Igor:

L'artwork di un album è molto importante, forse il primo approccio per un futuro nuovo fan. Voi con il vostro cosa volete trasmettere?

 

 

Non sono del tutto d'accordo, oggi con la promozione su internet l'importanza dell'artwork è diminuita almeno di un po'. I nostri primi album hanno copertine fantastiche, la prima un misto di passato e futuro che rispecchia la musica che proponevamo, la seconda in linea col concept. Anche questa terza lo sarà, ma in maniera più d'impatto e simbolica e meno figurativa. Inoltre non voglio spoilerare troppo ma anche nel prossimo album, come nel secondo, saranno presenti immagini "a tema".

 

 

Osten:

Da quale strumento nasce la realizzazione dei brani? Quale componente si occupa del songwriting?

 

 

In passato era Marco (La Corte, il vecchio cantante), a curare la maggior parte delle melodie (credo si aiutasse con una tastiera) mentre io mi dedicavo alle sezioni strumentali, aiutato ovviamente da tutto il gruppo. STAMINA è frutto di un lavoro simile in quanto metà dei brani erano già in lavorazione da prima della scissione nel 2008. Gli altri 4 sono invece opera mia con alcuni inserimenti di Nico, l'ex-tastierista. Marco comunque continua a mandarmi le sue idee telematicamente: ho un archivio di una 50ina di files in cui lui canticchia riffs e melodie, su cui non vedo l'ora di lavorare coi nuovi membri! In un certo senso lo considero ancora membro della band e credo che per lui sarà bello vedere prendere vita gli stornelli che gli vengono in mente mentre guida o mentre si coccola i figli!

 

 

Edoardo Napoli:

Cosa dovrebbe convincere il pubblico ad ascoltare proprio il vostro materiale in mezzo ad una concorrenza così vasta?

 

 

Il fatto che a modo nostro cerchiamo di proporre qualcosa di nuovo, senza particolari artifici fini a se stessi ma piuttosto spaziando tra i generi con più disinvoltura possibile (pregio che ci venne riconosciuto dalla stampa già dal primo album). Non penso capiti spesso di sentire power metal, bossa nova, ambient-trance, gospel, black metal e raegge nello stesso album, se non nella stessa canzone. Il tutto peraltro celebrato da ben 6 cantanti, di cui due femminili (tra cui ovviamente la nostra Chiara), anch'essi molto diversi tra loro. Sicuramente qualcuno troverà il risultato discutibile, io devo dire che il tutto mi suona molto scorrevole e naturale. Sono molto curioso dei commenti che arriveranno... anche negativi!, ma al netto dei gusti personali e se vogliamo dell'apertura mentale, penso che sarà un disco con cui sarà davvero difficile annoiarsi.

 

 

Polverone Liz:

Siete credenti? Approvate il messaggio cristiano o cercate di distanziarvi facendo anche testi 

satanisti nel senso anti-cristiano?

 

 

Penso che l'essere o meno credenti sia qualcosa che appartiene alla sfera personale, quindi preferisco non risponderti, anche perchè non so se gli altri dell band siano credenti e neppure mi interessa troppo... non ci siamo scelti in base al credo religioso! Per il resto l'unione della musica con la religione è una scelta che trovo caratterizzante di alcuni generi e quindi "tollerabile" in quei frangenti, ma penso ci siano tante cose più interessanti di cui parlare. Posso dirti che una traccia del nostro album sarà un "omaggio" ai preti pedofili, completamente in latino, con Emanuele Bizzarro degli amici Dark Haunters come ospite per lo scream/growl... e di nuovo, non voglio spoilerare troppo!

 

 

Curse Vag:

Se doveste associare uno stato d'animo al vostro lavoro per poterlo descrivere,quale sarebbe e perchè?

 

 

Molto banalmente, l'insofferenza nei confronti delle ingiustizie, dei soprusi e del cosiddetto "establishment". Sembrerà un argomento inflazionato ma in un certo senso è da lì che è partito tutto, anche se la storia è costellata di situazioni paradossali in cui combattendo l'establishment si è poi finiti per farne parte. Fatto stare che STAMINA è un concept proprio sull'ingiustizia, e la title track in particolare cerca di essere un inno di ribellione a chi monopolizza l'arte (o presunta tale...) e quindi la vita delle persone (almeno in senso lato).

 

 

Nicole Clark:

Avete background musicali simili o differenti?

 

 

Credo che un punto di forza degli HeavenBlast, forse il maggiore, siano stati i gusti dei membri, sempre piuttosto eterogenei. L'intera formazione attuale si concentra quasi esclusivamente sulla musica, quindi puoi immaginare la vastità dei generi che i nostri gusti toccano. Oserei dire che mettendoli tutti insieme non manca davvero nulla. Aspetta, forse il Rap, il liscio e il neomelodico si!! La cosa più interessante che posso dirti è che non tutti sono appassionati di metal, il che suona senz'altro come un difetto alle orecchie dei "duri e puri", ma io personalmente lo vedo come un valore aggiunto in linea con l'impronta sperimentale che caratterizza il nuovo lavoro.

 

 

Synth Lord:

Quali band vi hanno spinto a mettere su un gruppo? Cioè su quali ascolti eravate improntati quando avete deciso di avere la vostra band?

 

 

Se non sbaglio i principali gruppi di riferimento alle origini, addirittura prima che io entrassi in formazione, erano Litfiba, Green Day e Nirvana. Col mio ingresso ci spostammo piano piano verso un AOR simil-Iron Maiden, lo stile si è poi consolidato con l'ingresso dei due "Dieghi", Chiacchierini (batterista) e Regina (tastierista), che ci hanno permesso di indirizzarci rispettivamente verso il power metal (Gamma Ray ed Helloween) e verso il symphonic (Kamelot, Symphony-X e forse Nightwish), generi preponderanti nel nostro debut-album. Il tutto è avvenuto con un'evoluzione molto spontanea dei nostri gusti musicali, che è poi collimata nell'aor-prog di "Flashback".

 

 

Michele Puma:

Cosa ne pensate delle band che inseriscono pensieri politici nei loro testi? Pensate che l'idea politica ma anche religiosa possa influenzare la naturale evoluzione di una band che si affaccia nel mondo underground e successivamente nel mainstream?

 

 

Non dovrebbe. Una band è tale in quanto fa musica, e dovrebbe evolvere solo con e grazie alla musica... se entrano in gioco politica e religione forse c'è qualcosa che non va, specie se in maniera troppo esplicita: mi fa un brutto effetto pensare che esistano generi di musica di destra e/o di sinistra, la musica dovrebbe unire le persone, non dividerle. Peraltro la politica stessa, almeno per come la intendo io, dovrebbe essere qualcosa di collettivo, pur partendo dalla coscienza civica del singolo... purtroppo ci hanno abituato a un'idea della politica del tutto malata, che al contrario divide le persone, facendo leva su periodi storici di cui ormai si ha un'idea, nel migliore dei casi, tramite racconti dei nonni, e trasformandoci non in cittadini consapevoli ma in tifoserie quasi calcistiche. Divide et impera, non so se mi spiego.

 

 

StonedLord95:

Quanto è importante per voi la produzione? Pensate che sia un fattore da considerare affinchè anche la musica venga considerata, poichè è sempre più raro trovare gruppi con idee chiare?

 

 

Penso che sia essenziale che un disco suoni bene!! Se due pittori hanno un'ottima idea per un soggetto ma uno dei due lo disegna male, quale dei due avrà successo? Se due sarti cuciono lo stesso bel vestito, ma uno dei due ha stoffe scadenti? Lo stesso vale per la scrittura, magari anche per la cucina o qualsiasi altro atto creativo. Se poi mi chiedi cosa conta per me di più, preferisco dei contenuti validi con una produzione anche mediocre, ma ormai ci s'è standardizzati su dei livelli di qualità elevatissima e a meno di non voler incidere qualcosa di dichiaratamente "vintage", non rispettarli vuol dire essere fuori dai giochi. Forse è un problema che ha toccato anche i nostri primi album, usciti con un certo ritardo rispetto a quando erano stati incisi.

 

 

Piero Alchem:

Secondo voi esiste una "scena metal" italiana? Cosa ne pensate a riguardo?

 

 

Esiste senz'altro una scena molto florida, ma non riesce a trovare il seguito che meriterebbe a causa del monopolio quasi totale degli spazi mediatici. Un po' per bigottismo, un po' per paura di scarso riscontro, nel nostro paese uno strano mix di paura e snobbismo è all'ordine del giorno nei confronti di chi fa qualcosa di anche leggermente diverso dal solito pop o dal solito "alternative" (ormai alternativo a cosa esattamente?). E' un atteggiamento poco intelligente, considerando che alcuni rami di metal sono praticamente mainstream, nonostante questa discriminazione. Per esempio, ogni quanto tempo vediamo in tv la PFM, band che c'hanno invidiato perfino gli U.S.A.? Internet è una parziale rivalsa su tutto ciò, ma sta rischiando di diventare un calderone infinito di bands tutte molto valide ma anche molto simili tra loro. In ogni caso, gruppi che io ritengo eccezionali trovano spazio solo nell'underground e al massimo in qualche buon festival organizzato da persone di buona volontà che spesso faticano a non rimetterci di tasca propria. Mi vengono in mente i Secret Rule, in cui canta una mia amica ed ex-collaboratrice, e gli amici Fake Heroes; questi ultimi due cominciano ad essere acclamati all'estero, ma qui in Italia... lasciamo stare! O ancora, ho avuto la fortuna di ascoltare Evenoir, addirittura recentemente sciolti, e Lunarsea dal vivo, per puro caso, e mi hanno entrambi shockato al punto che gli ho comprato tutti i dischi (a prezzi stracciati peraltro)! Ecco, questa penso sia una cosa fondamentale: le fatiche delle band che meritano non possono restare inascoltate, quindi chi dice di odiare la musica "fighetta", il sistema dei talent-show e via dicendo, ma poi non compra i dischi, sta sbagliando qualcosa! Se proprio li vogliamo scaricare (o ascoltare in streaming, pratica che onestamente non concepisco!), dobbiamo avere l'onestà di comprare almeno quelli che ci sono piaciuti di più, poi!

 

 

Led Green:

Con chi vi piacerebbe andare in Tour?

 

 

Hmm con gli Iron Maiden! Chiedo troppo? Facciamo con gli Helloween o coi Gamma Ray? Scherzi a parte, ci sono tantissime bands valide per cui aprirei volentieri. In Italia senz'altro Labyrinth, Secret Sphere, DGM, White Skull, ma perchè no anche Rhapsody of Fire ed Elvenking, bands con cui abbiamo molte similitudini e che quindi richiamerebbero il giusto pubblico (e di cui ho consumato i dischi da ragazzino!). Per quanto riguarda l'estero, le realtà che al momento considero più interessanti nel metal melodico, il cui pubblico potrebbe quindi apprezzare gli HeavenBlast, sono i Gentle Storm, i Voyager e Devin Townsend.

 

 

Team:

Per concludere l'intervista, abbiamo saputo che sta per uscire il vostro nuovo disco accompagnato da un "official video". Parlateci un p' di questo vostro nuovo lavoro.

 

 

Come già detto in risposte precedenti, si tratta di un concept su giustizia e ribellione, stilisticamente molto eterogeneo. La storia dell'album è molto travagliata in quanto il gruppo si è praticamente sciolto verso la fine delle incisioni ed ho dovuto trovare nuovi compagni di ventura disposti ad imbarcarsi su un progetto a cui non avevano minimamente contribuito (o a cui hanno contribuito in piccola parte, nel caso di Chiara). Ho passato davvero dei brutti momenti ma il loro appoggio e il loro incoraggiamento mi hanno per forza di cose riacceso l'entusiasmo. Anche Diego Regina, tastierista e cantante sul nostro debut album nonché ex-membro di un'acclamata tribute-band Queen, impreziosendo l'album con la sua voce, è stato significativo da questo punto di vista. La ciliegina sulla torta, anche se la metafora non rende l'idea, è stato il video clip. L'idea c'era da tanto e s'è poi concretizzata con il sostegno di due vecchi amici, Alida Pantone, attrice professionista tornata apposta da Londra, e Alberto Di Muzio, fotografo di punta della mia città che ha voluto mettersi alla prova come regista, nonché delle amiche truccatrici e dell'accademia Lizard di Pescara, che ci ha messo a disposizione un setting perfetto per quello che avevamo in mente: la traccia in questione è infatti "Alice in Psychowonderland", uno dei brani più diretti e forse il meno sperimentale dell'album, e nelle riprese abbiamo cercato di far rivivere la favola di Carrol in chiave HeavenBlast, ed è stata davvero una bellissima esperienza, tanto che vorrei approfittare di questa sede per ringraziare ancora tutti. C'è da dire che per una serie di ragioni il nostro ultimo disco, Flashback, fu un punto d'arrivo poco dopo la cui uscita la band si sciolse. STAMINA ora è a tutti gli effetti un nuovo inizio, e non vedo l'ora di portarlo sul palco e soprattutto di tornare a comporre con la nuova formazione.