Fabio Sansalone:

Come e quando avete scoperto di amare la musica metal?

 

 

Siamo tutti relativamente giovani (dai 17 ai 25 anni) e, chi più chi meno, abbiamo tutti scoperto la musica metal nell'adolescenza incominciando con i gruppi storici come gli Iron Maiden, i Judas Priests, Manowar, ma anche gli Evanescence, ascoltati per caso da amici, compagni di scuola o dai genitori. Poi pian piano siamo tutti passati anche a generi più estremi e complessi.

 

 

Igor:

L'artwork di un album è molto importante, forse il primo approccio per un futuro nuovo fan. Voi con il vostro cosa volete trasmettere?

 

 

Siamo assolutamente d'accordo con voi! Il nostro artwork è molto simbolico e ha diversi livelli di lettura. Rappresenta una clessidra in cui nella parte superiore c'è acqua che scorrendo nella parte inferiore si trasforma in teschi, dove la clessidra simboleggia il tempo che passa che trasforma la vita (l'acqua) in morte (i teschi). Questo in primo luogo è simbolo delle tematiche dell'album, dal titolo "Creeping Time", che trattano di come le persone reagiscono al passare del tempo e cosa il tempo pian piano ci toglie. Ma, in realtà, questa copertina ha anche un secondo livello di lettura legato al concept che sta dietro la band stessa. Infatti alla base di tutti gli aspetti della band (dalla musica alle scelte visive) c'è la dualità e il contrasto. Per fare solo qualche esempio basti pensare alla scelta di avere due voci principali opposte (clean/lirica e scream/growl), così come musicalmente di unire parti leggere a parti estreme o la decisione di basare tutto il nostro aspetto visivo sul contrasto bianco/nero o i simboli alchemici del sole e della luna nel nostro logo. Volevamo che questo fosse presente anche nella copertina e siamo riusciti a concretizzarlo con il binomio e contrasto tra la vita e la morte, cioè l'acqua e i teschi dell'artwork.

 

 

Karen:

Avete un progetto in particolare come obiettivo? Qual è la vostra massima aspirazione? Come vi vedete da qui a qualche anno?

 

 

Noi come band abbiamo sempre dato il massimo fin dall'inizio. Certo, come credo la maggior parte di chi incomincia questo percorso, il sogno è un giorno riuscire ad arrivare a livelli professionali, ma per quanto riguarda obiettivi concreti, ce ne poniamo di volta in volta di sempre più ambiziosi, ma con il giusto ordine e senza "bruciare le tappe". Il primo passo è stato trovare una line-up definitiva e stabile, quindi consolidarla facendo ccncerti prima nella nostra zona, poi in tutta Italia e infine siamo arrivati ad incidere il nostro primo album che sarà distribuito dall'etichetta canadese Maple Metal Records. Se quando abbiamo fondato la band ci avessero detto una cosa del genere, di sicuro non ci avremmo creduto! Quindi chissà cosa ci riserverà il futuro, quello che è certo è che continueremo a dare il massimo come abbiamo fatto finora.

 

 

Irene Eva:

Il vostro è un lavoro autoprodotto o vi siete affidati ad un produttore? Perché questa scelta? Se vi siete affidati ad un produttore, come lo avete scelto? Con quali criteri avete compiuto le scelte di produzione?

 

 

Il nostro album, a parte qualche prezioso consiglio da parte del tecnico del suono Alessio Sogno in studio di registrazione, è completamente autoprodotto. Non è stato facile, ma per noi è stato molto importante. "Creeping Time" è il nostro primo lavoro, l'album con cui ufficialmente ci presentiamo come band. Per questo volevamo che fosse davvero una rappresentazione del nostro percorso musicale fino ad ora e questo potevamo ottenerlo solo avendo il completo controllo dei brani dalla composizione, agli arrangiamenti, fino alla registrazione, mix e mastering. Nel bene e nel male, questo album rispecchia appieno ciò che siamo ora e ciò che siamo in grado di proporre con le nostre forze.

 

 

Osten:

Da quale strumento nasce la realizzazione dei brani? Quale componente si occupa del songwriting?

 

 

Dipende dal tipo di brano. La maggior parte dei pezzi dell'album sono nati da riff e parti di chitarra create da Insanus e Decadence, su cui poi successivamente la band ha arrangiato tutti gli strumenti e integrato con nuove idee. Per l'intro e i pezzi più leggeri dell'album, invece, ci è venuto naturale affidarci a idee del nostro tastierista Hyde, vista la sua dimestichezza nel comporre quel tipo di brani. In ogni caso, per le nuove canzoni stiamo provando nuovi modi di composizione che coinvolgano di più tutti i membri fin dalle prime fasi della creazione del pezzo.

 

 

Edoardo Napoli:

Cosa dovrebbe convincere il pubblico ad ascoltare proprio il vostro materiale in mezzo ad una concorrenza così vasta?

 

 

Ovviamente non possiamo dire di aver fatto qualcosa di completamente nuovo e mai sentito, ma nel metal (uno dei generi più adatti alle più svariate sperimentazioni) sia nei sottogeneri più old school e consolidati che in quelli più nuovi e moderni c'è troppo l'abitudine di riproporre sempre gli stessi schemi, gli stessi percorsi già fatti da altri. Siamo una band giovane e al suo primo album, ma quello che ci sentiamo di poter dire è, invece, di aver creato qualcosa di nostro, mescolando influenze da vari generi senza pensare se rompevamo o no qualcuno degli schemi imposti da chi vuole rimanere in un genere solo. Questo ovviamente è un rischio, non possiamo andare sul sicuro puntando sui fan di un determinato genere, ma almeno sia nel caso in cui la nostra musica piacerà oppure no potremo dire che è merito o colpa nostra. Ed è anche per questo motivo che, non trovando che nessun sottogenere esistente si adattasse perfettamente alla nostra proposta, abbiamo deciso di coniare il termine "Light and Dark Metal" che pensiamo descriva al meglio ciò che vogliamo esprimere con i nostri pezzi.

 

 

Alle Rabitti:

Rispetto a quando avete iniziato, com'è cambiata la vostra percezione di musica, considerato chi la compone e chi ne usufruisce?

 

 

Tanto e poco, dipende dai punti di vista. Quando abbiamo cominciato la formazione era diversa, con solo la voce growl e senza tastiere. Aver poi aggiunto una voce femminile e un tastierista alla line-up ci ha fatto anche evolvere enormemente come sound e come veniamo visti e ci presentiamo sotto tutti gli aspetti della band. Quindi, se da quel punto di vista, dall'inizio della band a ora, molto è cambiato. Invece, dal punto di vista nostro di come la viviamo e di composizione e stile, siamo sempre stati coerenti. Infatti, anche se innegabilmente ci siamo evoluti molto e continueremo sicuramente a farlo, il nostro "marchio di fabbrica" c'è sempre stato fin dall'inizio della band ed è rimasto immutato.

 

 

Chris M.:

Guardando al vostro passato e da dove siete partiti, come vi vedete nel presente? Cosa possiamo aspettarci nel futuro?

 

 

Il percorso della nostra band crediamo sia stato abbastanza classico. Quando abbiamo incominciato era per tutti la prima band "seria" ed eravamo parecchio inesperti. Da lì per nostra scelta il nostro cammino è stato molto graduale, cosa che ci ha permesso di affrontare le varie sfide al momento giusto. Ovviamente, anche se siamo ancora all'inizio del nostro percorso, abbiamo già fatto molta gavetta. Quindi sì, di sicuro rispetto all'inizio siamo più esperti e ci sentiamo anche sicuri di noi stessi specialmente sul palco e più uniti come band. E per il futuro... c'è sempre da imparare e migliorarsi e noi ce la metteremo sempre tutta per continuare a farlo. Nell'immediato futuro, ad Aprile uscirà il nostro primo album e saremo quindi molto impegnati con la promozione anche live, ma non dimenticheremo di sicuro il lavoro di composizione!

 

 

Vale:

Rivolgendomi ad ognuno di voi: che altri hobby o passioni avete oltre alla musica?

 

 

Tutti noi abbiamo delle vite abbastanza frenetiche e la musica ci occupa quasi totalmente il tempo che possiamo dedicare al tempo libero, tra prove, allenamenti a casa e tempo dedicato a gestire gli altri aspetti non musicali della band! Questo non ci permette di avere altri hobby regolari, come sport praticati a livello agonistico o cose del genere. In ogni caso, oltre la musica abbiamo tante altre passioni in comune oltre alla musica, come quella per la montagna o per il cinema!

 

 

Matt Innerfrost:

Cosa pensate della scena attuale italiana?

 

 

Attualmente la scena underground italiana è molto viva e presente. E forse questo è anche il suo punto di debolezza: tra tante band che ci sono, ovviamente, ce ne sono tante davvero originali e che ci invidiano in tutto il mondo e altre decisamente più discrete. Non essendoci, però, una vera meritocrazia nella scena, tutte le band sono in uno stesso calderone in cui le band migliori, e alcune volte anche quelle eccellenti, si perdono e vengono confuse in mezzo alla marea delle band "clone" o meno interessanti. Voler sempre dire che le band sono "tutte uguali" purtroppo ha l'effetto di abbassare tutte le band più meritevoli al livello delle altre, impedendole di avere le occasioni che avrebbero potuto avere in tanti altri paesi.

 

 

Davide Cantelmi:

Secondo voi cosa rende una band meritevole di aver successo?

 

 

Sarebbe facile dire "conta solo la buona musica", ma purtroppo non è così, anche se ovviamente quello rimane uno dei fattori più importanti. A nostro parere, una band merita il "successo" quando cura ed eccelle in tutti gli aspetti della band a 360 gradi: dalla presenza scenica a grafiche professionali, dal merch a video che siano davvero belli da vedere (e non solo contorno alla musica), ma anche la qualità di registrazione e l'originalità. Solo unendo insieme tutti questi elementi si dimostra che una band vale qualcosa e, prima di tutto, che gli stessi membri della band sono i primi a credere nel progetto (e se non lo credono loro, chi dovrebbe farlo?). A questo proposito facciamo sempre l'esempio di un ristorante dove il cibo sì è buono, ma il locale è fatiscente, i bagni rotti, è sporco, ecc... e un altro con lo stesso cibo, dove invece tutto è completamente ristrutturato, magari c'è anche una bella insegna e così via. Ovviamente, se non ci siete mai stati, per scegliere in quale ristorante andare non potrete conoscere la qualità del cibo, ma vi affiderete agli altri fattori per decidere. Per questo quando qualcuno investe saggiamente sia a livello di tempo che di denaro sulla propria musica (come il proprietario del secondo ristorante) si merita, secondo noi, di avere più "successo" di chi invece non lo fa.

 

 

Sandro Accardi:

Vivete grazie alla vostra musica? Se non è così, che mestiere fate?

 

 

No, purtroppo no! In realtà la maggior parte di noi sta ancora studiando chi all'università, chi alle superiori. Ainwen (la cantante) ha studiato per diventare parrucchiera e Decadence e Hephaestus (chitarra e basso) come elettricisti e stanno cercando un'occupazione fissa in quel senso.

 

 

Francesco "Laemoth" Peruzzi:

Cosa vi ha spinto ad iniziare a suonare? E come siete giunti alla scelta del genere da proporre?

 

 

Di sicuro la passione, non solo verso un genere musicale, ma per tutto ciò che comporta creare musica e proporla dal vivo. Certamente ci sono tanti sacrifici, ma anche tante soddisfazioni. Ancora non è uscito il nuovo album e stiamo già sperimentando e componendo per quelli che saranno i nuovi brani, ogni volta che scendiamo dal palco non vediamo l'ora di tornarci... sicuramente è per

tutto questo che abbiamo incominciato e che continuiamo! Per quanto riguarda il genere da proporre, in realtà non ci siamo mai posti troppo il problema. I primi pezzi sono nati con i due chitarristi Decadence e Insanus che semplicemente si incontravano e scrivevano ciò per cui in quel momento erano ispirati e questa naturalezza e voglia di non metterci nessun limite l'abbiamo mantenuta sempre. Ovviamente siamo influenzati dai generi che ascoltiamo maggiormente e, quindi, la musica che è uscita dalla band è sicuramente la somma delle sette influenze e gusti dei singoli membri, ma non è stata una cosa decisa a tavolino. Questo ha reso i vari brani di sicuro vari, ma allo stesso tempo con un "marchio di fabbrica" tutto nostro, in quanto non ci siamo mai voluti forzatamente ricondurre a schemi di un solo genere.

 

 

Matteo D'ermes:

Com'è il vostro rapporto con giornalisti e/o recensori e critici?

 

 

Per quel poco che abbiamo avuto finora, ottimo. Per ora il nostro rapporto è stato limitato (come in questo caso) a interviste su scritte o radio e con i giornalisti per la divulgazione delle news riguardo la band, specialmente per le webzines. Tra pochissimo, invece, con l'uscita del l'album, sicuramente avremo più rapporti anche con recensori e critici. In ogni caso, sappiamo che non è un lavoro facile recensire un album rimanendo obiettivi e abbiamo comunque il massimo rispetto di tutte le opinioni sulla nostra musica, sia che vengano da recensori che da fan tramite messaggi o post sulla nostra pagina.

 

 

Possenreisser:

Se è senz'altro vero che di solito si porta il vissuto nella proposta musicale, come e in che misura è vero anche il contrario?

 

 

In effetti, anche se sono l'una il contrario dell'altra, entrambe le due affermazioni sono vere per quanto riguarda la genesi della nostra musica, in particolare dei testi. Molte volte, anzi quasi sempre, l'idea del testo parte da una nostra esperienza vissuta: un ricordo, una sensazione, un dolore che abbiamo provato, ecc... Ma poi per metterlo su carta, partendo da quello spunto, cerchiamo sempre di astrarre il concetto, renderlo generale partendo dall'esperienza particolare che abbiamo vissuto.

 

 

Siberian Tiger:

A proposito dei testi: quanto il vostro luogo di origine ha influenzato voi e ciò che scrivete e componete? volete lasciare qualche messaggio in particolare attraverso i vostri brani?

 

 

No, nel nostro caso il luogo geografico dove viviamo ha influenzato davvero poco o niente la stesura dei nostri testi. I nostri brani parlano di argomenti più filosofici e intimistici, sulla natura dell'uomo. In particolare, come accennavamo prima, le tematiche di questo primo album ruotano tutte intorno al tempo e che effetti ha su di noi il passare del tempo stesso, da qui la decisione di scegliere "Creeping Time" come titolo.

 

 

Team:

Per concludere l'intervista...

 

 

Grazie a Insane Voices Labirynth per questo spazio e a tutti voi che siete arrivati a leggere fino a qua! E ricordate di cercarci su Facebook, Youtube e tutti gli altri social e che l'8 Aprile uscirà il nostro primo album "Creeping Time"! Ciao a tutti!