Fabio Sansalone:

Come e quando avete scoperto di amare la musica metal?

 

 

Tutti noi, componenti dei GIGANTOMACHIA, siamo stati fortunati perche’ abbiamo avuto genitori che amavano il rock e gia' in tenera eta’  ascoltavamo band come Black sabbath, Pink floyd, Led zeppelin e Doors. Naturalmente crescendo abbiamo iniziato a spingersi verso gruppi piu' estremi. Barabba e’ cresciuto con Metallica e Pantera, Erwin con i Kiss, Ale con i Slipknot, Davide ama I 7AX e Nicola si e’ formato sotto l’ascolto continuo di AC/DC e Led Zeppelin.

 

 

Igor:

L'artwork di un album è molto importante, forse il primo approccio per un futuro nuovo fan. Voi con il vostro cosa volete trasmettere? 

 

 

Il nostro Artwork e’ molto preciso. Un Nome ancestrale scolpito su pietra con un’enorme occhio vivo nel mezzo. Deve trasmettere un’impatto visivo deciso e preciso: la mitologia greca fa da sovrana nei nostri pezzi!

 

 

Karen:

Avete un progetto in particolare come obiettivo? Qual è la vostra massima aspirazione? Come vi vedete da qui a qualche anno?

 

 

Sinceramente non corriamo, sappiamo quanto sia difficile in Italia farsi notare, soprattutto con un genere spinto come il nostro. Alla fine suoniamo per passione e perche’ amiamo la musica. Speriamo di vederci piu’ maturi, magari su qualche bel palco assieme a band cazzute e magari con qualche bel seguito di fan. Ce la mettiamo tutta in quello che facciamo e speriamo di avere qualche bella soddisfazione ma per ora rimaniamo con i piedi per terra! La calma e’ la virtu’ dei forti!

 

 

Irene Eva:

Il vostro è un lavoro autoprodotto o vi siete affidati ad un produttore? Perché questa scelta? Se vi siete affidati ad un produttore, come lo avete scelto? Con quali criteri avete compiuto le scelte di produzione?

 

 

Per ora abbiamo una demo autoprodotta di 3 brani. Qualcosa che ci faccia da biglietto da visita. Questi 3 pezzi faranno parte del nostro primo album e sicuramente ci rivolgeremo a qualche sala di registrazione che sa il fatto suo ma per ora siamo senza produttore! Anche se possiamo dire con fierezza che gia' un paio di etichette sono interessate. Ma come ho gia' detto non corriamo e rimaniamo con i piedi per terra! Col tempo si vedra'!

 

 

Osten:

Da quale strumento nasce la realizzazione dei brani? Quale componente si occupa del songwriting?

 

 

Allora la maggior parte delle composizioni partono dalla 7 corde di Ale, il nostro chitarrista e assieme a Barabba iniziano a buttare giu' degli schemi precisi ma tutti contribuiamo alla composizione. Siamo una band molto unita e ognuno ha il diritto di dire la sua e ogni idea viene sempre accettata e valutata!

 

 

Edoardo Napoli:

Cosa dovrebbe convincere il pubblico ad ascoltare proprio il vostro materiale in mezzo ad una concorrenza così vasta?

 

 

Cerchiamo di trasmettere all’ascoltatore le nostre emozioni. Ogni pezzo rispecchia una parte del nostro carattere! E’ come se fosse parte di noi! Poi nella band ci sono membri veramente preparati a livello tecnico e teorico e le canzoni sono strutturate in modo alquanto preciso. Se si ama il death/Doom metal allora state sicuri che i nostri pezzi piaceranno!

 

 

Alle Rabitti:

Rispetto a quando avete iniziato, com'è cambiata la vostra percezione di musica, considerato chi la compone e chi ne usufruisce?

 

 

Avendo iniziato da poco, ancora stiamo cercando di creare il nostro stile personale, anche se qualcosa e’ gia' uscito fuori. Speriamo di migliorare sempre e di imparare dalle nostre esperienze! Il tempo non manca e non si finisce mai di crescere! Comunque iniziando a suonare e anche a farci ascoltare da altri ci sta temprando! I pezzi vediamo che piacciono, la gente canticchia i ritornelli e sembrano soddisfatti da cio' che arriva alle loro orecchie! Come ho gia' detto siamo una band in fasce e abbiamo molto da imparare ma abbiamo anche molto da dare!

 

 

Chris M.:

Guardando al vostro passato e da dove siete partiti, come vi vedete nel presente? Cosa possiamo aspettarci nel futuro?

 

 

Allora per ora ci vediamo come una semplice band formata da amici che amano suonare... Tra qualche anno saremo gli stessi sperando di avere dei fan che ci supportano e magari di riuscire a solcare qualche palco con qualche band veramente cazzute.

 

 

Vale:

Rivolgendomi ad ognuno di voi: che altri hobby o passioni avete oltre alla musica?

 

 

Ognuno di noi ha diversi Hobby oltre alla musica. Davide ama i motori ed e’ un don giovanni! Barabba gioca a Rugby ed e’ anche un nerd come pochi, gioca a qualsiasi cosa! Ale ed Erwin sono entrambi ottimi disegnatori e si dilettano nel tempo libero con la fumettistica, Nicola come hobby invece fa la cosa che piu’ gli riesce bene al mondo: fare il Padre!

 

 

Matt Innerfrost:

Cosa pensate della scena attuale italiana?

 

 

Purtroppo la scena metal in Italia non e’ molto considerata, nel senso che non viene apprezzato come dovrebbe. Tantissimi ottimi musicisti suonano in band Italiane ma purtroppo qua si ha la convinzione che e’ un genere inutile, dando la precedenza a band inutili e persone veramente tristi. Non facciamo nomi ma sicuramente non sono l’unico che la pensa cosi!

 

 

Davide Cantelmi:

Secondo voi cosa rende una band meritevole di aver successo?

 

 

Tante cose: In primis l’impatto sonoro che si ha ascoltando i pezzi, poi, naturalmente, la presenza scenica e sul palco, il rapporto con i fan e con chi li segue e infine, ma non meno importante, cosa vogliono trasmettere al pubblico.

 

 

Sandro Accardi:

Vivete grazie alla vostra musica? Se non è così, che mestiere fate?

 

 

Magari! NO. A parte Erwin, che ancora frequenta la scuola, e davide che si sta dando allo studio per il conservatorio, gli altri lavoriamo. Barabba e’ tutto fare e ora sta svolgendo il servizio civile, Alessandro lavora presso un’azienda e Nicola Invece lavora in una centrale.

 

 

Francesco "Laemoth" Peruzzi:

Cosa vi ha spinto ad iniziare a suonare? E come siete giunti alla scelta del genere da proporre?

 

 

Allora tutto e’ nato dal sogno di Barabba, riuscire a suonare Death, che e’ il genere che ama di piu’ di ogni cosa e di creare una band che parlasse di quella sua  citta’ natale: Alatri, che risale all’epoca antecedente a quella Romana e anche della sua passione per la mitologia Greca.

 

 

Matteo D'ermes:

Com'è il vostro rapporto con giornalisti e/o recensori e critici?

 

 

Per ora abbiamo avuto giusto qualche intervista ma nessuno problema con i recensori! Siamo una band emergente ed e’ giusto sapere cosa ne pensa le gente di noi! Personalmente ho ottimi rapporti con chiunque ci ha intervistato o recensito fin’ora!

 

 

Possenreisser:

Se è senz'altro vero che di solito si porta il vissuto nella proposta musicale, come e in che misura è vero anche il contrario?

 

 

Purtroppo a parte il nostro batterista, noi non abbiamo avuto molte esperienze a livello musicale; ma da quel poco che avevamo siamo riusciti a trarre solo il meglio per continuare a migliorare!

 

 

Siberian Tiger:

A proposito dei testi: quanto il vostro luogo di origine ha influenzato voi e ciò che scrivete e componete? volete lasciare qualche messaggio in particolare attraverso i vostri brani?

 

 

Come gia detto, il nostro luogo di Origine ha influenzato molto la nostra musica, dando un tocco personale ad ogni brano. Vogliamo semplicemente trasmettere cio' che sentiamo dentro, le nostre emozioni e le nostre passioni! Vogliamo che i Brani dei GIGANTOMACHIA rimangano impressi nella mente di chi ci ascolta! Suoniamo principalmente per passione e vogliamo trasmetterla!

 

 

Robin Bagnolati:

Ad oggi, quante release avete pubblicato? Se sono più di uno, quale consigliereste ad un possibile nuovo fan per iniziare a conoscervi ed avvicinarsi alla vostra musica?

 

 

Per ora stiamo pubblicando la nostra prima demo ma stiamo gia' lavorando al nostro primo album!

 

 

Team:

Per concludere l'intervista...

 

 

Ringraziamo vivamente e calorosamente tutto la staff per averci dato questa opportunità! Speriamo di crescere e magari di avere altre occasioni di essere intervistati! Continuate così!