Fabio Sansalone:

Come e quando avete scoperto di amare la musica metal?

 

 

Ognuno di noi ha un background e età diverse, ognuno di noi si è approcciato al metal in modo diverso e in tempi diversi. Per citare un paio di esempi: Doriana (Cantante Lirica) quando era piccola ascoltava generi  diversi e considerava il metal solo rumore; qualche anno dopo si è però ricreduta e il rumore è diventato improvvisamente musica; Francesco (Chitarrista), ha cominciato ad amare il metal all'età di 17 anni, quando per caso ha ascoltato per la prima volta "The Wicker Man" degli Iron Maiden in tv: da lì la voglia di scoprire tutta la loro discografia e di cominciare a suonare la chitarra elettrica.

 

 

Igor:

L'artwork di un album è molto importante, forse il primo approccio per un futuro nuovo fan. Voi con il vostro cosa volete trasmettere?

 

 

Il nostro artwork racchiude in effetti tutto ciò che raccontiamo nei nostri brani. Una persona che in un momento della sua vita non aveva un'immagine dettagliata del suo "Ego", ecco da qui il titolo dell'album "Faceless Mirror" "guardarsi allo specchio senza avere un volto".

 

 

Karen:

Avete un progetto in particolare come obiettivo? Qual è la vostra massima aspirazione? Come vi vedete da qui a qualche anno?

 

 

La nostra aspirazione sarebbe quella di poter definire i Kimera come gruppo aspirante professionista, ma per ora ci concentriamo nel far bene e cercare di comporre buona musica senza dimenticare di divertirsi e star bene con tutti i membri della band.

 

 

Irene Eva:

Il vostro è un lavoro autoprodotto o vi siete affidati ad un produttore? Perché questa scelta? Se vi siete affidati ad un produttore, come lo avete scelto? Con quali criteri avete compiuto le scelte di produzione?

 

 

La nostra band è abbastanza giovane, quindi abbiamo pensato ad un autoprodotto, il modo più semplice di poter esprimere qualcosa di nostro, poi chi lo sa se in futuro qualche produttore sarà interessato a noi, per ora continuiamo su questa strada.

 

 

Osten:

Da quale strumento nasce la realizzazione dei brani? Quale componente si occupa del songwriting?

 

 

Il songwriter della band è il chitarrista, Francesco, che dà la struttura principale alle canzoni, anche se in realtà ognuno di noi è libero di proporre idee e arrangiamenti propri nelle canzoni. In questo primo album la linea vocale e i testi sono stati affidati alla prima cantante, Marianna, che però non fa più parte della band per problemi personali; per i prossimi album ci penseranno Paola (tastierista), Tiziana (la nuova cantante) e Doriana.

 

 

Edoardo Napoli:

Cosa dovrebbe convincere il pubblico ad ascoltare proprio il vostro materiale in mezzo ad una concorrenza così vasta?

 

 

Pensiamo che il nostro forte sia il riuscire a combinare insieme due voci con due generi totalmente diversi, una che canta nel registro lirico, l'altra in uno più moderno, fondendole in un'unica melodia. Inoltre, anche se l'impronta della band è chiaramente quella del symphonic,  diverse nostre canzoni sono state ispirate da altri generi metal, dagli Iron Maiden agli Evanescence ai Lacuna Coil (tanto per fare un paio di esempi).

 

 

Alle Rabitti:

Rispetto a quando avete iniziato, com'è cambiata la vostra percezione di musica, considerato chi la compone e chi ne usufruisce?

 

 

Essendo al primo album, credo sia troppo presto parlare di un cambiamento di percezione della musica. Comunque si spera che in futuro riusciremo a crescere e a trovare altri motivi di ispirazione rimanendo sempre nel filone della musica symphonic.

 

 

Chris M.:

Guardando al vostro passato e da dove siete partiti, come vi vedete nel presente? Cosa possiamo aspettarci nel futuro?

 

 

Partire dall'idea di registrare l'album  per poi arrivare a fondare concretamente la band, trovarsi davanti alla prima difficoltà di trovare una cantante nuova, bravissima nell' imparare in poco tempo le canzoni nel farle sue e infine suonare live in vari locali cercando di migliorare sempre di piu... ecco questo è il passato - presente - futuro di noi Kimera.

 

 

Vale:

Rivolgendomi ad ognuno di voi: che altri hobby o passioni avete oltre alla musica?

 

 

Francesco: videogiochi.

Doriana: leggere e viaggiare.  

Matteo: surfare e viaggiare. 

Paola: leggere e scrivere.

Tiziana: scattare foto e andare al cinema. 

Bruno:ascoltare musica.

 

 

Matt Innerfrost:

Cosa pensate della scena attuale italiana?

 

 

Ora come ora, il metal sta attraversando un brutto periodo in Italia: sono sempre meno i locali che ti fanno suonare e sono sempre meno le persone che ti seguono. In questo Paese vanno di moda altri generi e alle band metal resta ben poco.

 

 

Davide Cantelmi:

Secondo voi cosa rende una band meritevole di aver successo?

 

 

Ciò che rende una band meritevole di aver successo è anzitutto la giusta armonia tra i vari membri della band, senza che nessuno domini sull'altro; poi, a livello pratico, un ottimo utilizzo di internet nel pubblicizzare e diffondere il proprio prodotto e un seguito che comunque non guasta mai.

 

 

Sandro Accardi:

Vivete grazie alla vostra musica? Se non è così, che mestiere fate?

 

 

Vorremmo tantissimo, ma purtroppo no. Ricordiamo che abbiamo diverse età e diversi tipi di formazione alle spalle, quindi facciamo cose diverse l'uno dall'altro: Doriana è studentessa universitaria alla Facoltà di Lingue e nel frattempo studia anche in Conservatorio; Francesco è spedizioniere; Paola è traduttrice; Bruno è dipendente statale; Tiziana è commessa e istruttrice di nuoto; Matteo è informatico.

 

 

Francesco "Laemoth" Peruzzi:

Cosa vi ha spinto ad iniziare a suonare? E come siete giunti alla scelta del genere da proporre?

 

 

Suoniamo per la pura e semplice voglia di fare musica divertendoci, la cosa che ci rende più uniti.Per quanto riguarda la scelta del genere musicale, il fondatore del gruppo e nostro songwriter, Francesco, aveva in mente per il cd uno stile metal, per questo motivo ha scritto i suoi pezzi per strumenti come la chitarra elettrica, il basso, la batteria e la tastiera. A questo tipo di complesso voleva, ed è riuscito, anche ad aggiungere una cantante, associandola ad un'altra voce femminile con impostazione lirica.

 

 

Matteo D'ermes:

Com'è il vostro rapporto con giornalisti e/o recensori e critici?

 

 

Essendo la nostra prima recensione, non possiamo ancora dirlo. Comunque la nostra idea è quella di renderci disponibili a chiunque voglia porci delle domande e approfondire la conoscenza sul nostro gruppo.

 

 

Possenreisser:

Se è senz'altro vero che di solito si porta il vissuto nella proposta musicale, come e in che misura è vero anche il contrario?

 

 

Secondo noi è impossibile fare musica senza mettere del proprio o senza, comunque, essere coinvolti in ciò che ci ispira.

 

 

Siberian Tiger:

A proposito dei testi : quanto il vostro luogo di origine ha influenzato voi e ciò che scrivete e componete? volete lasciare qualche messaggio in particolare attraverso i vostri brani?

 

 

Non possiamo rispondere a questa domanda con certezza,in quanto i brani sono della cantante che avevamo prima. Ma di una cosa siamo piuttosto sicuri: una delle sue fonti d'ispirazione maggiori non derivava tanto dalle sue origini sarde, quanto dall'amore che lei nutriva, e penso che nutra ancora, per la sua terra promessa: l'Islanda. Questo è evidente soprattutto nella canzone A Gift From The Sae, che rappresenta, almeno per come la vediamo noi, un viaggio verso la felicità e la serenità, dopo una serie di sofferenze e tormenti vissuti negli altri brani.

 

 

Robin Bagnolati:

Ad oggi, quante release avete pubblicato? Se sono più di uno, quale consigliereste ad un possibile nuovo fan per iniziare a conoscervi ed avvicinarsi alla vostra musica?

 

 

Abbiamo fatto uscire tutti i nostri brani su youtube per dare la possibilita a tutti di ascoltarci; un brano che consigliamo in particolare  è sicuramente Freedom, la prima canzone scritta con grande valore affettivo; per gli amanti di un genere più melodico, però, probabilmente consiglieremmo Crumbling.

 

 

Barabba:

Che effetti usate quando suonate? Sono gli stessi che poi utilizzate per registrare?

 

 

Si, usiamo semplici effetti che utilizziamo sia per i live che per le registrazioni : chitarra con distorsore delay e chorus, tastiera con synth, basso normale e per concludere le due voci con un po d'eco e delay.

 

 

Team:

Per concludere l'intervista...

 

 

Un ringraziamento a tutti voi  per questa intervista, invitiamo tutti ad ascoltare i nostri brani e visitare la nostra pagina facebook:

https://www.facebook.com/kimerafacelessmirror