PER INIZIARE, SPIEGATECI COME NASCE IL NOME DELLA BAND.


 

Prima di tutto ti ringrazio dello spazio che ci hai concesso, è sempre un piacere vedere che nonostante tutto ci sia ancora gente che si impegna in prima persona a portare avanti una webzine. Fanzine e webzine le ho sempre viste come un elemento fondamentale del circuito underground, una sorta di collante tra persone che magari non si incontreranno mai, ma leggendo queste tre righe potranno farsi un’idea più precisa della band. E prima di spiegare il nome della band devo necessariamente fare una breve introduzione: noi Grumo siamo ufficialmente nati nel lontano 2004, da un incontro quasi casuale tra me (Riki, voce) e Nico (batteria). Eravamo decisamente giovincelli (Nico aveva credo nemmeno 15 anni) e vi lascio immaginare il nostro background: il paesino della provincia modenese più sfigato, con nemmeno un negozio di dischi, con solo un parco dove trovarsi a non fare praticamente nulla, il solito pub… la noia più assoluta. E in un paesino tanto piccolo vi assicuro che incontrare un’altro sfigato come te, con le stesse magliette tarocche prese al mercato della Montagnola di Bologna, al tempo fu un evento più unico che raro. Uniti quindi dalla passione per la musica metal abbiamo deciso di formare i Grumo, quasi per gioco. E infatti il nome è nato in questo modo, spontaneo, senza alcuna spiegazione filosofica dietro. Ci siamo guardati e ci siamo detti “facciamo un gruppo, ma deve essere marcio dentro! Qualcosa di schifoso, con un nome cazzutissimo con delle lettere dure come la G, la R, la U… tipo… tipo Grumo!” E sono nati i Grumo. Vi assicuro che è andata esattamente così. Potevamo chiamarci quindi anche “BRUGOLA” oppure boh “RUMENTA” ma Grumo ci convinceva di più, nel nostro immaginario naif di metallari sfigati di provincia. Nessuno dei due aveva mai suonato insieme ma la voglia di fare rumore era ovviamente più importante che sapere effettivamente suonare. Poi con gli anni ci siamo dovuti dare un tono (haha) e una giustificazione per il nome, che tradotto in inglese potrebbe benissimo anche essere “Gore”, che letteralmente si traduce come “sangue coagulato”. Quindi alla domanda “ma un Grumo di cosa?” abbiamo sempre dato le risposte più creative. Però se volessimo essere sinceri, il nome è nato così dal caos, senza un’elaborata analisi filosofica o quali altre cazzate. Crudo e primitivo come abbiamo sempre ritenuto fosse il vero spirito della musica che amiamo suonare, senza troppe metafore o giri di parole inutili.



CHE COSA VI ACCOMUNA, COSA HA SPINTO VOI MEMBRI A FORMARE QUESTO PROGETTO?


 

A questa domanda ho già parzialmente risposto prima, ma era necessaria una piccola intro per non passare per dei veri e propri mongoloidi… che alla fine un pò lo eravamo, ma mi sento tutt’ora giustificato dalla nostra tenera età e il contesto geografico. Non sentirsi soli, trovare qualcuno che nel tuo stesso microscopico nucleo cittadino ascoltasse la stessa merda, al tempo è stata veramente una bella sensazione. Adesso fondamentalmente se un ragazzino vuole ascoltarsi il peggior gruppo mal cagato del mondo, che ha fatto uscire un demo tape nel 91 e poi si sono sciolti, può farlo benissimo tramite Youtube. Non sto certo parlando dei primi anni 90 ma vi assicuro che Castelfranco Emilia (nostra felice città natale) nel 2004 non era troppo cambiata dal 1994, e nessuno dei due aveva internet a casa al tempo. Quindi anche solo una gita fino a Modena o Bologna era vista come una traversata transoceanica, e comprare un disco da Fangareggi (che tra l’altro adesso ha pure chiuso…) era una vera e propria conquista sociale. Scoprire quindi nella tua stessa piccola città qualcun’altro come te è stato come “ah ma allora non sono l’unico scemo del villaggio” e trovarsi a “suonare” insieme è stato più che naturale. Dopo abbiamo trovato “il Biondo” (Andrea) per suonare la chitarra, un nostro vecchio amico d’infanzia, “Pani” (Emmanuele) al basso e abbiamo cominciato a strimpellare in cantina di Nico, tra vecchie biciclette di suo nonno e la lavatrice di sua nonna. Tutto molto romantico/sgangherato, effettivamente.



PRIMA DI FORMARE QUESTO PROGETTO AVETE AVUTO ESPERIENZE IN ALTRE BAND?


 

Assolutamente no! Eravamo dei cinni (=ragazzini, come si direbbe dalle nostre parti) e nessuno aveva mai suonato con qualcun’altro prima di allora. Questo si rifletteva benissimo nelle nostre prove e in tutto quello che abbiamo “prodotto” dal 2004 al 2008, cioè assolutamente niente di concreto se non tantissimo rumore su cassette andate perse chissà dove. Sebbene tutto questo tempo apparentemente perso, sono felice di come siano andate le cose… non abbiamo mai avuto un approccio premeditato nei confronti della nostra musica e al tempo non ci importava se alle prove facevamo di tutto tranne che provare, e se le canzoni non avevano testi oppure un filo logico, l’unica cosa importante era divertirsi e fare il più casino possibile. Nient’altro, solo rumore. Poi con gli anni abbiamo avuto altri progetti e altri gruppi, ma ecco prima dei Grumo niente. Possiamo dire che è stata la nostra “prima volta” hahaha. Dopo poco tempo sia Andre che Pani hanno abbandonato il gruppo, e nel 2006 entrò alla chitarra Giuse, mentre io mi misi al basso. Naturalmente non avevo mai suonato il basso prima di allora ma tralasciando questo dettaglio ho fatto egregiamente finta di saperlo suonare fino al 2012. Quello fu un anno di grande cambiamento per i Grumo, perchè Giuse lasciò la band e ci fu un momento dove io e Nico abbiamo quasi pensato di chiudere con il gruppo se non fosse che (sempre per caso) venne in nostro soccorso Simmi, nostro chitarrista attuale e l’anno successivo Marco, nostro bassista attuale. Quindi i Grumo attuali sono realmente attivi da molto poco, rispetto a quando ci siamo incontrati io e Nico. Simmi prima di noi suonava in un gruppo thrash metal alla vecchia maniera, Marco in un gruppo death, e questo credo si rispecchi nelle nostre nuove sonorità. Sono lontani gli anni delle prove in cantina, anche se ripensarci mi fa sempre piacere.



QUALI SONO LE VOSTRE INFLUENZE MUSICALI? 



Tutti e quattro siamo cresciuti con il metal più estremo, ma con il passare degli anni non ci siamo mai fossilizzati in un solo genere e questo si riflette nelle nostre influenze, che vanno dal hardcore punk italiano anni ’80 (Negazione, Kina e Wretched in primis) passando al thrash (Metallica, Slayer, Anthrax, Exodus, DRI) e death metal americano (Cannibal Corpse, Death, Obituary, Assück, Morbid Angel, Deicide) senza dimenticarsi le origini fondamentali del grindcore inglese, forse le nostre radici più profonde (Napalm Death, Carcass). Oltre a questa moltitudine di band credo possa essere di grande inspirazione anche l’altra faccia della musica estrema, cioè quella elettronica, che molti metalhead hanno sempre snobbato non si sa bene per quale motivo. Sia io che Nico abbiamo sempre avuto una grande passione per questo mondo, dalla musica tekno all’industrial, infatti nel nostro ultimo disco “Fallimento” abbiamo inserito svariate parti Noise. La traccia finale del disco, “Alienation” ha per tutta la sua durata una base cura di Fecalove, progetto molto interessante completamente made in Italy, ora trasferitosi in Norvegia, che da alla traccia un’anima particolarmente cupa. Ps. se credete che l’elettronica non abbia niente a che vedere con la musica estrema forse non siete mai stati a un rave.



PER QUANTO RIGUARDA IL SONGWRITING, PARLATECI DEI TESTI DELLE VOSTRE CANZONI E CHI LI CURA IN PARTICOLAR MODO.


 

Mi sono quasi sempre occupato della totalità dei testi, salvo nell’ultimo disco dove Marco e Nico hanno scritto e cantanto due tracce. Ma non è sempre stato così. Come ho già accennato inizialmente i Grumo non avevano una grande attenzione riguardo questo aspetto, lo trovavo abbastanza noioso ed ero certo che nessuno mai si sarebbe preso la pazienza di leggere delle cazzate che scrivevo, quindi preferivo concentrarmi su altro. Al tempo ero andato in fissa con gruppi noisecore come Anal Cunt, primissimi Cripple Bastards, Deche-Charge, Senseless Apocalypse, Final Exit, Nikudorei, Gore Beyond Necropsy… vi lascio quindi immaginare cosa me ne potesse fregare di comunicare qualsiasi tipo di concetto se non semplice, bellissimo e puro rumore. Ero più interessato a divertirmi/sfogarmi e trovare titoli demenziali/offensivi che scrivere veri e propri testi, inoltre ritenevo fosse arrogante un certo modo di porsi di alcuni gruppi punk che sembra avessero la verità in tasca, sia ridicoli i testi della maggior parte dei gruppi metal dove recitano i cattivoni poi magari vivono ancora con la mamma. Andando oltre questa prima apparenza ho scoperto che in entrambi i casi la realtà non è esattamente questa, e chissenefrega se nessuno mai leggerà quello che scrivo, non è una scusa valida per non esprimere una necessità. Ho scoperto infatti che scrivere è particolarmente terapeutico. I testi sono per lo più una valvola di sfogo nei confronti della società in cui viviamo, una grande giungla di cemento nella quale sembra solo i furbi vadano avanti, cannibalizzando i propri simili in un inutile e sporco gioco di potere. Penso che i gruppi di maggiore riferimento possano essere Terrorizer, Napalm Death, Assück, Dropdead. Malgrado tutto penso che sia giusto esprimere un dissenso.



COME NASCE L’ARTWORK DEI VOSTRI LAVORI? CHI LO CURA E COSA RAPPRESENTA?


 

Anche di questo aspetto me ne sono generalmente sempre occupato io, anche perchè è il mio lavoro (faccio il grafico). La copertina dell’ultimo disco è stata per la prima volta affidata a un esterno, Davide Mancini (dart-works.com) che ritengo abbia fatto un ottimo lavoro. Gli avevamo chiesto una nostra versione zombie intenti a divorare il classico uomo-manager, giacca cravatta e valigetta 24 ore, e il risultato è esattamente quello che avevamo in mente. Il resto del disco ha una grafica molto semplice ma non per questo poco curata, a mio avviso.



COME MAI LA SCELTA DI CANTARE IN QUESTA LINGUA?


 

Sicuramente la conoscenza scolastica della lingua inglese non aiuta, ma devo dire che in realtà ho da sempre trovato più comunicativa la lingua italiana. Credo che nonostante il rumore tipico del nostro genere si possano scrivere testi molto intimi e personali, senza dover necessariamente cadere in slogan e formule già sentite. Ci sono band italiane che hanno saputo trasmettere sensazioni e concetti di una complessità e profondità veramente notevoli, sia nel nostro genere (vedi “Misantropo a senso unico” dei Cripple Bastards) che nell’hardcore punk, o nel rap. Sì avete letto bene ascolto oltre a tanto metal anche tanta musica rap underground, ovviamente non quella commerciale da MTV di merda, qualcosa che penso abbia un’attitudine molto vicina a quella punk. Ho consumato dischi rap di band come Sangue Misto (dentro ci cantava Neffa prima di scoprire i soldi), Colle Der Fomento, Uomini di Mare (quando anche Fabri Fibra non aveva scoperto i soldi), Kaos, LouX… come puoi ben vedere tutta roba anni 90 italiana. Ad ogni modo la nostra non è una scelta assoluta, nell’ultimo disco ci sono sia canzoni cantate in italiano che inglese.



SOLITAMENTE PROVATE IN UN LUOGO BEN PRECISO?


 

Calcolando che io vivo a Bologna e il resto della band a Modena, purtroppo sì andiamo in una sala prove sgangherata che sta appunto a Modena. Bella merda. Avere una saletta nostra sarebbe la svolta ma credo poi che potrebbe degenerare velocemente trasformandosi nella mia seconda casa, abbandonando lavoro, familiari e le più elementari regole igieniche.



PARLANDO DELLE ESPERIENZE DAL VIVO, VI SIETE ESIBITI IN QUALCHE LUOGO SINO AD ORA? SPIEGATECI COME E’ STATO. 


 

Suonare live è una componente fondamentale dei Grumo, abbiamo sempre dato del nostro peggio dal vivo perchè possiamo permetterci di essere noi stessi, improvvisare e liberarsi dalle ansie quotidiane. Nonostante il nostro primo live risalga al lontano dicembre 2007, tuttora prima di salire sul palco sento ancora crescere la tensione, ma nonostante tutto penso sia un bene non essere sicuri al 100% che vada tutto bene, se non altro sei pronto ad un eventuale disastro. E i disastri ci sono stati eccome, specialmente durante i nostri primi anni di attività… più che una band eravamo un trio di cabarettisti che si improvvisavano musicisti ma in realtà facevano solo cagare. Per farvi capire di cosa sto parlando: a parte il non avere dei testi per almeno quattro anni di concerti live, e fare finta di suonare il basso (ho chiesto più di una volta a volontari tra il pubblico di suonarlo al posto mio), spesso non sapevamo nemmeno noi che scaletta avremmo “suonato” e abbiamo improvvisato alla grande in più situazioni. Una volta a Bologna ho suonato in mutande pestando con i piedi il basso tutto il concerto, ed è andata anche bene. Nonostante fossimo degli autentici cretini abbiamo avuto fin dai primi live la fortuna di suonare non solo vicino casa ma anche fuori regione, e quest’anno siamo finalmente riusciti ad organizzare (tutto da soli) il nostro primo tour europeo. Non sono state tantissime date (10 giorni tra Svizzera, Belgio, Olanda, Germania, Rep. Ceca, Ungheria, Sloacchia e Italia) ma per fortuna è andato tutto bene, ci siamo divertiti e abbiamo suonato con gruppi validissimi. Prima di partire avevo il terrore di andarci estremamente sotto con i soldi, e invece siamo persino riusciti a non toccare il fondo cassa che ci eravamo tenuti da parte. Devo ammettere che la differenza maggiore che abbiamo direttamente provato tra suonare in casa e suonare fuori, è che per assurdo abbiamo avuto molto più supporto in paesi dove non avevamo mai suonato piuttosto che in città che frequentiamo abitualmente, non solo come band ma anche come singoli individui. Non vorrei essere frainteso perchè ci troviamo molto bene a suonare in zona, e penso che quella Emiliana sia forse una delle situazioni più vivaci nel panorama italiano, ma fa strano vedere massimo 40 persone ad un tuo concerto a Bologna e invece poi fare quasi pienone del locale a Praga, con tanto di pazzi scatenati che si lanciano sul palco e ti vengono a chiedere l’autografo mentre stai ancora smontando la strumentazione.



LA VOSTRA BAND NUTRE GIA’ DI UNA DISCOGRAFIA?


 

Decisamente sì! Il primo demo ufficiale è del 2006, “Splatterdemo06” una tape auto prodotta registrata con il computer nella nostra prima saletta. Un’autentica merda rumorosa. Poi sempre nel 2006 abbiamo registrato il nostro primo demo su cd-r, “K.A.R.N.E.” . Nel 2007 e 2008 abbiamo partecipato ad alcuni split con le peggiori realtà europee e non solo (gruppi australiani, malesiani, americani…) fino ad arrivare al nostro primo full, “Voglio vederti sprofondare” del 2012, ultimo disco suonato e composto insieme al nostro primo chitarrista Juse. Al tempo eravamo ancora dei cazzoni ma credo che meglio di così non avremmo potuto fare, dopo circa due anni di duro lavoro. Nel 2013 con l’ingresso di Simmi abbiamo registrato il nostro primo split su vinile 7” insieme agli amici Ebola, noise/grindcore da Brescia. 500 copie tutte marchiate con il sangue (nel vero senso della parola, controllate l’insert all’interno del disco…) andate sold-out nel giro di nemmeno un anno, piccole soddisfazioni. E siamo arrivati al 2015 con il nostro secondo full, “Fallimento”, prodotto interamente dall’etichetta mantovana ETN Records.



QUALI SONO LE CARATTERISTICHE MUSICALI CHE DIFFERENZIANO LE VOSTRE RELEASE?


 

Sicuramente i primi lavori erano dedicati alla distruzione totale del concetto di musica, melodia e buongusto. Poi con il passare degli anni siamo diventati un gruppo noioso e adesso facciamo death metal. Hahaha.



IN ITALIA ESISTONO UNA MIRIADE DI REALTA’ METAL. ESPRIMETE UN VOSTRO PENSIERO SULLA SCENA MUSICALE ODIERNA NEL NOSTRO PAESE.


 

Devo ammettere che mi trovi abbastanza impreparato sul versante “metal” in Italia, perchè abbiamo da sempre frequentato ambienti punk piuttosto che altro. E non penso che il punk sia un genere musicale, quanto piuttosto un attitudine. Ci sono una miriade di gruppi in italia, alcuni magari molto validi da un punto di vista musicale, ma personalmente non mi interessa quanto una band sia brava a suonare, non penso che la tecnica sia al primo posto nella mia classifica di punti fondamentali per essere una realtà valida, da supportare attivamente. Ho visto mille gruppi live, bravissimi a suonare, ma vuoti di contenuti, solo grandi seghe sulla chitarra. Non ho nulla da condividere con gente del genere, come con chiunque non abbia un minimo di senso critico e non capisca che questa non è solo musica, altrimenti che differenza ci sarebbe tra questo e la musica pop-commerciale? La scena musicale è purtroppo piena di imbecilli auto-compiacenti che si credono rockstar arrivate al successo solo perchè hanno aperto a band di grande spessore (magari pure pagando) o perchè hanno qualche mi piace sulla loro pagina facebook. Gente che magari va solo ai concerti della propria band e non si schioda nemmeno con il napalm dal divano di casa se suona qualcun’altro in città. Fortunatamente non è solamente una merda, perchè ci sono anche tantissime realtà degne di rispetto in Italia, da nord a sud passando per le isole. Non voglio mettermi qui a elencare tutti i gruppi che abbiamo avuto il piacere di conoscere di persona, con chi abbiamo condiviso il palco e fatto festa insieme, sarebbero troppi e rischierei di dimenticarmi qualcuno. Segnalo però questa compilation su vinile 12” fresca di stampa, organizzata da da Zas Autoproduzioni, con un buon numero di gruppi spaccafaccia provenienti da tutto lo stivale: CRASH MANDOLINO 2.0 aka Italia Violenta. Per maggiori info fate un salto sul sito: www.italiaviolenta.altervista.org



IMMAGINATE LA VOSTRA BAND FRA DIECI ANNI…


 

Tra dieci anni spero di essere morto.



PER OGNUNO DI VOI, C’E’ UN MOTIVO IN PARTICOLARE PER CUI AVETE SCELTO DI UTILIZZARE QUEL DETERMINATO STRUMENTO MUSICALE?


 

Io non avendo mai suonato per davvero uno strumento non posso rispondere per gli altri a riguardo, immagino però che tutto stia nel cercare una valvola di sfogo, e la musica è sicuramente meglio di molte altre dipendenze.



QUESTE ULTIME RIGHE PER DIRE QUELLO CHE VI PIACE E A CHI VOLETE…


 

Ringrazio nuovamente Insane - Voices - Labirynth per lo spazio che ci ha concesso, speriamo di vederci in sede live la prossima volta. Lascio il nostro sito internet: www.grumogrind.it… da parte mia e dagli altri Grumo, ciao!

BLOOD SPILLING THAT’S WHAT I LOVE TO SEE!