Karen:

Avete un progetto in particolare come obiettivo? Qual è la vostra massima aspirazione? Come vi vedete da qui a qualche anno?

 

 

Il nostro obiettivo finale è la rieducazione delle masse al rock n’ roll. Sono anni difficili per la cultura noi ci proponiamo di sfondare questo muro di facebookanesimo e di riportare le giuste priorità nelle teste delle persone, obviously tra queste c'è il rock n’ roll.

Tra qualche anno saremo dei signori di mezza età, rispettabili e posati, che conservano la scintilla della follia in fondo allo sguardo.

 

 

 

Edoardo Napoli:

Cosa dovrebbe convincere il pubblico ad ascoltare proprio il vostro materiale in mezzo ad una concorrenza così vasta?

 

 

Niente può convincere il pubblico, è questione di fortuna. Invece suonare live e rendere ogni data una festa, beh questo aiuta!

 

 

Mystisk Død: 

Qual' è la storia dietro il vostro nome e, se lo avete , dietro al vostro logo?

 

 

Katana Bloom è venuto un po’ per caso, è piaciuto perché è un ossimoro: da un lato la umanissima e millenaria arte di forgiare precisi, freddi strumenti di morte (Katana), dall'altro la stupefacente imprevedibilità della natura che abbiamo rappresentato con la fioritura (Bloom)

Non abbiamo un vero e proprio logo, si tratta più che altro di animali totemici. I Katana Bloom escono dall'Era del Cinghiale con l’arrivo di Tore il nostro attuale bassista a inizio 2015, entrando così nell’Era della Tigre. Tuttora la Tigre veglia sulla band.

 

 

Ed: 

Che cosa ne pensate del sistema discografico italiano? Come vi ponete nei confronti di esso?

 

 

Poco professionale, opportunista.

Ogni tanto ci arrivano delle mail divertentissime in cui ci viene proposto di pagare cifre importanti per dei servizi non meglio identificati.. 

Non bisogna fare di tutta l’erba un fascio, esistono anche realtà serie, ma la stragrande maggioranza è questo.

 

 

Polverone Liz: 

1) Riuscite a introdurre delle influenze di gruppi rock che vi piacciono all' interno della musica che componete?

2)Siete credenti, approvate il messaggio cristiano o cercate di distanziarvi facendo anche testi 

satanisti nel senso anti-cristiano?

 

 

1) Assolutamente. La musica che componiamo è frutto di svariate influenze. Piuttosto ci sono dei periodi in cui alcune influenze sono più marcate di altre, per fare un esempio i brani più vecchi di FWSYCFD erano frutto di ascolti come Hellacopters, Gluecifer, Motörhead e certo punk americano, mentre i più recenti si muovono su binari più settantiani, Led Zeppelin, Hendrix, Deep Purple, Mountain.

2) Non siamo credenti, ma ci piace pensare che ognuno fa quel che ritiene, senza ingerire nelle vite altrui. Il problema è che spesso non è così, c’è un aspetto fondante del cristianesimo che è il proselitismo e questo ci urta parecchio. Poi ci sono tutta una serie di altre questioni legate alla religione che facciamo fatica a digerire, ma senza iniziare un discorso lungo e complicato suggerirei l’ascolto di “Please The Jeezus”, track di chiusura di FWSYCFD, che racconta un po’ come la vediamo.

PS no non siamo satanisti, anche se far finta di esserlo ogni tanto è molto divertente..

 

 

 

Nicole Clark: 

Avete background musicali simili o differenti?

 

 

I nostri background sono quanto di più variegato si possa immaginare, in breve:

Thomas, chitarra - su tutti Megadeth, Hendrix, Led Zeppelin, ma anche Ramones, Bad Religion, Elvis Presley, Iggy Pop & the Stooges, MC5, The Hellacopters e tutto il filone del rock scandinavo.

Mylo, voce - David Bowie domina incontrastato, grande appassionato di progressive in special modo Peter Gabriel e Marillion, Iron Maiden prima maniera (Paul Di Anno, ma anche Dickinson), la NWOBHM più in generale.

Nick, batteria - Misfits, il punk 77, Danko Jones, Foo Fighters, lo stoner fatto bene.

Tore, basso - Street punk, il soul, il beat, il brit indie come Paul Weller e Stone Roses.

Arrangiare ogni pezzo è una sfida, ci vuole calma, disponibilità alla trattativa, mediazione culturale e parecchia birra.

 

 

Michele Puma: 

Cosa ne pensate delle band che inseriscono pensieri politici nei loro testi? Pensate che l'idea politica ma anche religiosa possa influenzare la naturale evoluzione di una band che si affaccia nel mondo underground e successivamente nel mainstream?

 

 

Live and let live. Non trovo sbagliato parlare di politica a priori, bene o male ogni aspetto sociale che si affronti tratta di politica, quindi in senso lato anche i Katana Bloom parlano di politica. Certo lo facciamo con lo sguardo rivolto al Tutto, convinti che in un sistema (pseudo) democratico le scelte delle persone facciano ancora la differenza. Negli anni ‘60-’70 parlare di politica era necessario, in quegli anni la musica è stata anche politica, ma l’humus sociale era diverso. Al giorno d’oggi ci vuole molto fegato e molta credibilità per affrontare tematiche di questo genere e chi lo fa senza la necessaria coerenza rischia di passare per un poser. Esistono poi dei contesti musicali in cui la politica è ancora il main theme, ma sono nicchie.

Dopo una risposta così democristiana ritengo necessario specificare che ci stanno sul cazzo fascisti, neofascisti, nazi and so on. Ma quella non è politica è idiozia.

 

 

Team:

Per concludere l'intervista:

 

 

Fate rock n’ roll, ce n’è sempre più bisogno. E chiudete il cazzo di facebook ogni tanto.