Fabio Sansalone:

Come e quando avete scoperto di amare la musica metal?

 

 

- Black Wolf: Personalmente ho iniziato all'incirca 13 anni fa grazie alle rare volte che Mtv trasmetteva in orario pomeridiano un po' di Metal. In più sono sempre stato circondato da persone dai gusti molto variegati in fatto di musica, ciò ha contribuito molto alla mia crescita musicale fra cui anche quella Metal. Diciamo però che la passione vera e propria ho iniziato a svilupparla 8 anni fa grazie ad un'improvvisa brama di conoscenza musicale, specialmente Underground locale. Ciò mi ha portato a iniziare a suonare e cantare, a dare il via ad una serie di video di supporto su Youtube e a macinare più concerti possibile. Anche gli altri ragazzi hanno una storia più o meno simile, Necro essendo mio fratello ha più o meno effettuato lo stesso percorso, Krieger ha iniziato in maniera differente e quando ci siamo incontrati la prima volta aveva già una buona esperienza alle spalle mentre per The Hanged posso dire che è stata l'esperienza NecroCommand ad avviarlo meglio allo sviluppo di questa passione.

 

- J. Krieger: In realtà, io personalmente ho iniziato ad ascoltare la musica in generale (in questo senso intendo seguire veramente) da quando avevo 11 anni con i red hot chili peppers principalmente e poi sono passato a tutta quella roba Nu/Alternative Metal che era di moda nei primi anni 00' per poi, verso i 15/16 anni iniziare ad ascoltare metal in senso stretto, iniziai da diversi gruppi power famosi per poi passare al death melodico e al thrash/death, mio genere preferito da sempre. Ho sempre amato gruppi più barbari e "bellici" alla Sodom, Sarcòfago, primi Sepultura, Slayer, Kreator e simili. Apprezzo anche il thrash melodico anche se meno, di base mi sono sempre ispirato al death/thrash brasiliano e tedesco.

 

 

Igor:

L'artwork di un album è molto importante, forse il primo approccio per un futuro nuovo fan. Voi con il vostro cosa volete trasmettere? 

 

 

- Black Wolf: L'artwork di Iscariot voleva dare la percezione di una sinistra malignità. Avevamo una bozza di partenza che però è stata completamente stravolta grazie al lavoro di Marek del Chainsaw Ritual Artworks (che ringrazio ancora). La raffigurazione di copertina mostra Giuda nel momento in cui sta per suicidarsi e la scelta dei colori e dello stile di modifica del disegno (un chiaroscuro rosso e nero), aiuta a far percepire a chi lo vede, un senso di inquietudine pur rimanendone abbastanza accattivato. 

 

 

Karen:

Avete un progetto in particolare come obiettivo? Qual è la vostra massima aspirazione? Come vi vedete da qui a qualche anno?

 

 

- Black Wolf: Io penso che la nostra massima aspirazione sia il poter suonare in giro per il mondo, conoscere persone ed altre bands, parlare con gli artisti che ci hanno influenzato e magari condividere il palco con loro. Il tutto però dettando noi le nostre regole: siamo una band di carattere e non ci piacciono le mentalità più "industriali". Obiettivi particolari non ne abbiamo, lavoriamo in base a come ci sentiamo di lavorare e ci piace così. Per quanto riguarda una possibile visione futura: io ci vedo in giro per i palchi di tutta Italia a fare il solito macello sopra e sotto lo stage!

 

- J.Krieger - Tra qualche anno immagino che avremo album più evoluti sia a livello qualitativo e compositivo, il nostro obiettivo è fare musica di qualità, macabra e oscura, cercheremmo di rendere la nostra musica sempre più tetra e "doomeggiante" alla primi Morbid Angel, Gorement, Sarcòfago e altri gruppi che sono sia molto potenti e veloci ma allo stesso tempo oscuri e lenti perché di base vogliamo trasmettere una atmosfera maligna e coinvolgente col nostro sound. Massima aspirazione? Non chiedo altro se non poter suonare il massimo possibile e soprattutto all'estero. Siamo persone realiste e sappiamo che non proponiamo niente che si possa considerare "rivoluzionario" o "nuovo" e che sperare in una fama mondiale mainstream sia follia, ma credo anche che soprattutto all'estero sappiano ancora valorizzare la buona musica e che con le mosse giuste potremo almeno diventare in nome notevole nella scena underground internazionale.. Certo ci vorrà tanto lavoro ma le sfide non ci spaventano!

 

 

Irene Eva:

Il vostro è un lavoro autoprodotto o vi siete affidati ad un produttore? Perché questa scelta? Se vi siete affidati ad un produttore, come lo avete scelto? Con quali criteri avete compiuto le scelte di produzione?

 

 

- Black Wolf: Tutto autoprodotto per il momento, principalmente perché non avevamo molta conoscenza di labels con attitudine e che non ti trattano come un operaio. Adesso che ci siamo mossi un po' più affondo nel panorama però, siamo in grado di valutare alcune opzioni che non contrastino la nostra filosofia di base. 

 

 

Osten:

Da quale strumento nasce la realizzazione dei brani? Quale componente si occupa del songwriting?

 

 

- Black Wolf: Principalmente da chitarra e basso ed il più delle volte compongo io o comunque modifico o ri arrangio. Pur non essendo un gran che a livello tecnico, riesco ad ottenere risultati che soddisfano sia me che il resto della band e soprattutto, da quello che abbiamo visto finora: anche il pubblico.

 

 

Edoardo Napoli:

Cosa dovrebbe convincere il pubblico ad ascoltare proprio il vostro materiale in mezzo ad una concorrenza così vasta?

 

 

- Black Wolf: La proposta non è niente di nuovo ovviamente, sarei un pazzo o uno sprovveduto a dire qualcosa del genere. Però se guardiamo il panorama Death moderno, come un po' tutto il Metal in generale, a parte nell'Underground è tutto molto amalgamato come produzioni e proposta. Alle volte può stancare ascoltare band diverse che però suonano uguali, pur restando coerenti con la propria attitudine. Penso che le persone si possano interessare a band come noi perché siamo un po' diversi pur non facendo nulla di diverso o avanguardistico. 

 

- J. Krieger - Facciamo musica bella, abbiamo personalità oltre molta voglia di fare e attitudine, pur sapendo che il nostro sound non è nulla di nuovo o originale credo che nell'ambito almeno siamo avanti e ci facciamo distinguere rispetto a molte band del genere, specie se parliamo della scena locale (toscana in questo caso) che a mio parere è mezzo morta ultimamente, quindi localmente parlando, di band che fanno un genere simile ne vedo poche, quindi poca concorrenza. Ovviamente internazionalmente parlando il discorso cambia ma resto dell'idea che nell'ambito restiamo validi e ci facciamo distinguere nonostante la proposta non sia "rivoluzionaria"

 

 

Alle Rabitti:

Rispetto a quando avete iniziato, com'è cambiata la vostra percezione di musica, considerato chi la compone e chi ne usufruisce?

 

 

- Black Wolf: Penso che più o meno sia la stessa, abbiamo sempre avuto un grande rispetto per il pubblico, difatti ci piace mantenere un'atmosfera rilassata ed amichevole durante i live. Ci lasciamo spesso andare a battute sul palco e come "frontman", cerco di coinvolgere chi ci è venuto a vedere in qualsiasi maniera, anche al di là dell'headbanging. Inoltre noi non siamo assolutamente anti pirateria. Ovviamente non la incoraggiamo con gli altri, specie se le bands sono più piccole tipo la nostra, però personalmente parlando: chiunque può scaricare quello che vuole dei NecroCommand e spargerlo in giro come un morbo, noi comunque ci guadagniamo in visibilità e in persone che vengono agli show perché ci hanno sentito su qualche piattaforma digitale. Anche per questo promuoviamo la cultura del live e spingiamo sempre i nostri fan a supportare i locali, i promoters e tutti gli addetti ai lavori, oltre che le bands.  

 

 

Chris M.:

Guardando al vostro passato e da dove siete partiti, come vi vedete nel presente? Cosa possiamo aspettarci nel futuro?

 

 

- Black Wolf: Abbiamo avuto una bella evoluzione, adesso possiamo definirci una band vera e propria. Per il futuro posso solo dire che l'unica certezza, sarà la coerenza e l'attitudine. La nostra musica di sicuro si evolverà e forse in maniere che nemmeno io sono in grado di prevedere ma lo spirito, sarà sempre lo stesso. 

 

 

Vale:

Rivolgendomi ad ognuno di voi: che altri hobby o passioni avete oltre alla musica?

 

 

- Black Wolf: Mi piace scrivere ma non lo faccio assiduamente. Mi piacciono anche i giochi di carte collezionabili ed il gioco di ruolo fantasy. Sono anche un appassionato di armi (sia bianche che da fuoco), tecnologia e storia militare, oltre che di scienze tra cui paleontologia, entomologia, astronomia e molte altre. Mi diverte cucinare, praticare un po' di attività fisica e devo ammettere che ho il pallino per i videogiochi.   

 

- J. Kriger - Diversi hobby li condivido con Black Wolf. Amo anche io le armi da fuoco e non, giochi di carte collezionabili e di ruolo. Mi interessa abbastanza la politica, antropologia, religione, medicina e psicologia di base. Pratico krav maga e nuoto oltre suonare, non sto fermo un secondo e consiglio a tutti di darsi da fare nella vita e per se stessi. Credo che solo essendo produttivi e attivi possiamo goderci la vita pienamente. 

 

- The Hanged: Direi il cinema, spesso quello di nicchia e indipendente, riguardante genere grottesco, eccessivo, disturbante ma a caratteri filosofici, ovviamente senza dimenticare i grandi maestri; inoltre questa passione si riflette su letture di vario genere inserendo oltre ai generi precedenti opere riflessive e poesie. Altre passioni sono sicuramente quella delle moto sia d'epoca che moderne, della sana attività fisica e il mondo della tecnologia e informatica.

 

- Necro: Oltre alla musica mi dedico molto allo sport, in particolare al basket, di cui nutro una forte passione fin da quando ero piccolo. Seguo anche con interesse il mondo dei motori tra cui formula 1 e moto GP, sviluppatosi grazie anche ai videogiochi, ultima ma non per importanza è la pasticceria, che grazie a mia zia che ne ha dato il via ho cominciato a coltivare una vera e propria passione, quasi ossessione, che mi ha fatto andare avanti per parecchi anni fino a farla diventare la mia professione.

 

 

Matt Innerfrost:

Cosa pensate della scena attuale italiana?

 

 

- Black Wolf: Molto ben fornita sia a livello Underground che non. Certo, molti amano fare le prime donne ed imporre il proprio pensiero e modo di fare ma per esperienza personale, posso dire con assoluta sicurezza che siamo pieni di bands che demoliscono i locali quando suonano, non importa dove o quando. Siamo messi male a livello di promozione ed organizzazione, abbiamo questa strana cultura sempre incentrata al servilismo verso l'industria, verso i "grandi numeri", anche in generi di nicchia. Quindi se qualcuno vuole fare il promoter, finisce sempre per chiamare un nome grosso e mettergli come spalla magari qualche suo amico che non c'entra niente con la proposta dell'headliner. Questo divide il pubblico e soprattutto aumenta la proliferazione dei "casuali", che comunque sia ci rimettono perché magari loro, volevano stare al pub a farsi gli affari propri, invece che passare ore fuori da un locale per vedere una sola band.  

 

- J.Krieger: A livello underground senz'altro come all'estero è ben fornita e di ottima qualità. Il problema resta il solito: Il pubblico. Molti non danno supporto alle band e hanno una mentalità molto individualista e passiva nei confronti della musica, questo quando non fanno anche le prime donne come detto da Black Wolf. Poi sappiamo che in Italia come gli altri paesi del mediterraneo europeo non ci sia stata mai una "mentalità" metal come c'è stata in Germania, USA e scandinavia ad esempio, ma per quello dobbiamo metterci l'anima in pace e guardare in avanti. 

 

 

Davide Cantelmi:

Secondo voi cosa rende una band meritevole di aver successo?

 

 

- Black Wolf: Attitudine, personalità, coerenza e voglia di fare anche più di quello che si potrebbe. 

 

- J.Kriger - Musica di qualità, Attitudine e perseveranza.

 

- Necro: Mentalità, attitudine, voglia di fare e spirito di sacrificio.

 

 

Sandro Accardi:

Vivete grazie alla vostra musica? Se non è così, che mestiere fate?

 

 

- Black Wolf: Purtroppo no, io sono il classico ragazzo alle prime armi che fa un po' di questo, un po' di quell'altro, un tirocinio di qui ed uno di là. La cosa buona è che sono aperto a qualsiasi tipo di mestiere non specialistico, la cattiva è che le possibilità di una carriera sono misere, vedremo come va con la musica!

 

- J.Kriger - No e non ci spero nemmeno, per me è una passione e non un lavoro o almeno non dovrebbe esserlo. Credo che il "dio denaro" abbia distrutto quasi tutte le forme d'arte esistenti, tali cose andrebbero sostenute dal governo stesso a mio parere ma parlare di ciò si rischierebbe di andare "off topic". Io lavoro in una lavanderia per ora e spero di poter trovare qualcosa di meglio in futuro. 

 

- The Hanged: Al momento frequento sempre studi liceali e parallelamente studi musicali per un possibile futuro in questo ambiente; pensando negativamente rimane sempre qualche sbocco universitario ma sarebbe bello essere retribuiti facendo ciò che piace fare ad ognuno di noi, alla fine è il sogno di tutti, nel mio caso è per l'appunto la musica.

 

- Necro: Per il momento no, ho da poco ripreso gli studi frequentando un corso serale nella stessa scuola che avevo abbandonato a 16 anni, certo, sarebbe una gran cosa  riuscire a guadagnare qualcosa, ma una passione a volte è meglio che rimanga tale.

 

 

Francesco "Laemoth" Peruzzi:

Cosa vi ha spinto ad iniziare a suonare? E come siete giunti alla scelta del genere da proporre?

 

 

- Black Wolf: La voglia di provare ed il sogno di diventare come quelle persone che ascoltavi in cassetta o su di un vinile e poi andavi a vedere live. La scelta della proposta è stata più che altro relativa al periodo. Io uscivo da due esperienze musicali: la prima era thrash melodico americano, la seconda thrash/death. A quel punto mi sono semplicemente fermato a pensare su cosa volessi fare ed ho proposto il progetto a Necro, mio fratello. Da lì siamo partiti. 

 

-Necro: Principalmente e inconsapevolmente è stato mio fratello, andavo spesso a vedere le prove dei gruppi in cui ha suonato e anche ai concerti, da lì preso in mano il basso e mi sono detto "voglio provarci anche io". La scelta del genere è stata abbastanza dura, soprattutto perchè non avevo davvero le idee chiare su quello che volevo fare, il progetto iniziale era puntato sul thrash metal dal nome Thanathos, poi decisi di coinvolgere anche Enrico e da lì sono nati i NecroCommand. Le canzoni avevano molto l'impronta del thrash, ma con l'andare avanti abbiamo optato sul thrash/death.

 

 

Matteo D'ermes:

Com'è il vostro rapporto con giornalisti e/o recensori e critici?

 

 

- Black Wolf: Penso come con il pubblico, chiunque può fermarci, farci un paio di domande o scrivere una recensione su di un nostro lavoro. La cosa che però devo sottolineare è che essendo noi una band ferma sulle proprie posizioni, indipendentemente dai pareri altrui continuiamo sulla nostra linea. Non che non accettiamo consigli, un "impara a suonare Black Wolf" è sempre gradito ma di certo non ci mettiamo a fare Pop se la critica non ci soddisfa. 

 

 

Possenreisser:

Se è senz'altro vero che di solito si porta il vissuto nella proposta musicale, come e in che misura è vero anche il contrario?

 

 

- Black Wolf: Dipende dalla mentalità con cui ci si approccia alla musica. Molti, anche in altri generi, semplicemente propongono il loro pacchetto di influenze e poi magari vengono scovati da qualche talent scout ed allora cambia tutto. Altri invece partono già con il presupposto di proporre qualcosa che possa avere riscontro di massa sfruttando il trend del momento, noncuranti delle loro influenze. In sostanza dipende da che occasioni capitano e da come ognuno le sfrutta. 

 

 

Siberian Tiger:

A proposito dei testi: quanto il vostro luogo di origine ha influenzato voi e ciò che scrivete e componete? volete lasciare qualche messaggio in particolare attraverso i vostri brani?

 

 

- Black Wolf: Italian Bastards per citare i Violentor e non aggiungo altro in merito. Comunque no non abbiamo un messaggio particolare, anche perché le nostre canzoni parlano principalmente di occultismo, persecuzioni e sadismo, quindi se andassimo oltre al semplice fatto attitudinale/gusto dell'orrore, dovremmo essere arrestati. 

 

 

Robin Bagnolati:

Ad oggi, quante release avete pubblicato? Se sono più di uno, quale consigliereste ad un possibile nuovo fan per iniziare a conoscervi ed avvicinarsi alla vostra musica?

 

 

- Black Wolf: Che possa essere definita tale, solo una: Iscariot. Essendo il nostro primo EP è perfetto, però se si volesse approfondire, ci sono un paio di demo/reharsal alle spalle che male non fanno. 

 

 

Barabba:

Che effetti usate quando suonate? Sono gli stessi che poi utilizzate per registrare?

 

 

- Black Wolf: Semplici distorsioni acide, mi piace che il suono risulti "velenoso" e cattivo e sì, cerco di muovermi sulla stessa linea anche per le registrazioni.

 

- Necro: In genere suono in pulito e cerco sempre un suono piuttosto squillante, che è quello che ci caratterizza di più.

 

 

Team:

Per concludere l'intervista...

 

 

- Black Wolf: Vorrei ringraziare voi staff di Insane Voices Labirynth per il lavoro che svolgete, tutta la scena Italiana originale e che denigra il pay to play e se ne sbatte di essere rockstar o VIP, gli organizzatori, i promoters, i gestori e le etichette che mettono l'attitudine prima di tutto e danno la possibilità a noi pivelli di farci valere. In particolare ringrazio la Etrurian Legion ed il Circus Club di Scandicci che rappresentano uno degli ultimi baluardi del Metal Toscano. Un grazie anche a Leo dei Vexovoid per le registrazioni di Iscariot!

 

J- Krieger - Ringrazio lo staff di Insane Voices Labyrinth, tutti i nostri fan e sostenitori e chiunque la pensi come noi musicalmente parlando, chi veramente da supporto alla scena e ai miei più cari amici.

 

- Necro: Ringrazio davvero di cuore lo staff di Insane Voices Labirynth, gli altri tre disgraziati che mi sopportano e tutte le persone che ci supportano.