Fabio Sansalone:

Come e quando avete scoperto di amare la musica metal?

 

 

Giuseppe: Io ho iniziato ad ascoltare metal grazie a un amico al liceo; ho iniziato con Iron Maiden e Metallica e ora ascolto un pò di tutto, ma soprattutto Heavy, Symphonic e Power. Apprezzo molto gruppi come Iron Maiden, Nightwish, Epica e Blind Guardian. 

 

 

Igor:

L'artwork di un album è molto importante, forse il primo approccio per un futuro nuovo fan. Voi con il vostro cosa volete trasmettere? 

 

 

Marco: L'artwork è ad opera del grande artista francese Pierre Alain D. non ha secondo me un significato preciso o una tematica unitaria, come il nostro album, che affronta svariati temi. Ognuno può vederci il significato che desidera!

 

 

Karen:

Avete un progetto in particolare come obiettivo? Qual'è la vostra massima aspirazione? Come vi vedete da qui a qualche anno?

 

 

Giuseppe: Personalmente, il mio obiettivo  vivere di musica. Non ho ancora ben chiaro in quale campo, però. Naturalmente vorrei riuscire a vivere suonando e grazie alle mie composizioni, ma in questo periodo e in questo paese  tutt'altro che semplice. Nel frattempo mi sto laureando in Musicologia. Sinceramente, non voglio sbilanciarmi in previsioni, ma spero di veder realizzato il mio obiettivo. 

 

 

Osten:

Da quale strumento nasce la realizzazione dei brani?Quale componente si occupa del songwriting?

 

 

Marco: Per il primo disco siamo stati io Antonio e Paolo ad occuparcene. In seguito alla dipartita di Antonio nel secondo siamo stati solo io e Paolo col piccolo ma fondamentale contributo di Filippo in Phunkrax. Per il prossimo disco invece datemi un contributo ai pezzi tutti assieme.

 

 

Edoardo Napoli:

Cosa dovrebbe convincere il pubblico ad ascoltare proprio il vostro materiale in mezzo ad una concorrenza così vasta?

 

 

Irio: Io credo che ogni gruppo debba avere la possibilità di esibirsi. Da parte del pubblico avere una mente aperta a quello che ha da proporre la band,nel nostro caso credo che il nostro genere stupisca gli ascoltatori in quanto ci sono numerose influenze, penso la chiave sia questo: non siamo così scontati e riusciamo a sorprendere.

 

 

Sandro Accardi:

Vivete grazie alla vostra musica? Se non è così, che mestiere fate?

 

 

Giuseppe: Purtroppo non ancora. Io lavoro part-time in un negozio di musica, mestiere grazie al quale sono riuscito a migliorare notevolmente la mia strumentazione. Nel frattempo, però mi sto laureando in Musicologia a Cremona. 

 

 

Barabba:

Che effetti usate quando suonate? Sono gli stessi che poi utilizzate per registrare?

 

 

Irio: Personalmente mi affido all'analogico quando sono in stage, pedalboard e ampli a valvole, per quanto riguarda homerecording ho varie possibilità, una pedaliera digitale in diretta sulla scheda audio o validissimi plug-in tipo amplitube, come software per registrare cubase.

 

 

Mystisk Død: 

Qual' è la storia dietro il vostro nome e, se lo avete, dietro al vostro logo?

 

 

Marco: Dietro al nome Cyrax non vi  un particolare significato, se non che crediamo sia un nome di impatto che rispecchi molte influenze che mettiamo all'interno della nostra musica.

 

 

Silvia Agnoloni: 

In che modo vi aspettate di trovare supporto proponendovi in Italia?

 

 

Irio: Penso che la principale cosa sia avere quella fedele fetta di pubblico che ci segue e ci supporta, non tanto dal riscontro sui social che nel nostro caso  massiccia ma maggiormente sulla scena live; per quanto concerne le strutture  un discorso pi tecnico e difficile: penso che dovremmo sforzarci e provare a vedere quale etichetta o management fa al caso nostro e che ci dia possibilità di emergere sempre più.

 

 

Ed: 

Che cosa ne pensate del sistema discografico italiano? come vi ponete nei confronti di esso?

 

 

Irio: Al giorno d'oggi ci sono  meno major,  ma le stesse che si occupano di produrre sempre la stessa musica e gli stessi artisti aggiungendo a questo le cosiddette macchine di business come talent show e contest, che spremono gli artisti per poi metterli da parte senza avere particolare interesse del singolo. Questo spinge molti musicisti poi a seguire etichette indipendenti che gli diano modo di esprimersi come vorrebbero, anche se purtroppo anche queste ultime non si occupano di promuovere lo stesso artista a dovere.Per quanto riguarda noi cerchiamo per ora di farci strada nel settore underground cercando di essere sempre tutelati nei nostri live tramite SIAE.

 

 

Polverone Liz: 

1) Riuscite a introdurre delle influenze di gruppi rock che vi piacciono all' interno della musica

metal che componete?

2)Siete credenti? Approvate il messaggio cristiano o cercate di distanziarvi facendo anche testi 

satanisti nel senso anti-cristiano?

 

 

Irio: 1) In qualche modo lo facciamo, come dicevo la nostra musica è piena di influenze, dalla classica al neo prog, c'è sicuramente qualcosa che ci tocca o ci influenza prima di scrivere un pezzo.

 

Giuseppe: 2) Io personalmente sono ateo. Approvo il messaggio cristiano delle origini, ma disprezzo il modo in cui si  evoluto. Come disprezzo tutte quelle religioni che si sono imposte nel corso della storia o che cercano di imporsi spesso evitando alla maggior parte delle persone di vivere in pace. Essendo ateo, però, non vedo il motivo di scrivere testi satanisti (almeno per me), non credendo ne nell'una ne nell'altra entità. Ho scritto testi di protesta verso le religioni, o verso le guerre che si nascondono dietro la scusante della religione, però non ho motivo per attaccare questa o quella. 

 

 

Curse Vag: 

Se doveste associare uno stato d'animo al vostro lavoro per poterlo descrivere,quale sarebbe e perchè?

 

 

Irio: Sicuramente determinazione,poi dipende anche dal materiale che stiamo mettendo su e vedere quale sensazioni ci suscita.

 

 

Roberto Bertero: 

Quali band vi hanno spinto a mettere su un gruppo? Cioè su quali ascolti eravate improntati quando avete deciso di avere la vostra band?

 

 

Marco: Queen, Savatage, Ayreon, Rage, Toto. Ma la band  proprio nata per non emulare nessuno.

 

 

Nicole Clark: 

Avete background musicali simili o differenti?

 

 

Giuseppe: Io arrivo dal mondo della musica classica. Suono pianoforte da quasi 11 anni, e per diverso tempo per me non  esistita altra musica al di fuori di quella di Mozart, Bach, Beethoven, Chopin. Poi ho conosciuto il metal e si sono aggiunte nuove influenze: ora quando scrivo attingo molto dalla musica classica e dal metal sinfonico o degli Iron Maiden. 

 

 

Michele Puma: 

Cosa ne pensate delle band che inseriscono pensieri politici nei loro testi? Pensate che l'idea politica ma anche religiosa possa influenzare la naturale evoluzione di una band che si affaccia nel mondo underground e successivamente nel mainstream?

 

 

Marco: Apprezzo chi ha impegno politico nei propri testi, ma se ciò deve tramutarsi in propaganda qualunquista o estremista, non ha più la mia approvazione.

 

 

Team:

Per concludere l'intervista:

 

 

Cyrax: Grazie Fabio per la stupenda recensione e un grazie a tutto lo staff per l'intervista :)