PER INIZIARE, SPIEGATECI COME NASCE IL NOME DELLA BAND E COSA RAPPRESENTA.

 

 

Luis Maggio: Inizialmente ci chiamavamo “Cosmogony” ma cambiammo nome dopo solo qualche mese, perché già utilizzato. Il nome della band è “Escatology” chiamiamola una “semi-italianizzazione” dell’inglese “Eschatology”, che sta a significare per l’appunto “Escatologia”, dottrina nella quale gli interessati si pongono domande e formulano ipotesi sulla fine dell’umanità e del mondo stesso.

Cesar Augusto rossi Carvalho: Ha scelto il nostro cantante dopo un problema di nome con un'altra band. Scelto sulla nostra idea di studio della mitologia e della scienza di ogni religione.


 

CHI SONO E DA DOVE PROVENGONO I MEMBRI DELLA BAND? SE E’ UNA ONE-MAN BAND, COME MAI QUESTA SCELTA?

 

 

Luis Maggio: Sono un cantante, ho 21 anni, sono nato ad Anzio in provincia di Roma e sono per metà italiano e per metà dominicano.

Giuseppe Ciurleo: Mi chiamo Giuseppe, sono nato ad Ostia e provengo da Marina di Ardea.

Giovanni Toto: Sono un chitarrista ventenne e provengo da Velletri.

Mirco Bernoni: Genzano di Roma, bassista.

Cesar Augusto Rossi Carvalho: Tutti italiani eccetto me, che sono del Brasile. Siamo tutti praticamente della stessa zona, io sono il drummer.

 


PARLATECI DEL VOSTRO ULTIMO LAVORO.

 

 

Luis Maggio: “Blasphemous Godhead” sarà il titolo del nostro primo EP che rilasceremo a breve. Un mix di 6 tracce e due intro; sarà una variazione del death/groove molto modernizzata, a parer nostro, con qualche elemento old school. Speriamo di stupirvi.

Giuseppe Ciurleo: Abbiamo da poco ultimato le registrazioni del nostro primo EP e siamo in attesa del completamento del mixaggio, nel frattempo stiamo preparando nuovi pezzi.

Cesar Augusto Rossi Carvalho: Stiamo aspettando che venga finito il mixing delle canzoni del nostro primo EP, che sta venendo bene e con il quale speriamo divertire chi lo ascolterà.



PRIMA DI FORMARE QUESTO PROGETTO ESISTONO ESPERIENZE IN ALTRE BAND?

 

 

Luis Maggio: La mia prima esperienza in una band risale , credo, al 2009, avevo un progetto Death/Thrash chiamato “Entropy”, nel quale suonava, sempre come chitarrista, l’altro membro fondatore, insieme a me, degli Escatology, Giuseppe Ciurleo. Successivamente ebbi anche varie esprienze in band di genere Melodic Death Metal e Metalcore, progetti che però ebbero vita breve. Attualmente sono anche il vocalist del progetto Brutal Death/Metalcore “Mutant Safari” e sono entrato da poco nella Death Metal band “Sudden death”.

Giuseppe Ciurleo: Prima di fondare gli Escatology insieme al mio amico Luis Maggio, ho suonato in vari gruppi esplorando generi anche distanti dal Death Metal, come le "Cattive Maniere", dove univamo influenze metal con sonorità molto vicine all’ Hardcore Punk, e gli “Irradia”, dove invece univamo sonorità simili ai “SOAD” con elementi vicini al Pop Rock. In tali esperienze sono potuto crescere come musicista e confrontarmi con più ritmi e realtà musicali grazie alle quali cerco e posso contaminare i canoni del Death Metal classico e creare uno stile che sia il più possibile originale e rappresentativo per il progetto ideato e lanciato con Luis.

Giovanni Toto: Prima di entrare negli Escatology ho suonato nella Stoner Metal band "CrossDeath" per alcuni anni.

Mirco Bernoni: Ho suonato per tre anni con i “Toxic Avengers” (Thrashcore) e per circa un anno con i “Blastkore” (Groove Metal), poi ho avuto altri mini progetti che non hanno mai visto luce. Ho sempre cercato di suonare il più possibile, facendo generi  diversi e con gente varia, per crescere musicalmente.

Cesar Augusto Rossi Carvalho: Certamente! Ho avuto decine e decine di band, di ogni genere del Rock e del Metal , alcune importanti e altre mirate solo a far divertire.



QUALI SONO LE VOSTRE INFLUENZE MUSICALI? NEL CASO CI FOSSERO.

 

 

Luis Maggio: Fra i gruppi più vicini agli Escatology, per quanto riguarda la parte strumentale, sicuramente cito Nevermore, Gojira, Death, Dååth, Lamb Of God, At The Gates, Sepultura, Slipknot, Behemoth e The Black Dahlia Murder. Un bel mix di generi diversi insomma. Per quanto riguarda me come vocalist, cito fra le mie maggiori influenze, George “Corpsegrinder” Fisher (Cannibal Corpse), Chuck Schuldiner (Death) e Randy Blythe (Lamb Of God), ma apprezzo moltissimo altri vocalist come Sean Z (Dååth), Eddie Hermida (ex-All Shall Perish & Suicide Silence), Jens Kidman (Meshuggah) e Joe Duplantier (Gojira).

Giuseppe Ciurleo: Come ho detto prima, il mio obiettivo con gli Escatology, è prendere i canoni base del Death Metal e orientarmi su sonorità e ritmi più moderni, ispirandomi ad artisti come Lamb Of God, Chuck Schuldiner, Carcass, Jeff Loomis e Pantera.

Giovanni Toto: Io nasco come chitarrista Blues e Jazz, ma ho molte influenze che provengono dal Thrash Metal, dal Groove Metal, dal Technical Thrash e dal Prog. Cito quindi gruppi come: Pantera, Megadeth, Symphony X, Angra e Freak Kitchen.

Mirco Bernoni: Le mie influenze sono varie, vanno dal Thrash Metal della Bay Area anni ’80, quindi gruppi come Testament, Slayer ,ecc. al Death Metal di matrice Americana dei Morbid Angel, Death, Cannibal Corpse e via discorrendo. Ovviamente cito anche  gruppi Rock come Mr.Big e Rush e ultimamente sto ascoltando molto Brutal Death Metal di stampo europeo e sto cercando di farlo entrare tra le mie influenze musicali.

Cesar Augusto Rossi Carvalho: Io sono molto eclettico e provo sempre ad inserire tutte le mie influenze in ogni nostro pezzo. Di "natura" sono un batterista Black Metal e Old School Death Metal, ma le mie influenze vanno dal Rock, lo Swing e il Blues al Black Metal più moderno.



PER QUANTO RIGUARDA IL SONGWRITING, PARLATECI DEI TESTI DELLE VOSTRE CANZONI NELLO SPECIFICO E CHI LI CURA IN PARTICOLAR MODO.

 

 

Luis Maggio: Per quanto riguarda i testi delle nostre canzoni, fino ad adesso sono l’unico membro che se ne è occupato, ciò non toglie che un’eventuale idea di qualsiasi altro membro della band sarà sempre ben accetta. I testi sono tutti in inglese, anche se ho in mente di scrivere qualche canzone in lingua spagnola, in futuro. Trattano di tematiche come l’odio, la fine del mondo (rifacenti, quindi, anche al nome che abbiamo scelto per la band), l’apocalisse e la misantropia, ma molte canzoni racchiudono anche molti miei malumori legati alla società odierna, quindi sono presenti nelle nostre canzoni anche tematiche sociali e di rivoluzione, riguardo le quali ho molte altre idee in mente che verranno trasposte presto su nuovi testi, anche entrando sempre più nello specifico.

Cesar Augusto Rossi Carvalho: Finora di testi e tematiche se n’è occupato il nostro cantante, ma come membri della band abbiamo intenzione anche noi di dare il nostro contributo.

 


COME NASCE L’ARTWORK DEI VOSTRI LAVORI? CHI LO CREA E COSA RAPPRESENTA?

 

 

Luis Maggio: Il logo del gruppo è un mio lavoro. È un “tribale” formato dalle “spinosissime” lettere del nome della nostra band Escatology. Per quando riguarda l’artwork del nostro EP in uscita, ci siamo rivolti a un artista che, a EP rilasciato, citeremo fra i ringraziamenti e per i diritti.

Cesar Augusto Rossi Carvalho: Per l’artwork ci  siamo rivolti a un artista professionale per ottenere un lavoro non solo bello ma di qualità e d’accordo con i nostri gusti.

 


CANTATE IN INGLESE O IN QUALCHE ALTRA LINGUA? COME MAI QUESTA SCELTA?

 

 

Luis Maggio: Come ho già affermato precedentemente, i nostri testi sono stati scritti tutti esclusivamente in inglese. Questa scelta è dovuta al fatto che, personalmente, ritengo che l’inglese sia una lingua più sciolta per quando riguarda la pronuncia, molto varia per quanto riguarda la terminologia e il lessico e più facilmente comprensibile a livello internazionale, essendo stata riconosciuta come prima lingua ufficiale, nonostante il growl e lo scream, se praticati in una determinata maniera, siano stili di canto che tendono molto a mascherare il suono delle parole, molto più che nella lirica ad esempio. Ripeto comunque, che ho anche intenzione di scrivere alcuni testi in spagnolo essendo una lingua che sto cercando di imparare ed assimilare ed essendo, soprattutto, una lingua che mi appartiene per le mie origini oltre all’italiano… e chissà… ciò non toglie che in futuro non possa venirmi in mente di scrivere qualche testo proprio in italiano, anche se adesso non è contemplato fra i miei programmi.

Cesar Augusto Rossi Carvalho: I testi sono tutti in inglese. La scelta è ovvia per il fatto che in italiano sarebbero non solo di cattivo gusto, ma anche per l’"universalità" dell’inglese, che rende i nostri testi più leggibili anche altrove dato vogliamo farci conoscere anche fuori da qua.

 


DOVE VIENE COMPOSTA LA VOSTRA MUSICA?

 

 

Luis Maggio: Si parte da riff scritti a casa e trasposti su TAB o spartito, in seguito rivisitati in sala prove, con la revisione di parti di basso e batteria. Il testo e le parti vocali vengono, generalmente, aggiunti alla fine.

Giuseppe Ciurleo: Le nostre idee generalmente partono da una bozza ideata in privato, in seguito elaborata e definita in sala prove, cosicché possiamo limare e assimilare il pezzo tutti insieme.

Mirco Bernoni: Di solito uno di noi porta una canzone più o meno chiusa, poi in sala prove facciamo le opportune modifiche e la ri-arrangiamo.

Cesar Augusto Rossi Carvalho: I nostri musicisti hanno una grandissima tecnica e creatività. Creano le canzoni praticamente per intero (chitarre, basso e batteria). Così dopo averle ascoltate ognuno può mettere del suo, completando il pezzo con le proprie influenze ed idee.



PARLANDO DELLE ESPERIENZE DAL VIVO, VI SIETE ESIBITI IN QUALCHE LUOGO SINO AD ORA? SPIEGATECI DOVE E COME E’ STATO IL VOSTRO APPROCCIO CON IL PUBBLICO. 

 

 

Luis Maggio: Ci siamo esibiti in molti locali della scena laziale, dove, per come la vedo io, abbiamo avuto più responsi positivi che negativi dal pubblico. Abbiamo ovviamente intenzione di fare live fuori regione, organizzando trasferte in tutta Italia e più in là, miriamo anche a uscire fuori dall’italia per poterci affacciare e affermare nel panorama europeo e mondiale. Nonostante dobbiamo crescere molto come band, gli obiettivi sono e rimarranno alti.

Giuseppe Ciurleo: Anche se nel 2015 una band ha la possibilità di esporre la propria musica sul web, noi crediamo che il live sia un po’ come la prova del 9 per un gruppo, un’occasione dove gli sforzi e la preparazione vengono ricompensati dalla risposta e dal coinvolgimento del pubblico, risposta che abbiamo avuto soprattutto nei live di quest’anno, i quali, sicuramente, ci incoraggiano a proseguire, a migliorarci come band e come singoli musicisti.

Mirco Bernoni: Abbiamo fatto parecchi live nella nostra zona, dunque a Roma e zone limitrofe e sembra che la gente apprezzi molto  la nostra musica. Noi puntiamo sempre a fare un concerto tirato al massimo  in cui il pubblico possa diventare “parte integrante” della serata creando “caos” sotto palco.

Cesar Augusto Rossi Carvalho: Certamente abbiamo fatto vari concerti, grandi e piccoli, buoni e brutti. Con il pubblico abbiamo un ottimo approccio, dovuto al fatto che creiamo sonorità “carnali” e “grintose” che ci uniscono, facendoci divertire e scatenare insieme.

 


QUALI SONO LE VOSTRE RELEASE SINO AD OGGI?

 

 

Giuseppe Ciurleo: A breve completeremo il nostro primo EP: "Blasphemous Godhead" (ne approfitto per ringraziare e salutare Stefano Reali, Riccardo Quirini e Renato Innocenti che ci hanno aiutato a registrare e produrre questa nostra prima fatica musicale) dove saranno presenti 6 pezzi, i quali, a mio avviso, rappresentano al meglio la nostra visione di unione tra il vecchio e il nuovo, il ritmo con la velocità, e sonorità "feroci" con melodie più "morbide".

Cesar Augusto Rossi Carvalho: Per ora nessuna. Fra non molto ci sarà il release del nostro EP e inizieremo una lunga serie di concerti di promozione, fuori della nostra città e dalla nostra regione.

 


IN ITALIA ESISTONO UNA MIRIADE DI REALTA’ METAL. ESPRIMETE UN VOSTRO PENSIERO SULLA SCENA MUSICALE ODIERNA NEL NOSTRO PAESE.

 

 

Luis Maggio: Reputo l’Italia un paese dove non solo il metal, ma proprio la musica in generale e l’dea di base di “musicista”, vengano molto screditati, quando invece possiamo vantare di artisti e realtà più che valide, che, se ricevessero più consensi dall’italiano in generale, porterebbero in alto il nome del nostro paese, paese in cui l’arte ha subito un lento decadimento, dal quale sarà molto difficile risalire. Lo si vede anche dalla qualità degli “artisti” che guadagnano più denaro rispetto ad altri, o dai generi che più ricevono consensi (nonostante rispetto i gusti di ogni persona e ognuno è e sarà sempre libero di ascoltare ciò che crede), ma quest’ultima, è anche una storia che va avanti ormai da anni. Qui in Italia abbiamo anche musicisti che purtroppo per vivere, sono anche costretti a suonare generi in cui, a parer mio, sono sprecati e che se inseriti in altri contesti avrebbero la possibilità di mostrare le proprie vere potenzialità. Alla fine il Metal nasce come genere di ribellione, noi stessi speriamo di riuscire a lanciare un messaggio forte con questo nostro mezzo e nostra “arma” chiamata musica. Nonostante tutto vedo una rimonta del metal italiano e mi compiaccio del fatto che band molto valide siano, in questi anni, riuscite a sfondare e ad affermarsi in panorami più seri.

Giuseppe Ciurleo: Non ci vuole un genio per capire che in Italia il metal è molto spesso ignorato se non addirittura screditato, ciò nonostante sono nate band che eccellono e portano in alto il metal italiano anche a livello internazionale. Tale eccellenza e dedizione la si può ascoltare anche nell'underground, anche se, nella stragrande maggioranza, una band metal emergente che vuole esibirsi in Italia troverà una marea di porte chiuse. Personalmente credo (e sicuramente non sono il solo a pensarlo) che in Italia si dovrebbero dare maggiori possibilità alle band emergenti e magari sfatare qualche inutile stereotipo che continua ad aleggiare imperterrito su questo "mostro" chiamato metal.

Giovanni Toto: Credo che oggi come oggi, qui in Italia ci siano moltissime band di ragazzi che suonano ad alti livelli, la cosa bella è che ogni band appoggia l'altra facendo in modo di creare un legame di fratellanza, ed è giusto che sia così, dato che nella musica deve esserci rispetto ed umiltà... purtroppo molta gente ancora non capisce che bisogna scendere dal piedistallo e faticare per guadagnarsi la stima ed il pubblico.

Mirco Bernoni: In questo momento si ha un forte incremento di gruppi metal soprattutto Death, ma anche Thrash, Heavy e Prog. Si tratta di band molto valide e tecnicamente preparate, purtroppo, il più delle volte, poco considerate e questo è un vero peccato.

Cesar Augusto Rossi Carvalho: Sfortunatamente la scena Metal in Italia è morta e sta sempre peggiorando. Qui il Metal ha molte band e molti seguaci, ma nessuno spende più  soldi per andare ai concerti se non per quelli di band più grosse e famose. Dicono che sia colpa della "crisi" e dei prezzi che sono veramente troppo alti, ma è la gente ad aver cambiato mentalità e non fa altro che peggiorare. In più non abbiamo una grande varietà di generi, la stragrande maggioranza comprende sempre band Death, Grind o Metalcore che è diventato la moda delle nuove generazioni.



LA PASSIONE PER SUONARE UN DETERMINATO STRUMENTO E’ NATA DA UN MOTIVO IN PARTICOLARE?

 

 

Luis Maggio: Ascolto Metal da quando avevo 6 anni, la mia passione per la musica iniziò con la mia prima audio-cassetta, “Reign in Blood” degli Slayer. Passione che crebbe quando sentii per la prima volta, a 14 anni, praticare il growl, in una canzone degli Amon Amarth e in seguito da Fisher dei CC che divenne una delle mie maggiori fonti d’ispirazione. Da lì decisi di apprendere, anche se da autodidatta, questa particolare tecnica di canto insieme alle altre tecniche base di canto clean, che mi torneranno sicuramente utili in futuro.

Giuseppe Ciurleo: Mi sono avvicinato al metal e alla chitarra elettrica all’età di 16 anni, età nella quale passavo un periodo difficile e avevo molti complessi d'inferiorità. La musica per me è stata un'ancora alla quale mi sono aggrappato e ho trovato il modo di esprimere la mia identità, una lima con la quale posso migliorare sia musicalmente che caratterialmente.

Giovanni Toto: Quando avevo circa 9 anni entrai in un’osteria a Velletri, dove c'erano degli strumenti musicali, tra cui una chitarra, così, affascinato da quello strumento chiesi a mio padre di insegnarmi a suonare la chitarra che avevamo in casa: una bella Ibanez acustica che conservo gelosamente ancora oggi!

Mirco Bernoni: È nata quasi per gioco, in quanto nella mia famiglia sono quasi tutti bassisti. Un giorno decisi di imbracciare il basso e da lì nacque tutto. Poi anche ascoltando gruppi come Iron Maiden (che hanno fatto del basso un vero e proprio marchio di fabbrica nelle loro canzoni) apprezzai ancora di più questo strumento.

Cesar Augusto Rossi Carvalho: Beh, ho scelto la batteria perchè volevo essere un musicista ma sapevo che gli strumenti a corda non facevano per me e che nel canto non sarei stato così creativo come dovrebbe essere invece ogni cantante. Quindi era logico scegliere lo strumento musicale più adatto a me, ovvero la batteria, grintosa, pesante e molto più fisica. 



POTENDO SCEGLIERE DI FAR PARTE DI UNA BAND FAMOSA, PER OGNUNO DI VOI, QUALE SAREBBE? 

 

 

Luis Maggio: Cannibal Corpse, Nile o Behemoth, nonostante adori cantare negli Escatology, con i quali spero e sogno, un giorno, di sfondare.

Giuseppe Ciurleo: Senz'altro mi sarebbe piaciuto suonare insieme a Chuck Schuldiner. Ho sempre ammirato il fatto che sia riuscito a diventare un'icona del Death Metal da autodidatta, dimostrando umiltà e una costante crescita, che la si può vedere in ogni album dei Death.

Giovanni Toto: Indubbiamente i Megadeth o i Symphony X!

Mirco Bernoni: Non ho mai pensato di entrar a far parte di un gruppo famoso, anche perché in molti dei miei gruppi preferiti ci sono bassisti da cui traggo ispirazione, dunque non prenderei mai il posto in una band dove suonano musicisti che io reputo leggende e comunque se devo diventare famoso preferisco farlo con la musica del mio gruppo.

Cesar Augusto Rossi Carvalho: Mi piacerebbe far parte di band come Immortal. Arch Enemy o Amon Amarth.



QUESTE ULTIME RIGHE PER DIRE QUELLO CHE VI PIACE E A CHI VOLETE…

 

 

Luis Maggio: Ne approfitto per salutare tutti coloro che ci sostengono e credono nel nostro progetto, spero possa arrivarvi un messaggio forte da esso.

Giovanni Toto: Saluto con affetto la mia famiglia e soprattutto la mia fidanzata Alessandra! E ringrazio anche i miei compagni di band! Con i quali condivido una grande passione quale è la musica!

Giuseppe Ciurleo: Un saluto a tutte le band con cui abbiamo suonato e quelle con cui suoneremo.

Mirco Bernoni: Grazie dello spazio che ci avete concesso, continuate a supportare la scena italica, soprattutto l’underground, dove militano gruppi che meritano più visibilità di quella che hanno e che fanno musica per passione e non solo per mettersi in mostra.

Cesar Augusto Rossi Carvalho: Divertitevi e vivete per questo. La vita è una sola, quindi seguite sempre i vostri sogni e i vostri desideri!