Fabio Sansalone:

Come e quando avete scoperto di amare la musica metal?

 

 

A parer mio più che il metal in se, direi la musica in generale, visto che i miei ascolti personali e influenze musicali sono molto disparati, comunque per quanto riguarda la musica metal verso i 14 anni, tramite le band più famose per cui passiamo tutti.

 

 

Igor:

L'artwork di un album è molto importante, forse il primo approccio per un futuro nuovo fan. Voi con il vostro cosa volete trasmettere?

 

 

Nel nostro caso questo ep è una breve storia, l'artwork è come se rappresentasse il luogo in cui tutto si va a svolgere, ma si ricollega molto anche alle sensazioni che la musica trasmette.

 

 

Karen:

Avete un progetto in particolare come obiettivo? Qual è la vostra massima aspirazione? Come vi vedete da qui a qualche anno?

 

 

L'obbiettivo è di essere coerenti con noi stessi e fare musica che ci piace sempre andando a migliorare, senza ristagnare e cercando di proporre qualcosa  di nuovo ogni volta che rilasceremo qualcosa, tra qualche anno speriamo di aver realizzato il primo LP e di poter suonare con band più grandi di noi, che per noi sono fondamentali.

 

 

Irene Eva:

Il vostro è un lavoro autoprodotto o vi siete affidati ad un produttore? Perché questa scelta? Se vi siete affidati ad un produttore, come lo avete scelto? Con quali criteri avete compiuto le scelte di produzione?

 

 

No, ci siamo affidati ad un produttore e siamo sotto contratto con casa discografica indipendente, il produttore è Gabriele Bellini e la casa è la Qua'rock records.

La scelta è stata facile visto che il produttore non che uno dei fondatori della casa discografica è il mio insegnate di chitarra da quasi una decade, quindi non potevamo desiderare nessuno di migliore di lui, sia per quanto mi conosce al livello musicale, sia per la sua incredibile e maturata esperienza nel corso degli anni.

Il criterio della produzione è stato cercare di rendere ogni particolare dei brani più interessante possibile, più elaborato quando ce n'era bisogno e più semplice e diretto quando era il caso.

 

 

Osten:

Da quale strumento nasce la realizzazione dei brani? Quale componente si occupa del songwriting?

 

 

A volte nascono dalla chitarra, avvolte dal piano o da una melodia che mi canticchiavo in testa da giorni, mi occupo al 100% io del songwriting, sia per quanto riguardi la musica, arrangiamenti e testi.

 

 

Edoardo Napoli:

Cosa dovrebbe convincere il pubblico ad ascoltare proprio il vostro materiale in mezzo ad una concorrenza così vasta?

 

 

Beh anzitutto credo che a coloro che piacciono generi come il doom death, il gothic metal anni 90, il melodic death o il progressive death possa trovare in noi tutti questi elementi, pur su una base doom death, visto che il genere di riferimento è questo, ma ha molte sfaccettature.

 

 

Alle Rabitti:

Rispetto a quando avete iniziato, com'è cambiata la vostra percezione di musica, considerato chi la compone e chi ne usufruisce?

 

 

E' cambiata molto, più che altro cambia tanto registrare per la prima volta un disco e poi penso cambi continuamente, dall'uscita dell'ep è quasi passato un anno, ma se se dovessi entrare in studio adesso credo che l'ep per certe cose sarebbe stato molto diverso, perché i gusti ed il modo di suonare si arricchiscono sempre di più.

 

 

Chris M.:

Guardando al vostro passato e da dove siete partiti, come vi vedete nel presente? Cosa possiamo aspettarci nel futuro?

 

 

Sinceramente non so cosa possa riserva il futuro, ma la cosa che più mi preme è rimettere insieme una formazione stabile per i live e suonare il più possibile e. quando i tempi lo permetteranno. registrare il primo disco.

 

 

Vale:

Rivolgendomi ad ognuno di voi: che altri hobby o passioni avete oltre alla musica?

 

 

Personalmente ho svariati hobby e passioni, come la letteratura in particolar modo quella vittoriana o del 800 e fantasy, cinema, elettronica, videogames, politica, genetica o scienze in generale, pratico sport come il nuoto da quando sono bambino e adoro anche varie arti marziali.

 

 

Matt Innerfrost:

Cosa pensate della scena attuale italiana?

 

 

La scena italiana non ha niente da invidiare a qualsiasi altra scena al livello di band, ma al livello di supporto, spazio per esprimersi e livello medio di cultura musicale da parte dei vari ascoltatori ha spesso molto da invidiare. Posso dire che nel genere in cui si trovano i remnants of autumn ci sono band strepitose, potrei dire band come gli storici Novembre, ma anche band recenti come gli Shores of Null, Plateau Sigma, EchO, tethra e the foreshadowing, tutte band a dir poco straordinarie che non hanno nulla da invidiare a nessuno e anche per quanto riguarda l'etichetta di cui facciamo parte, la qua'rock record ha tante band dai generi più disparati e alcune anche molto lontane dal metal, ma ciò che le accomuna tutte è la qualità!

 

 

Davide Cantelmi:

Secondo voi cosa rende una band meritevole di aver successo?

 

 

Diversi fattori, la qualità della musica proposta, la qualità della produzione, l'originalità della proposta e un buon rapporto con i fan.

 

 

Sandro Accardi:

Vivete grazie alla vostra musica? Se non è così, che mestiere fate?

 

 

Purtroppo no, è difficilissimo vivere di musica anche per band che non sono underground, figuriamoci per band come noi, personalmente sono in cerca di lavoro ho lavorato in passato in un vivaio o come cameriere, tutte cose ben lontane dalla musica, ma si deve pur campare e aver qualcosa che ci permetta di finanziarci al livello musicale.

 

 

Francesco "Laemoth" Peruzzi:

Cosa vi ha spinto ad iniziare a suonare? E come siete giunti alla scelta del genere da proporre?

 

 

L'amore per la musica in generale fin da bambino sono sempre stato molto preso da essa e per quanto riguarda la scelta del genere era semplicemente ciò che era più adatto al mio carattere e la mia personalità.

 

 

Matteo D'ermes:

Com'è il vostro rapporto con giornalisti e/o recensori e critici?

 

 

Buono direi, anche perché abbiamo ricevuto solamente recensioni positive o molto positive, sinceramente neanche noi ci aspettavamo un risultato del genere.

 

 

Possenreisser:

Se è senz'altro vero che di solito si porta il vissuto nella proposta musicale, come e in che misura è vero anche il contrario?

 

 

Assolutamente si, i pezzi dell' ep sono pezzi che ho scritto in un determinato periodo e situazione e ne hanno risentito molto.

 

 

Siberian Tiger:

A proposito dei testi: quanto il vostro luogo di origine ha influenzato voi e ciò che scrivete e componete? volete lasciare qualche messaggio in particolare attraverso i vostri brani?

 

 

Allora il luogo dove vivo non ha minimamente influito sui testi, ma sono stati l'amore per la letteratura e esperienze di vita vissute. I testi non hanno alcun tipo di messaggio politico o sociale, anche perché generalmente nel genere che facciamo non vengono affrontate certe cose, i temi dei nostri testi sono spesso l'amore, l'innocenza, la bellezza della natura o sentimenti umani molto cupi, quindi più che un messaggio cerchiamo di scuotere emotivamente l'ascoltatore.

 

 

Robin Bagnolati:

Ad oggi, quante release avete pubblicato? Se sono più di uno, quale consigliereste ad un possibile nuovo fan per iniziare a conoscervi ed avvicinarsi alla vostra musica?

 

 

Fragments è la nostra prima release, un ep di 4 pezzi per quasi 30 minuti di musica, quindi da consigliare per ora abbiamo solo questo!

 

 

Barabba:

Che effetti usate quando suonate? Sono gli stessi che poi utilizzate per registrare?

 

 

Allora io personalmente uso una chitarra schecter atx e suoniamo accordati in do#, per quanto riguarda il resto uso una pedaliera line six prot xt live che usa come un cassa marshall anni 80 ed e come testata un Mesa Boogie Dual Rectifier e come pedali uso solo lo whammy dt e sono gli stessi identici effetti che abbiamo adoperato per registrare Fragments.

 

 

Team:

Per concludere l'intervista...

 

 

Grazie a voi per l'intervista e la disponibilità!