Fabio Sansalone:

Come e quando avete scoperto di amare la musica metal?

 

 

Ulag - Anzitutto, grazie a tutto lo staff di Insane-voices-labirynth per l'occasione concessaci.

Personalmente, ho avuto un po' da sempre un orecchio verso i suoni "rumorosi", solo che quando era poco piu' che teenager, era ASSAI difficile reperire qualsivoglia materiale, specie nel paesuncolo dove vivo, quindi dire che l'età giusta sia stata intorno ai 12/13 anni.

 

 

Igor:

L'artwork di un album è molto importante, forse il primo approccio per un futuro nuovo fan. Voi con il vostro cosa volete trasmettere? 

 

 

Ulag - Concordo al 100%. Un album, un insieme di parti, dove musica, immagini, emozioni e liriche, creano qualcosa di unico (si spera).

Una veste grafica scadente e dozzinale, fa scadere l'intero lavoro e di certo, non invoglia all'ascolto ed ad un eventuale acquisto.

Per il nuovo OsseltioN, cercavo qualcosa che legasse al semi-concept del disco, una fusione tra macchine ed umano, dai toni freddi e cinerei, quasi neri.

Non c'è luce qui, se non siamo noi stessi ad immettercela.

Ed ho trovato quel che cercavo dal mio amico Georgi Georgiev di Moon Ring Design.

Come sempre, un gran professionista!

 

 

Osten:

Da quale strumento nasce la realizzazione dei brani? Quale componente si occupa del songwriting?

 

 

Ulag - Un pezzo nasce nei modi più disparati.

La composizione  completamente a mio carico ed essendo essenzialmente chitarrista, spesso si parte da la.

Ma non di meno, si può cominciare da un tempo di batteria, un synth, un testo che cerca determinate atmosfere, persino un rumore particolare o la lettura di un libro...potrei continuare per molto ehehehe.

 

 

Edoardo Napoli:

Cosa dovrebbe convincere il pubblico ad ascoltare proprio il vostro materiale in mezzo ad una concorrenza così vasta?

 

 

Ulag - Davvero una bella domanda!

Non siamo di certo innovatori, nè dei geni.

Posso dire, che la nostra,  è una proposta onesta.

Si, onesta rende bene l'idea.

Se si cerca un sound maledettamente pesante (e non parlo di sola velocità), decisamente anni'90 senza essere una replica di qualcuno, ma con in mente l'idea si spingersi "oltre", date un ascolto al nostro materiale.

Anche se, lo ammetto, ci vuole uno stomaco bello "ferrato".

 

 

Ed: 

Che cosa ne pensate del sistema discografico italiano? Come vi ponete nei confronti di esso?

 

 

Ulag - Naviga davvero in acque stagnanti.

Oggettivamente, aprire una casa discografica indipendente in Italia,  una follia.

Lo si può fare per pura passione magari, ma i riscontri economici, sono disastrosi ed inevitabilmente, dopo pochi anni, si chiude baracca.

E non mi riferisco alla sola crisi, che attanaglia un po' tutti i settori a dire il vero, ma di un sistema di tassazione ingestibile.

Non parlo poi della SIAE, sarebbe un argomento tremendamente lungo e complesso da trattare in poche righe.

 

 

Polverone Liz: 

Siete credenti? Approvate il messaggio cristiano o cercate di distanziarvi facendo anche testi 

satanisti nel senso anti-cristiano?

 

 

Ulag -No, decisamente.

Rispetto nel modo pi assoluto chi ha una sua spiritualità, anzi spesso trovi persone interiormente "ricche" come poche altre, ma parlare di religione organizzata nel 2016 lo trovo piuttosto ridicolo.

Per tacere sul peso politico e sui disastri civili che ha provocato/provoca.

Un lato davvero cupo, del genere umano.

Satanismo?

Se lo si intende dal lato "mitologico" siamo allo stesso livello di cui sopra, se invece lo si concepisce a livello filosofico di "antagonismo", non mi interessa.

In realtà poi ci sarebbero diverse altre correnti, ma non mi esprimo con poche righe.

Temi anti-cristiani?

No, semmai severamente critici ma mai buttati sul piano dell'insulto.

Sarebbe infantile e mi porrei sullo stesso piano di certi "inquisitori", anche moderni. 

 

 

Curse Vag: 

Se doveste associare uno stato d'animo al vostro lavoro per poterlo descrivere,quale sarebbe e perchè?

 

 

Ulag - Malessere.

Una parola che racchiude mille definizioni.

Quando si ascoltano dischi Death Metal, Grind, Black Metal ma anche elettronica pesante, Dark, noise e rumorismo puro, si avverte questo stato d'animo...e spesso lo si affronta.

Forse questo si è perso negli ultimi 10/15 anni in molte proposte, la vena davvero dilaniante che sgorga dalle composizioni, dalle immagini, dai suoni...

 

 

Michele Puma: 

Cosa ne pensate delle band che inseriscono pensieri politici nei loro testi? Pensate che l'idea politica ma anche religiosa possa influenzare la naturale evoluzione di una band che si affaccia nel mondo underground e successivamente nel mainstream?

 

 

Ulag - La musica permette di esprimere le proprie idee e la politica inevitabilmente, rientra nel "calderone".

Come in ogni cosa, ci sono idee condivisibili, a volte controverse, altre piuttosto da rivedere.

Personalmente, lascio la "politica stretta" fuori dai testi, pur parlando spesso di temi che potrebbero essere considerati "sociali".

Evoluzione?

Parlerei piuttosto di cammino intrapreso su cui poi però, bisogna confrontarsi. 

 

 

Piero Alchem:

Secondo voi esiste una "scena metal" italiana? Cosa ne pensate a riguardo?

 

 

Ulag - Mai esistita.

Ci sono moltissime band di gran valore ed in quello, non siamo secondi a nessuno.

Ma UNA SCENA,  un'altra cosa.

Una scena è supporto, interesse, infrastrutture, creare movimento, eventi.

Non abbiamo praticamente niente di tutto ciò, se non in pochi focolai isolati e comunque rarissimi.

Ognuno si guarda il suo orticello, magari cercando di rovinare quello del vicino.

Abbiamo avuto un boom dal 1997 a circa fine 2006...poi ci siam bruciati tutto.

Ora rimangono solo i "carbonai".

E si che mi piacerebbe vedere piccole band che si fanno 12/13 date di fila per la penisola, in locali ovviamente non grandi, ma decentemente attrezzati...invece...

 

 

StonedLord95:

Quanto è importante per voi la produzione? Pensate che sia un fattore da considerare affinchè anche la musica venga considerata, poichè è sempre più raro trovare gruppi con idee chiare?

 

 

Ulag - La produzione, come accennavo prima,  fondamentale.

Forse sarà perchè sono un po' troppo vecchio stampo, ma ogni disco deve avere il suo carattere, già con i suoni deve comunicare qualcosa.

Che sia un disco calibrato al 100% o un sound grezzo e bastardo, deve esprimersi in modo se non unico, almeno identitario (un controsenso? No di certo).

Purtroppo, oggidì, come giustamente sottolinei anche tu, si entra in studio troppo spesso come viene, senza idee ed assolutamente disorganizzati.

Qui parlo anche in prima persona, occupandomi io stesso di recording e produzioni.

A volte fare un buon disco  davvero "semplice", con la giusta attitudine, un minimo di professionalità e soprattutto il caro vecchio buonsenso.

Invece quando andrò in pensione (PENSIONE????? Allora si...) credo che scriverò un'enciclopedia con frasi e situazioni capitatemi. 

 

 

Led Green:

Con chi vi piacerebbe andare in Tour?

 

 

Ulag - Gli OsseltioN sono uno studio project, purtroppo.

Ma se potessi portarli live e sognare?

Le band che ho in testa sarebbero troppe, ma che ne dite di Napalm Death, Suffocation, Gorguts e magari qualche gruppo davvero d'impatto tipo i Captain Cleanoff (esempio)???

A ben pensarci però, ne usciremmo con le ossa rotte mi sa...ehehhe.

 

 

Team:

Per concludere l'intervista:

 

 

Ulag - Grazie a tutto lo staff che fa un lavoro davvero encomiabile, a chi ci supporta e SOPPORTA ovviamente.

Passate sulla nostra pagina per sapere cosa diavolo stiamo architettando:

www.facebook.com/OsseltioN

Per chi volesse contattarmi personalmente, passate dalla pagina del mio studio ed occhio prossimamente alle grosse novità in arrivo!!!

www.facebook.com/DPFStudio

#TheExtremeWay