Risposte di Sebastiano Ciccale' - chitarra ritmica

 

 

Fabio Sansalone:

Come e quando avete scoperto di amare la musica metal?

 

 

E' partito tutto quando ero ragazzo con le prime scoperte di band come AC/DC e Led Zeppelin. Poi man mano che la passione cresceva per un determinato genere, ne scoprivi un altro e cercavi sempre più informazioni per "placare" la sete di conoscenza.

Ora come ora ascolto svariati generi musicali, ma principalmente resto sul metal.

 

 

Igor:

L'artwork di un album è molto importante, forse il primo approccio per un futuro nuovo fan. Voi con il vostro cosa volete trasmettere? 

 

 

Con i nostri artwork abbiamo sempre cercato di colpire il fruitore con scenari di vita vera. Un esempio è "Goodbye Nation" che tratta di una società in decadimento dove l'unica possibilità di sopravvivenza è quella di abbandonare il paese natio verso ambienti nuovi.

 

 

Karen:

Avete un progetto in particolare come obiettivo? Qual è la vostra massima aspirazione? Come vi vedete da qui a qualche anno?

 

 

Il nostro progetto e obbiettivo principale è trasmettere al nostro ascoltatore dei messaggi e delle nostre ideologie, per scatenargli delle sensazioni profonde come appunto la tematica principale di "Goodbye Nation".

Beh, tra qualche anno spero e mi auguro con tutto il cuore di suonare al Wacken Open Air.

 

 

Irene Eva:

Il vostro è un lavoro autoprodotto o vi siete affidati ad un produttore? Perché questa scelta? Se vi siete affidati ad un produttore, come lo avete scelto? Con quali criteri avete compiuto le scelte di produzione?

 

 

Tutto il nostro lavoro l'abbiamo costruito, pensato e sudato da soli con il supporto sempre attivo della SG Records. La questione "produttore" non l'abbiamo mai presa in considerazione, perchè non abbiamo mai avuto problemi compositivi (tranne discordanze e pareri a tratti guerrafondai come ogni band in questo momento) e poi finora non abbiamo mai sentito il bisogno di affidarci ad una terza persona che ci dicesse come svolgere il nostro lavoro.

 

 

Osten:

Da quale strumento nasce la realizzazione dei brani? Quale componente si occupa del songwriting?

 

 

Principalmente nasce tutto in sala prove con una buona dose di partecipazione collettiva alla stesura di un pezzo; a volte capita che Christian o Marco arrivino con un riff o una linea vocale creata a casa e da li parte tutto il lavoro.

 

 

Edoardo Napoli:

Cosa dovrebbe convincere il pubblico ad ascoltare proprio il vostro materiale in mezzo ad una concorrenza così vasta?

 

 

"Perchè il nostro è più bello" Cit.

Scherzi a parte, il nostro lavoro è profondamente sentito e, dato che tratta di tematiche attuali e di vita, alcune persone potrebbero rispecchiarsi nelle nostre canzoni.

 

 

Alle Rabitti:

Rispetto a quando avete iniziato, com'è cambiata la vostra percezione di musica, considerato chi la compone e chi ne usufruisce?

 

 

Nonostante io sia l'ultimo arrivato, ho notato di aver ampliato i miei orizzonti verso più generi per poter arricchire qualitativamente le nostre composizioni.

 

 

Chris M.:

Guardando al vostro passato e da dove siete partiti, come vi vedete nel presente? Cosa possiamo aspettarci nel futuro?

 

 

Nel corso degli anni abbiamo sempre cercato di crescere. Credo che al giorno d'oggi siamo una buona realtà musicale a livello nazionale, considerando molti live fuori dall' Italia (come ad esempio le date in Russia a supporto dei Sabaton) e 5 dischi all'attivo. Nel futuro abbiamo una release del nuovo disco in uscita ad Aprile e sicuramente varie date a supporto.

 

 

Vale:

Rivolgendomi ad ognuno di voi: che altri hobby o passioni avete oltre alla musica?

 

 

Beh più o meno abbiamo quasi tutti svariati hobby che ci accumunano: seguiamo lo sport, specialmente il calcio; ci piace leggere e guardare film; spesso parliamo di politica e di fatti di attualità confrontandoci.

 

 

Matt Innerfrost:

Cosa pensate della scena attuale italiana?

 

 

La scena italiana degli ultimi anni ha perso molta visibilità, soprattutto nell'ambiente underground. Specialmente nella nostra zona sono stati chiusi molti locali che proponevano musica dal vivo. Tuttavia, noi seguiamo diverse band che passo dopo passo si stanno facendo strada e siamo contenti di far parte anche noi di questa piccola realtà.

 

 

Davide Cantelmi:

Secondo voi cosa rende una band meritevole di aver successo?

 

 

L'impatto che ha sul pubblico e la capacità che ha di rendere partecipe gli ascoltatori; una proposta continua della propria musica, suonando spesso live; la validità delle canzoni e una buona label che sappia fare il proprio lavoro, muovendosi bene nell'ambiente.

 

 

Sandro Accardi:

Vivete grazie alla vostra musica? Se non è così, che mestiere fate?

 

 

Il nostro sogno è quello di vivere di musica e con la musica, tuttavia svolgiamo tutti mestieri diversi: io lavoro in un cinturificio, Leonardo e Christian in una fabbrica di scarpe, Alessandro in un magazzino, Marco, invece, è l'unico che ha un lavoro "musicale" perchè fa l'insegnante di chitarra e di basso.

 

 

Francesco "Laemoth" Peruzzi:

Cosa vi ha spinto ad iniziare a suonare? E come siete giunti alla scelta del genere da proporre?

 

 

Abbiamo iniziato a suonare per condividere la nostra più grande passione. Il genere è frutto di una fusione tra i generi ascoltati dai componenti della band. Man mano che alcuni membri sono stati sostituiti, i nostri componimenti ne hanno risentito musicalmente, giungendo poi a ciò che siamo attualmente.

 

 

Matteo D'ermes:

Com'è il vostro rapporto con giornalisti e/o recensori e critici?

 

 

Il rapporto è sempre stato buono, in quanto i giornalisti ci hanno sempre dato spazio con il loro interesse per il nostro gruppo. Per quanto riguarda i recensori e i critici prendiamo il loro lavoro come spunto per arricchirci, accettando pareri e opinioni esterne in modo costruttivo.

 

 

Possenreisser:

Se è senz'altro vero che di solito si porta il vissuto nella proposta musicale, come e in che misura è vero anche il contrario?

 

 

Fondamentalmente tutto dipende dall'ispirazione. Non c'è una regola prefissata. Nelle nostre canzoni c'è per forza qualcosa di nostro, poiché le componiamo noi, ma gli argomenti trattati possono essere tra i più vari, parlando sia del nostro vissuto che di altro.

 

 

Siberian Tiger:

A proposito dei testi: quanto il vostro luogo di origine ha influenzato voi e ciò che scrivete e componete? volete lasciare qualche messaggio in particolare attraverso i vostri brani?

 

 

Noi facciamo riferimento, sia con Goodbye Nation, sia con il prossimo album, a vari problemi che ha l'Italia. Esponiamo i nostri pensieri, politici e non, dando voce a fatti accaduti e che potrebbero accadere.

 

 

Team:

Per concludere l'intervista...

 

 

Per concludere l'intervista vogliamo ringraziare tutto lo staff di Insane Voice Labirynth per lo spazio concesso. Seguiteci sul nostro sito www.ibridoma.com, sulla pagina Facebook www.facebook.com/ibridomaofficial, sul nostro canale Youtube "Ibridoma79" e su Twitter.