Fabio Sansalone:

Come e quando avete scoperto di amare la musica metal?

 

 

Come saprete, gli anni dell'adolescenza sono sempre quelli più rivoluzionari. Nell'ambito musicale si cerca sempre qualcosa che trasmetta la giusta emozione.

Noi cercavamo un qualcosa che ci desse la carica e la giusta spinta, per questo siamo rimasti affascinati dalla musica metal.

 

 

Igor:

L'artwork di un album è molto importante, forse il primo approccio per un futuro nuovo fan. Voi con il vostro cosa volete trasmettere?

 

 

Con il nostro Artwork vogliamo principalmente rispecchiare il genere che facciamo, rifacendoci alla maggior parte dei gruppi Thrash anni 80', che usavano come Artwork una loro foto.

Quindi vogliamo che chi veda la nostra copertina abbia un impatto diretto con la nostra personalità e il nostro stile.

 

 

Karen:

Avete un progetto in particolare come obiettivo? Qual è la vostra massima aspirazione? Come vi vedete da qui a qualche anno?

 

 

Il nostro obiettivo non è tanto quello che accomuna la maggior parte dei gruppi italiani, ovvero tentare di farsi conoscere al di fuori dell'Italia. Il nostro è principalmente quello di farci conoscere all'interno del paese, diffondendo il genere Thrash old school che attualmente non è molto conosciuto, soprattutto tra i giovani che tendono ad orientarsi verso il Nu Metal e il Death.

 

 

Osten:

Da quale strumento nasce la realizzazione dei brani? Quale componente si occupa del songwriting?

 

 

Principalmente la composizione dei brani è orientata verso le chitarre, ma in realtà non abbiamo uno strumento che caratterizza particolarmente il nostro sound, anche perchè ogni membro del gruppo  collabora e mette la sua impronta nella realizzazione dei brani. 

 

 

Edoardo Napoli:

Cosa dovrebbe convincere il pubblico ad ascoltare proprio il vostro materiale in mezzo ad una concorrenza così vasta?

 

 

Noi stiamo proponendo un genere che, innanzitutto ci rispecchia, ma che attualmente è poco diffuso all'interno della scena metl italiana. Quindi proprio per questo vorremmo  far riemergere quel genere che ha segnato gli anni 80' rivoluzionando la scena metal mondiale.

 

 

Matt Innerfrost:

Cosa pensate della scena attuale italiana?

 

 

La scena musicale italiana, a nostro parere, si basa molto sul commerciale e da poco spazio alle varie band emergenti che tentano di affermarsi. 

Forse si dovrebbero dare più possibilità a quei musicisti che inseguono le loro passioni. 

 

 

Sandro Accardi:

Vivete grazie alla vostra musica? Se non è così, che mestiere fate?

 

 

Purtroppo no, attualmente non è un settore che permette di mantenerci economicamente. Gli unici ad avere un occupazione sono i due chitarristi che svolgono l'attività di elettricista, mentre basso e batteria sono studenti.

 

 

Silvia Agnoloni: 

In che modo vi aspettate di trovare supporto proponendovi in Italia?

 

 

Noi ci aspettiamo di trovare supporto proponendo quello che siamo realmente. Può sembrare semplice come risposta, ma può avere varie interpretazioni.

 

 

Ed: 

Che cosa ne pensate del sistema discografico italiano? come vi ponete nei confronti di esso?

 

 

Il sistema discografico italiano, per quello che possiamo vedere, non si sbilancia molto a promuovere artisti o gruppi che non rientrano dei canoni della musica commerciale, penalizzando  musicisti che potrebbero innovare la musica italiana.

 

 

Roberto Bertero: 

Quali band vi hanno spinto a mettere su un gruppo? Cioè su quali ascolti eravate improntati quando avete deciso di avere la vostra band?

 

 

Le band che ci hanno motivato sono molte, ma le principali sono quelle che hanno segnato il nostro genere musicale nella storia, ovvero Metallica, Motorhead, Black Sabbath, Megadeth e Pantera.

Sono questi i gruppi che ci hanno trasmesso i valori necessari a formare la nostra band, tutt'ora solida e compatta.

 

 

Nicole Clark: 

Avete background musicali simili o differenti?

 

 

Altro scenari musicali che suoniamo con piacere, anche solo per divertirci,sono il Blues e il Rock n'Roll in chiave più Heavy.

 

 

Michele Puma: 

Cosa ne pensate delle band che inseriscono pensieri politici nei loro testi? pensate che l'idea politica ma anche religiosa possa influenzare la naturale evoluzione di una band che si affaccia nel mondo underground e successivamente nel mainstream?

 

 

Ogni artista è libero di esprimere le sue idee, sia politiche che religiose. Queste idee portano ad una razionalizzazione del pubblico, che vede condivisi i propri ideali all'interno dei testi di quell'artista.

 

 

Team:

Per concludere l'intervista:

Come gruppo aspiriamo a raggiungere quelle ambizione che ci siamo posti fin dall'inizio, ovvero suonare secondo il nostro stile la musica che ci piace e che ci ha formato facendola apprezzare anche a chi ci ascolta.