Rispondono Gianmarco Marcello (chitarra) e Tommaso Mellace (chitarra).

 

 

Fabio Sansalone:

Come e quando avete scoperto di amare la musica metal?

 

 

Gianmarco: A 15 anni suonavo cover con amici per imparare ed ho notato che mi divertivo un mondo a suonare canzoni metal.

Tommaso: Mi sono avvicinato al Metal relativamente tardi, verso i 17 anni, grazie alla scoperta del primo album degli Iron Maiden e poi dei Black Sabbath, che avevo già ascoltato ma non con la “maturità” giusta. I primi mi hanno introdotto alla scoperta del genere, con i secondi ho definitivamente imparato ad apprezzarne i suoni e le dinamiche. È stato grazie ai Megadeth, nel primo periodo universitario, che è scoppiata la passione per il Thrash.

 

 

Igor:

L'artwork di un album è molto importante, forse il primo approccio per un futuro nuovo fan. Voi con il vostro cosa volete trasmettere?

 

 

Gianmarco: Non c'è un filo logico particolare per questo secondo ep che colleghi le tracce con l'artwork, nel primo c'era un riferimento ad un'altra traccia da noi composta.

Tommaso: Il primo EP aveva una copertina molto particolare che rimandava a sua volta ad una canzone, all’epoca non inclusa. Il secondo non vuole avere un particolare collegamento, abbiamo preferito puntare semplicemente su qualcosa che ci potesse soddisfare esteticamente.

 

 

Karen:

Avete un progetto in particolare come obiettivo? Qual è la vostra massima aspirazione? Come vi vedete da qui a qualche anno?

 

 

Gianmarco: Il mio sogno è di suonare con i Dripping come fonte principale (non unica) di sostentamento, il mio progetto è di migliorarci sempre mantenendo un realismo per quanto riguarda le nostre capacità tecniche e ciò che il paese offre.

Tommaso: L’unico punto fermo è continuare a suonare in questa formazione, con i miei amici, cercando di puntare sempre più in alto.

 

 

Osten:

Da quale strumento nasce la realizzazione dei brani? Quale componente si occupa del songwriting?

 

 

Gianmarco: È un lavoro al 99% di gruppo, abbiamo canzoni nate da qualsiasi strumento, anche da ritmi di batteria. Pochi sono i brani nati esclusivamente dalla mente di un singolo componente.

Tommaso: Non c’è uno strumento o in componente particolare che si occupi solamente della composizione. La maggior parte delle nostre canzoni sono nate in sala prove, improvvisando; oppure capita che qualcuno di noi abbia un riff o una particolare idea e allora ci si mette tutti insieme al lavoro per completare il lavoro.

 

 

Edoardo Napoli:

Cosa dovrebbe convincere il pubblico ad ascoltare proprio il vostro materiale in mezzo ad una concorrenza così vasta?

 

 

Gianmarco: L'apertura alle contaminazioni stilistiche, siamo dei fermi sostenitori che mischiare ciò che amiamo di diversi stili musicali sia un punto forte della nostra produzione. Ci sono tanti gruppi che hanno in comune con noi questo particolare, la cosa bella è che ogni gruppo che ha questa peculiarità ha un sound lievemente diverso che lo caratterizza.

Tommaso: Abbiamo da sempre cercato di portare avanti un Thrash Metal il più personale possibile, grazie anche alle nostre diverse esperienze musicali, che non abbiamo mai messo da parte. Se nel primo lavoro questa cosa era forse meno accentuata, abbiamo cercato – con il successivo disco e con le canzoni in lavorazione – di dare sempre il giusto spazio alle contaminazioni,per riuscire ad avvicinarci il più possibile ad una vasta schiera di suoni.

 

 

Sandro Accardi:

Vivete grazie alla vostra musica? Se non è così, che mestiere fate?

 

 

Gianmarco: No, siamo 3 studenti ed un DOTTOREEEE.

Tommaso: Purtroppo ancora no. Ho terminato da poco gli studi ed ho intrapreso l’avvincente strada del futuro incerto. Per fortuna tra poco gli altri mi raggiungeranno e saremo tutti felicemente alla ricerca di un futuro.

 

 

Barabba:

Che effetti usate quando suonate? Sono gli stessi che poi utilizzate per registrare?

 

 

Gianmarco: Non molti, optiamo quasi sempre per un suono di basso semplice e senza distorsioni, abbiamo un sound molto semplice.

Tommaso: Siamo sempre rimasti su un utilizzo di distorsioni classiche, che possano allo stesso tempo renderci il più aggressivi possibile.

 

 

Mystisk Død: 

Qual' è la storia dietro il vostro nome e, se lo avete , dietro al vostro logo?

 

 

Gianmarco: Il nome è ispirato dalla seconda strofa del brano Moonlapse Vertigo dall'album Still Life degli Opeth.

Tommaso: C’è storia solo dietro al nome, ispirato direttamente dalla musica degli Opeth.

 

 

Silvia Agnoloni: 

In che modo vi aspettate di trovare supporto proponendovi in Italia?

 

 

Gianmarco: Essendo noi stessi, siamo dei ragazzi molto semplici che si divertono tra amici con questo tipo di musica, spesso ci dicono che non sembriamo dei metallari ma alla fine è la musica che conta e ci ha sempre fatto divertire assieme al nostro pubblico!

Tommaso: Cerchiamo sempre di dare il massimo, sia nelle nostre esibizioni che in studio ed è questa passione che ci spinge a credere di poter avere quel riconoscimento che speriamo di meritare. La nostra idea primaria è quella di divertirci e questo ci porta a legare sempre con i musicisti che ci circondano ed a farci apprezzare.

 

 

Ed: 

Che cosa ne pensate del sistema discografico italiano? Come vi ponete nei confronti di esso?

 

 

Gianmarco: Personalmente mi aspetto poco perché il metal con le sue sfaccettature non va per la grande nel mercato italiano, nonostante ciò mi piace pensare che tutto sia meritocratico e che dobbiamo dare il massimo per avere risultati.

 

 

Polverone Liz: 

1) Riuscite a introdurre delle influenze di gruppi rock che vi piacciono all' interno della musica

metal che componete?

 

 

Gianmarco: Sì, è uno dei nostri principali obiettivi! Ci sono molti pezzi recenti (e non) che hanno influenze rock sia nelle parti soliste che ritmiche! Mi è sempre piaciuta l'idea del metal come un rock più pesante e veloce, che mantenga diversi elementi ereditati dalle varie incarnazioni del rock (in particolare dal prog per me!).

Tommaso: Possiamo dire che è quello su cui si basa tutta la nostra idea di composizione. Non ci siamo mai imposti di comporre seguendo una sola determinata linea di genere; molto spesso succede che il pezzo finale sia completamente diverso da quanto detto all’inizio, perché ognuno cerca di inserire quello che più gli piace dal suo ambito musicale preferito – e tra Doom, Prog, Punk e quant’altro penso di poter dire che siamo sempre riusciti a fare della eterogeneità la nostra bandiera.

 

 

2)Siete credenti, approvate il messaggio cristiano o cercate di distanziarvi facendo anche testi satanisti nel senso anti-cristiano?

 

 

Gianmarco: Personalmente sono agnostico e tendo a non voler mischiare la religione nel senso tradizionale con la musica, mi piace avere pezzi che parlino di temi religiosi personali o comunque sotto un aspetto filosofico ma nient'altro.

 

 

Curse Vag: 

Se doveste associare uno stato d'animo al vostro lavoro per poterlo descrivere,quale sarebbe e perchè?

 

 

Gianmarco: Divertimento, ogni volta che suono un pezzo o dopo una serata con i Dripping, che sia triste o felice, finisco sempre per sentirmi divertito per tutto il giorno dopo.

Tommaso: Suonare è sempre come una realizzazione personale. Dopo ogni serata o ogni prova non può che esserci  felicità per il lavoro compiuto.

 

 

Roberto Bertero: 

Quali band vi hanno spinto a mettere su un gruppo? Cioè su quali ascolti eravate improntati quando avete deciso di avere la vostra band?

 

 

Gianmarco: Io sono entrato in un secondo momento nel gruppo e penso si possa sentire la svolta che abbiamo preso dopo la mia entrata, abbiamo molte influenze in comune e molte completamente diverse. Personalmente volevo avere un gruppo metal che non facesse roba trita e ritrita e penso che pian piano ci stiamo riuscendo! I miei gruppi portanti nella composizione per i Dripping sono i Metallica, i Mastodon ed i Pain of Salvation.

Tommaso: Personalmente non c’era una idea particolare di gruppo a cui ispirarsi nel momento in cui abbiamo deciso di fondare i Dripping Sin. Io e Giando – gli unici due rimasti della primissima ora – avevamo da tempo in mente di fondare un gruppo Thrash vecchio stampo ma senza legarci eccessivamente a qualcosa di già sentito. Posso dire che certamente la mia vicinanza a generi diversi come il Doom o anche il Blues abbiano contribuito a farmi prendere una precisa strada nella composizione dei brani.

 

 

Nicole Clark: 

Avete background musicali simili o differenti?

 

 

Gianmarco: Simili e differenti allo stesso tempo, abbiamo tutti quella base fondante di metal classico ma ci muoviamo tutti in diverse categorie di musica. Personalmente sono un amante del prog classico e non, gli altri ascoltano una miriade di gruppi che io non ascolto e penso sia un punto cruciale nel produrre canzoni originali, perché hanno idee che io non avrei mai e mi fa sentire sempre come se facessi qualcosa di nuovo.

Tommaso: Ognuno di noi viene da esperienze diverse sotto certi aspetti e molto simili sotto altri. Molto spesso ci capita di parlare di musica tra di noi e di scoprire ancora gruppi che magari non si conoscevano fino ad un attimo prima. Parlare di generi sarebbe riduttivo e credo sia questo che ci permette di mantenere sempre quella varietà a cui siamo tanto legati.

 

 

Michele Puma: 

Cosa ne pensate delle band che inseriscono pensieri politici nei loro testi? Pensate che l'idea politica ma anche religiosa possa influenzare la naturale evoluzione di una band che si affaccia nel mondo underground e successivamente nel mainstream?

 

 

Gianmarco: Sono contro ogni testo di natura politica e parzialmente contro l'inserimento di idee religiose, a meno che non siano testi su una interpretazione personale di un aspetto religioso/filosofico. Non amo parlare di religione organizzate o fare discorsi anti religiosi.

 

 

Team:

Per concludere l'intervista:

 

Un grazie da parte dei Dripping Sin ed un saluto ai vostri lettori, vi invitiamo a dare un ascolto al nostro secondo EP "Crimson Lies", disponibile su ogni piattaforma musicale online, ci rivediamo sulle vostre pagine, a presto!