo con intelligenza.

Un consiglio che posso dare ai gruppi è di essere presente sul web, ma soprattutto di suonare live, anche in bar da 30 posti in piedi, non chiedere soldi (anche se a volte fa piacere), umiltà e legare rapporti con band più esperte che potranno consigliarvi e darvi dei contanti per progredire, la reputazione dei musicisti è importante!  

 

 

Barabba:

Che effetti usate quando suonate? Sono gli stessi che poi utilizzate per registrare?

 

 

Vincent: Io uso molti effetti wah, Strymon El Capistan (che è fantastico), coco boost, octaver, chorus che utilizzo in tutti i pezzi  dell’album e  gli effetti registrati sono gli originali, solo l’amplificatore e la testa sono numerici registrati con un torpedo live.

 

 

Curse Vag:

Se doveste associare uno stato d'animo al vostro lavoro per poterlo descrivere, quale sarebbe e perché?

 

 

Maxime: Uno stato d’animo direi la rabbia, la malinconia e la speranza per i testi trattati, la gioia e la pazzia per la nostra musica, un buon contrasto .

 

 

Led Green:

Con chi vi piacerebbe andare in Tour?

 

 

Andrea: Ci piacerebbe veramente andare in tour con Rhianna for the big money! (ride). No scherzo ovviamente, sarebbe un sogno andare in tour con gruppi eclettici come gli The Aristocrats (Govan/Minnemann/Beller se non li conoscete e siete amanti dello strumentale sono da non perdere) o band più classiche come Haken o Neal Morse sarebbe veramente una bella esperienza. Mai dire mai! 

 

 

Michele Puma:

Cosa ne pensate delle band che inseriscono pensieri politici nei loro testi? Pensate che l'idea politica ma anche religiosa possa influenzare la naturale evoluzione di una band che si affaccia nel mondo underground e successivamente nel mainstream?

 

 

Andrea: La musica è arte e nell’arte deve vigere la libertà d’espressione che siano punti di vista buoni o cattivi (cattivi nei limiti del ragionevole), ma chi determina se il punto di vista è buono o cattivo?

Il pubblico che riceve il messaggio lo interpreta e prende una posizione, nell’arte bisogna rischiare di contraddire l’idea altrui per stimolare l’intelligenza e suscitare, forse,  una reazione.

Oggi nel mainstream si parla molto spesso solo di sole, cuore, amore, non si prendono più rischi ed è la differenza che c’è con un’epoca musicale a noi ormai lontana.

 

 

StonedLord95:

Quanto è importante per voi la produzione? Pensate che sia un fattore da considerare affinché anche la musica venga considerata, poiché è sempre più raro trovare gruppi con idee chiare?

 

 

Maxime: Una buona produzione oggi è importante il pubblico è ormai abituato ad un certo livello di qualità sonora e senza la stessa, le persone non si interessano facilmente. 

Il problema è che le produzioni discografiche al giorno d’oggi non investono più su giovani gruppi talentuosi, ma su band anche talentuose, ma già con una buona esperienza e dischi auto-prodotti di qualità e per la buona qualità ci vuole un certo budget che non tutti hanno.

Oggi registrare un album è sacrificio, sudore e soldi.