Fabio Sansalone:

Come e quando avete scoperto di amare la musica metal?

 

 

Penso che alcune cose esistano dal profondo a prescindere da tutto, direi da sempre, anche se devo dire l'adolescenza è stata il periodo della scoperta vera e propria.

 

 

Igor:

L'artwork di un album è molto importante, forse il primo approccio per un futuro nuovo fan. Voi con il vostro cosa volete trasmettere?

 

 

Vorremmo rappresentare il nostro mondo, il modo di mettere la nostra musica in maniera visiva, rappresentando le atmosfere cupe e intime del nostro sound.

 

 

Karen:

Avete un progetto in particolare come obiettivo? Qual è la vostra massima aspirazione? Come vi vedete da qui a qualche anno?

 

 

Il nostro unico progetto è quello di fare musica perchè ci fa stare bene con noi stessi, poi se un giorno piacerà anche a qualcun'altro ben venga. Tra qualche anno saremo comunque e sempre dei musicisti.

 

 

Irene Eva:

Il vostro è un lavoro autoprodotto o vi siete affidati ad un produttore? Perché questa scelta? Se vi siete affidati ad un produttore, come lo avete scelto? Con quali criteri avete compiuto le scelte di produzione?

 

 

Siamo completamente autoprodotti, non possiamo permetterci un produttore.

 

 

Osten:

Da quale strumento nasce la realizzazione dei brani? Quale componente si occupa del songwriting?

 

 

Il cantante Mattia si occupa della scrittura dei pezzi, poi in sala ci lavoriamo assieme e riordiniamo le idee. Un canzone può nascere in mille modi, spesso nel nostro caso nasce direttamente dalla testa di Mattia che la sente suonare già come dovrebbe essere.

 

 

Edoardo Napoli:

Cosa dovrebbe convincere il pubblico ad ascoltare proprio il vostro materiale in mezzo ad una concorrenza così vasta?

 

 

Il fatto che i nostri pezzi sono molto belli :-)

 

 

Alle Rabitti:

Rispetto a quando avete iniziato, com'è cambiata la vostra percezione di musica, considerato chi la compone e chi ne usufruisce?

 

 

La musica adesso è piu' vera che mai, forse proprio perchè la creiamo senza alcuna aspettativa, mentre all'inizio volevamo solamente fare musica per diventare delle RockStar!

 

 

Chris M.:

Guardando al vostro passato e da dove siete partiti, come vi vedete nel presente? Cosa possiamo aspettarci nel futuro?

 

 

Tanta buona musica e voglia di far saltare chi ci verrà a vedere. Solo questo.

 

 

Vale:

Rivolgendomi ad ognuno di voi: che altri hobby o passioni avete oltre alla musica?

 

 

Lo sport per tutti è tre! poi dobbiamo anche lavorare per vivere e a questo punto non avanza molto tempo.

 

 

Matt Innerfrost:

Cosa pensate della scena attuale italiana?

 

 

Ricca e vivace nel suo underground, povera...sempre piu' povera nel mainstream e nella cultura di massa del nostro popolo. Purtroppo fin da bambini non viviamo la musica come dovrebbe essere, cioe' una delle cose piu' belle e armoniose del mondo.

 

 

Davide Cantelmi:

Secondo voi cosa rende una band meritevole di aver successo?

 

 

L'originalità in primis. Essere unici porta alla grandezza.

 

 

Sandro Accardi:

Vivete grazie alla vostra musica? Se non è così, che mestiere fate?

 

 

Ovviamente non viviamo di musica, siamo 2 fisioterapisti e un agente immobiliare!

 

 

Francesco "Laemoth" Peruzzi:

Cosa vi ha spinto ad iniziare a suonare? E come siete giunti alla scelta del genere da proporre?

 

 

Cosa ci ha spinto non lo so, la scelta del genere arriva dalla nostra cultura musicale adolescenziale. Noi siamo stati adolescenti negli anni 90, dunque quel periodo indubbiamente ci ha segnato.

 

 

Matteo D'ermes:

Com'è il vostro rapporto con giornalisti e/o recensori e critici?

 

 

Per il momento li apprezziamo perchè si interessano a noi e a farlo non sono in molti.

 

 

Possenreisser:

Se è senz'altro vero che di solito si porta il vissuto nella proposta musicale, come e in che misura è vero anche il contrario?

 

 

Il vissuto c'è per quanto ci riguarda. Solo quello direi. Il contrario si manifesta se vuoi scrivere canzoni con l'idea che debbano piacere a tutti. Errore grossolano.

 

 

Siberian Tiger:

A proposito dei testi: quanto il vostro luogo di origine ha influenzato voi e ciò che scrivete e componete? volete lasciare qualche messaggio in particolare attraverso i vostri brani?

 

 

I nostri testi rappresentano il disagio costante della nostra società, rabbia, difficoltà economiche, amore, droga, sesso, divertimento, noi, odio. Emozioni vive.

 

 

Robin Bagnolati:

Ad oggi, quante release avete pubblicato? Se sono più di uno, quale consigliereste ad un possibile nuovo fan per iniziare a conoscervi ed avvicinarsi alla vostra musica?

 

 

La nostra band nasce nel 2016 e ad oggi ha poco da raccontare, ma siamo nati dalle ceneri degli x-ray life, un progetto che aveva raccolto buoni consensi, vi consiglio il brano "665 inside" che rappresenta bene lo sviluppo che gli x-ray life hanno preso nel diventare i "Mister sin".

 

 

Team:

Per concludere l'intervista...

 

 

Seguiteci nel 2016, uscirà il nostro primo disco, il primo video, e scoprirete quanto siamo unici e profondi!!! Grazie a tutti. Vi aspettiamo nel nostro mondo.