Fabio Sansalone:

Come e quando avete scoperto di amare la musica metal?

 

 

STEFANO: Ho iniziato ad ascoltare musica metal guidato dalla mia passione per gli assoli, retaggio della mia formazione funk. 

Mi sono immerso nel mondo heavy grazie all'album Kill'em All dei Metallica. 

 

YURI: La prima canzone metal che ascoltai fu "one" dei Metallica, all'età di 10 anni. Ricordo che rimasi folgorato da quel sound intenso e pieno di energia! Ho cominciato a cercare band simili, addentrandomi nel vasto mondo della musica heavy. In quello stesso periodo maturavo il desiderio di voler diventare un musicista. 

 

DANIEL: Sin da piccolo sono diventato un amante del metal grazie a internet e a mio fratello maggiore. Il Nu Metal, in particolare, mi ha influenzato molto nel corso dell'adolescenza. E' grazie ai Korn se oggi suono il basso!

 

VITTORIO: Da adolescente ero affascinato dall'immaginario prog-rock legato a band leggendarie come i Pink Floyd e i King's Krimson e credo che la mia passione per il metal sia una naturale evoluzione di quella ricerca musicale.

 

SALVATORE: L'album "Mandylion" dei Gathering è stato il primo disco metal che ho letteralmente consumato. Tracce come "Strange Machines" e "Leaves" hanno senza dubbio indirizzato le mie scelte musicali. 

 

 

Igor:

L'artwork di un album è molto importante, forse il primo approccio per un futuro nuovo fan. Voi con il vostro cosa volete trasmettere? 

 

 

VITTORIO: L'artwork del nostro album è ancora in rifinitura ed è un processo che ci ha molto coinvolti dato che i messaggi della nostra musica sono numerosi e, di conseguenza, anche le immagini ad essa legate. Puntiamo alla semplicità, in modo che ognuno possa immedesimarsi nelle immagini dando una propria interpretazione. 

 

DANIEL: Ci viene spontaneo collegare la nostra musica a dei colori. Abbiamo dei colori che ci rappresentano e simboli ricorrenti del nostro immaginario. Uno di questi è sicuramente l'acqua in tutte le sue declinazioni, la luce, l'oscurità. Ci auguriamo che il nostro artwork guidi l'ascoltatore alla scoperta di questa nostra "tavolozza" di immagini e suoni. 

 

 

Karen:

Avete un progetto in particolare come obiettivo? Qual è la vostra massima aspirazione? Come vi vedete da qui a qualche anno?

 

 

STEFANO: sebbene ci riesca difficile pensare così a lungo termine, stiamo già pianificando il nostro futuro sulla base delle nostre attuali risorse, cercando di sfruttarle al meglio. Ci apprestiamo a registrare il nostro primo album e abbiamo già materiale a sufficienza per un secondo disco! Ci auguriamo di suonare il più possibile, prendere piede nella scena e creare una solida community. 

 

YURI: Io sto studiando in conservatorio per perfezionare la mia tecnica e migliorarmi sotto ogni punto di vista. Tutti noi svolgiamo attività parallele alla band ma questo progetto è la nostra priorità assoluta. La nostra aspirazione è calcare più calchi possibile e diffondere un messaggio positivo attraverso la nostra musica. Soprattutto, ci auguriamo di poter diventare un punto di riferimento all'interno della nostra scena musicale e contribuire alla creazione di una community che si supporti e promuova a vicenda.

 

 

Osten:

Da quale strumento nasce la realizzazione dei brani? Quale componente si occupa del songwriting?

 

 

VITTORIO: Il song-writing dei brani inizia con dei riff creati da me e Stefano. Li registriamo e ne scriviamo delle versioni alternative dalle quali poi scegliamo con gli altri quella più convincente, su cui poi Daniel e Yuri scrivono le linee di basso e batteria. Alla fine, Salvatore aggiunge le linee vocali. 

 

 

Edoardo Napoli:

Cosa dovrebbe convincere il pubblico ad ascoltare proprio il vostro materiale in mezzo ad una concorrenza così vasta?

 

 

SALVATORE: Siamo consapevoli che la scena musicale sia pressoché satura ma l'arte non è una questione di numeri e fatturato. Abbiamo sentito il bisogno di concretizzare questo album e la nostra più grande premura è che chiunque ci ascolti, senza distinzioni d'età o formazione musicale, possa rivedersi un po' nella storia che raccontiamo e trovi delle risposte o nuovi spunti di riflessione. Ci auguriamo che chi ci ascolta si affezioni alla musica e non si senta invece sopraffatto da essa. 

 

 

Matt Innerfrost:

Cosa pensate della scena musicale attuale italiana?

 

 

YURI: Sia oggi che in passato vanta realtà validissime!

 

DANIEL: In particolare, è interessante osservare che la scena prog romana sia in rapida germinazione. La community è in crescita! 

 

SALVATORE: C'è chi ha asserito che la scena musicale italiana addirittura non esista, ma questo è chiaramente falso, dato che tantissime band tengono alto il nostro nome anche all'estero. Il fatto che non le si conoscano o che non ci si sia interessati a riguardo non significa che non esistano. Nel nostro disco abbiamo la fortuna di avere una special guest italianissima, una cara amica e artista, Chiara Malvestiti, co fondatrice dei CRYSALYS e soprano dei leggendari THERION. Direi che la scena esiste eccome! 

 

 

Sandro Accardi:

Vivete grazie alla vostra musica? Se non è così, che mestiere fate?

 

 

STEFANO: Magari potessimo vivere di sola musica! Ora non è così ma lavoriamo sodo affinché questo si possa avverare in futuro. Adesso lavoro nel negozio di mio padre, e nel tempo libero mi dedico a lavori di missaggio e mastering.

 

DANIEL: frequento il liceo classico!

 

SALVATORE: Io sono uno studente universitario. Nel tempo libero a disposizione faccio lezioni di canto e ripetizioni d'inglese, per arrotondare le spese.

 

VITTORIO: Studio Giurisprudenza e impartisco lezioni di chitarra. 

 

YURI: Studio fulltime in conservatorio e do lezioni private di batteria. 

 

 

Silvia Agnoloni: 

In che modo vi aspettate di trovare supporto proponendovi in Italia?

 

 

DANIEL: Vogliamo contribuire alla crezione di una solida e determinata community musicale italiana affinché l'orma di questo genere non scompaia dal territorio. Ci stiamo impegnando a creare una fitta rete tra social media, ascoltatori e bands. 

 

SALVATORE: Il nostro intento è di creare una musica a misura d'uomo. Vogliamo abbattere il muro esistente tra l'ascoltatore e la band. Vogliamo essere un riferimento per i nostri fans così come loro lo sono per noi. 

 

 

Ed: 

Che cosa ne pensate del sistema discografico italiano? come vi ponete nei confronti di esso?

 

 

TUTTI: Non lo conosciamo ancora a fondo ma ci auguriamo non sia terribile come dicono! ahah

 

 

Roberto Bertero: 

Quali band vi hanno spinto a mettere su un gruppo? Cioè su quali ascolti eravate improntati quando avete deciso di avere la vostra band?

 

 

STEFANO: Periphery, Tesseract, The Contortionist, Monuments sono i gruppi che ci hanno convinto a mettere su questo gruppo, in origine. Successivamente abbiamo cercato la nostra personale dimensione e seguito l'istinto!

DANIEL: Siamo stati principalmente influenzati da gruppi prog-metal di spicco come TesseracT, Periphery, Contortionist. Man mano siamo riusciti a fare nostro ciò che abbiamo imparato da loro. Presto sentirete di cosa si tratta.

YURI: Inizialmente band come the contortionist, TesseracT e Opeth ma in poco tempo abbiamo spontaneamente creato una linea del tutto personale. 

 

 

Alex Kain: 

Qual' e' lo spirito che motiva la vostra musica?..partite dalla composizione dei pezzi o e' un idea, un pensiero, un emozione a motivare la creazione di nuove canzoni?

 

 

VITTORIO: La maggior parte dei pezzi racconta una storia che attinge ad eventi personali, sensazioni, emozioni o, semplicemente, descrive un concetto astratto di cui magari conosciamo poco ma che ci affascina e al quale tentiamo di dare una forma attraverso la musica. Molte delle tracce tentano di definire il rapporto esistente tra l'uomo, la Natura e la spiritualità attraverso diversi simboli e chiavi di lettura. Nel processo creativo ci mettiamo a nudo e siamo totalmente vulnerabili, ci auguriamo quindi che l'ascoltatore possa in qualche modo "prendersi cura" della nostra opera. 

 

 

Nicole Clark: 

Avete background musicali simili o differenti?

 

 

SALVATORE: Questa domanda mi fa molto sorridere. Definire i nostri gusti musicali "disomogenei" sarebbe riduttivo! Ad esempio Stefano è nato e cresciuto a pane e funk, Yuri si cimenta anche nel pop, fusion e gospel; Daniel ha sempre navitato nel mare metal e di recente ho scoperto la vena jazz di Vittorio! Le mie icone musicali invece provengono dai generi e dalle epoche più disparate: ammiro molto artisti più mainstream come Britney Spears, Kilye Minogue e Beyoncé. Mi incantano le voci eteree di Kate Bush, Tori Amos, Bjork e Agnes Obel. 

 

 

Michele Puma: 

Cosa ne pensate delle band che inseriscono pensieri politici nei loro testi? Pensate che l'idea politica ma anche religiosa possa influenzare la naturale evoluzione di una band che si affaccia nel mondo underground e successivamente nel mainstream?

 

 

Stefano: Credo che In fondo la musica è fatta per esprimere tutto ciò che fa parte del nostro background, compresi politica e religione a patto che il messaggio che si vuole diffondere abbia uno scopo educativo e non sia una tentativo di "indottrinamento".

 

DANIEL: Non sono mai stato un amante di gruppi influenzati da forti ideologie politiche ma nonostante ciò so che chi suona con sentimento lascia sempre il segno, a prescindere dal colore politico. Non peraltro sono un fan dei Rage Against The Machine.

 

In conclusione: Grazie di cuore per il tempo che ci avete dedicato. Speriamo di poter condivedere prestissimo con i votri lettori il frutto del nostro lavoro!