Igor:

L'artwork di un album è molto importante, forse il primo approccio per un futuro nuovo fan. Voi con il vostro cosa volete trasmettere? 

 

 

Come hai ben detto, sicuramente il primo biglietto da visita per un possibile cliente quindi cerchiamo di dare già un'idea abbastanza chiara del suo contenuto artistico. Con la grafica di ''FREAKS'' abbiamo cercato di trasmettere quello che  poi il messaggio e filo conduttore di tutti i brani in esso contenuti; disagio interiore, battaglie che si portano avanti ogni giorno, delusioni, sconforto, ma anche perseveranza, coraggio, supporto e speranza sono solo alcuni degli stati d'animo che prima noi proviamo o abbiamo provato e che sicuramente tante persone li fuori hanno affrontato o stanno affrontando nelle loro vite. E noi vogliamo solo far capire che siamo come e con loro.

 

 

Karen:

Avete un progetto in particolare come obiettivo? Qual è la vostra massima aspirazione? Come vi vedete da qui a qualche anno?

 

 

Bella domanda. Sicuramente vogliamo continuare a suonare il più possibile; siamo animali da strada e da palco quindi vorremmo incrementare ancor di pi la nostra già intensa attività live. Ovviamente stiamo lavorando sodo per poter salire su palchi sempre più prestigiosi magari affiancati da qualche bella band di quelle che ascoltiamo tutti i giorni con ammirazione! Vogliamo conquistare tanto pubblico; stiamo vivendo la fantastica esperienza di trovare ogni volta persone che ci supportano e che ospita un nostro concerto, incredibile, ma crea assuefazione ahahah!

 

 

Osten:

Da quale strumento nasce la realizzazione dei brani? Quale componente si occupa del songwriting?

 

 

La chitarra di Ale, assolutamente. Può capitare che qualcuno di noi possa presentare qualche idea di base, ma  sempre con Ale che si sviluppa il resto. Capita anche che l'idea nasca da una bozza di testo, l'ispirazione può venire da qualsiasi cosa. L'arte è così.

 

 

Edoardo Napoli:

Cosa dovrebbe convincere il pubblico ad ascoltare proprio il vostro materiale in mezzo ad una concorrenza così vasta?

 

 

Beh, se ci pensi, in termini di stoner, southern rock, non c'è proprio quella gran scena in Italia, quindi la concorrenza  abbastanza limitata e lascia lo spazio giusto per poter fare il proprio lavoro. 

 

 

Barabba:

Che effetti usate quando suonate? Sono gli stessi che poi utilizzate per registrare?

 

 

In studio ovviamente ci sono accortezze che scegliamo di utilizzare per poter garantirci il prodotto che abbiamo in mente, sempre rimanendo nei limiti 'umani'.

Per i live non abbiamo particolari trucchetti per garantirci il suono che generiamo, abbiamo un volume molto alto da sempre, che sia all'interno di una sala prove o su un palco davanti a migliaia di persone e curiamo semplicemente la qualità di quel volume cercando di mantenere il balance migliore tra i membri della band.

 

 

Silvia Agnoloni: 

In che modo vi aspettate di trovare supporto proponendovi in Italia?

 

 

La storia  semplice. Facciamo musica di qualità e con il cuore, che sia su un disco o in un live. Siamo italiani e questo dovrebbe scaturire orgoglio, pensiamo che chiunque possa vedere nei nostri occhi e nel nostro sudore la determinazione nel voler fare qualcosa di grande. Chiunque ha l'occasione di aver a che fare con noi sa che, come loro, abbiamo tante speranze e questo può farci conquistare il loro rispetto e la loro fiducia.

 

 

Curse Vag: 

Se doveste associare uno stato d'animo al vostro lavoro per poterlo descrivere, quale sarebbe e perché?

 

 

Uno solo? Mmm ascolta, siamo circondati da elementi che tendono a trascinarci negli abissi della negatività, alimentando solamente lo sconforto ed eventualmente la rassegnazione. Questi elementi hanno a che fare con le nostre realtà sociali, personali, lavorative ed  davvero durissima sopravvivere ad esse, ma siamo qui e stiamo facendo grandi cose, si siamo rimboccati le maniche e ci siamo creati i percorsi che di solito vengono cancellati dal sistema con il quale abbiamo a che fare quotidianamente. Quindi ti direi che lo stato d'animo che regna in noi sicuramente la determinazione.

 

 

Nicole Clark: 

Avete background musicali simili o differenti?

 

 

Sia in termini di ascolti che come esperienze musicali, abbiamo tutti un background decisamente vario. Certo ognuno di noi suona e ha suonato tanto hard rock, anche metal e generi pi estremi, ma, facendoti un esempio, sia io e sopratutto Ale, abbiamo suonato anche molto jazz e fusion. Personalmente sono quasi imbarazzante nei miei ascolti ed esperienze lavorative musicali, qualsiasi cosa mi ispiri  buona, che sia pop, djent, jazz o classica. Sergio, ascolta molto rhythm 'n blues, ed ha un'ampia cultura anche nella musica italiana. Ale ha una profonda conoscenza nei più svariati generi, sia in termini tecnici che storici. In definitiva a parte alcune preferenze personali, tutti noi degli Hangarvain concordiamo nell'apprezzare determinati stili e sopratutto band quali Black Stone Cherry, Shinedown, Monster Truck e tanti altri.

 

 

Piero Alchem:

Secondo voi esiste una "scena metal" italiana? Cosa ne pensate a riguardo?

 

 

Certo che esiste, ed  anche molto intensa. Ogni anno si vedono tante band sfornare degli ottimi prodotti discografici, fare concerti e partire per tour anche fuori dall'Italia, qualcosa deve pur significare!

Inoltre c'è tanto cameratismo tra le band e si sta costruendo una grande comunità dove chiunque ha qualcosa di buono da offrire, ha una possibilità di mettersi in mostra in maniera adeguata.

 

 

StonedLord95:

Quanto  importante per voi la produzione? Pensate che sia un fattore da considerare affinchè anche la musica venga considerata, poichè  è sempre più raro trovare gruppi con idee chiare?

 

 

Assolutamente! Non si può pensare di proporre la propria musica sperando che l'ascoltatore bypassi una scarsa produzione concentrandosi esclusivamente su un messaggio, che magari nemmeno  interessante. Tutti noi nella band sappiamo il valore di una produzione studiata e dettagliata, non lasciamo nulla al caso e, grazie anche ad un team di professionisti che lavorano da sempre con noi, prestiamo gran parte dei nostri sforzi proprio su questo aspetto.

 

 

Mickey E.Vil:

Come promuovete la vostra musica sul web? Avete idee da suggerire ad altre band?

 

 

Sappiamo ciò che vogliamo e lavoriamo a stretto contatto con esperti del settore che ci aiutano a massimizzare le opportunità che vengono offerte dalla promozione via web. 

Il mio consiglio è di non sottovalutare questo aspetto; sembra ovvio, ma tantissime band e artisti ancora pensano che aprire una pagina e semplicemente condividere i contenuti sia tutto ciò che serva. O peggio che la loro musica non abbia bisogno di pubblicità, poi ognuno ha il suo mestiere, se potete, affidatevi a chi offre servizi di promozione. Queste persone studiano, lavorano e sanno ciò che fanno in questo settore e potranno solo far migliorare le carriere di band e artisti.

 

 

Led Green:

Con chi vi piacerebbe andare in Tour?

 

 

Eheheh, sicuramente Black Stone Cherry, Nickelback, abbiamo suonato con i The Darkness quest' anno ad Avezzano, e sono davvero dei ragazzi divertenti e professionali, non ti nascondo che sarebbe grandioso per noi fare un bel tour con loro in Europa. Chi altro? Pearl Jam e Foo Fighters.