PER INIZIARE, SPIEGATECI COME NASCE IL NOME DELLA BAND.

 


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Tra basiliche marce, lamentazioni e crisi di asfissia, tra le estremamente remissive esternazioni e il vorace affanno carpito in un tunnel dal buio opprimente e allucinatorio affollato di demoniache creature, tra soffocate volontà complici nella calunnia del sangue "Right in sight" è l’affermazione dell’inclinazione verso la verità incompromissoria e brutale: una scatola nera. Un confessionale. Un adamantino baluginare di assoluti. La volontà di connettere cose atroci. La sovversione invisibile. Discernibile ed inestirpabile. "Right in sight" è lucidità esondante e declamazioni in formule incensurabili che scaturiscono da tutto ciò che non e’ edulcorato, sofisticato, artefatto, contraffatto e tradito da devianti sofismi. Quando le terminazioni nervose urlano, gli spasmi dell’anima crocifiggono, le ossa frantumate e le ginocchia divelte cigolano in atti mortificatori e la sofferenza soffoca nella scettica frustrazione, "Right in sight" è istinto inviolato, strategia infallibile, una possibilità clinica, l’anfiteatro dell’anatomia: uno spicchio di fuoco gnostico ritagliato nell’immenso.

 


CHE COSA VI ACCOMUNA? COSA HA SPINTO VOI MEMBRI A FORMARE QUESTO PROGETTO?

 


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Sicuramente la passione per l’estremo, per l’estasi e il tormento, la dolce venerazione per ogni oscura ossessione: le esplosioni ultra (sub)soniche che collidono in orridi abissali, le atmosfere sature di tensioni colleriche che collassano in un’apocalittica liturgia, gli squarci e le macerazioni paniche che stabiliscono dialoghi, urlando, con il notturno sepolcrale, le contrazioni ematiche che suppurano dalla carne e dagli occhi sfregiando l'idillio ancestrale. Il tutto senza nessun tipo di compromesso.



PRIMA DI FORMARE QUESTO PROGETTO AVETE AVUTO ESPERIENZE IN ALTRE BAND?



.XLX.:

Io (unico) membro fondativo di "Right in sight" unicamente a questa sigla ho dedicato me stesso (pur collaborando a dischi di Indigesti, Affranti, Marzio Bertotti/Declino). Gli altri membri dell’attuale, ultima, line-up hanno avuto altre esperienze fra le quali quella più rilevante è la lunga militanza di Dany-hell alla batteria di Brain Dead).

 


QUALI SONO LE VOSTRE INFLUENZE MUSICALI?

 


.XLX.:

Le influenza musicali sono le più disparate e varie. Personalmente sono attratto da tutte le esperienze di ricerca, spinte dal desiderio di tradurre un’intensa ispirazione attraverso un linguaggio non comune. Si incendia in me la fascinazione per i suoni che scaturiscono da un moto interiore impellente e si fanno narrazione urgente: tutto ciò che è alieno alla musica di consumo. Citando Charles Baudelaire il bello è “qualcosa di ardente, di triste, qualcosa che rimane un po’ vago, e che lascia spazio alla congettura… che comporta un’idea di melanconia, di stanchezza, e anche di sazietà – e, al contempo, un ardore, un desiderio di vivere, associato a una amarezza che rifluisce, come se venisse dalla privazione o dalla rinuncia alla speranza…”

 


PER QUANTO RIGUARDA IL SONGWRITING, PARLATECI DEI TESTI DELLE VOSTRE CANZONI E CHI LI CURA IN PARTICOLAR MODO.



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Non mi sento troppo a mio agio nel descrivere in prosa un mio testo: tra ermetismi più o meno ferrei, integralismi ed esplicitazioni dal languido delirio al magnifico deliquio, preferisco consegnare immagini che l’ascoltatore/lettore può introiettare nel proprio sentire suggestionando la sua sensibilità. Le liriche dei nostri pezzi traducono sensazioni assai profonde e densi precipitati che inghiottiscono, tritano, devastano, fagocitano e rigettano ogni sfumatura del fosco gorgo. Fra rarefazioni che si disgelano e palpiti di un non vinto intimismo, morbosamente meditano sull’irrecuperabile, su suture lancinanti che si squarciano sulle possibilità di urticanti abluzioni, congedandosi su una metafisica corrosiva screziata da nefaste brezze e digrignanti clangori. Le ubbie delle terrene incombenze, sciogliendosi in un mai rassegnato affondare nel buio dei sentimenti, si coagulano in un malefico e definitivo maelstromgravido d’ansia che ritrae il dettaglio dell’apocalisse e della sua definitiva implosione.

 


COME NASCE L’ARTWORK DEI VOSTRI LAVORI? CHI LO CURA E COSA RAPPRESENTA?

 


.XLX.:

Right in sight. è da sempre assolutamente assorbito dalla fascinazione dell’immagine. L’immagine come tentativo di dare corpo alle emozioni dello spirito.

Sia essa relativa alle sue pubblicazioni, ai manifesti dei propri concerti nonché alla sua immagine pubblica. Date queste premesse non può che curare e gestire in prima persona tutto ciò che né esplicita alla vista gli stimoli: l’estetica è una forma di etica.

 


COME MAI LA SCELTA DI CANTARE IN QUESTA LINGUA?



.XLX.:

Fin dal principio è stato naturale cantare in inglese. Ultimamente – per un progetto di omaggio e tributo a Franti e Contr-azione – abbiamo realizzato due pezzi in italiano rimanendo molto soddisfatti del risultato e ricevendo le giuste sensazioni dalle atmosfere prodotte. Quella dell’idioma a cui delegare la codifica di stati d’animo e macerazioni dello spirito, descrizioni dei nostri demoni e del dripping ematico non e’ mai stata una scelta assoluta ma unicamente funzionale al progetto. Nel nostro ultimo disco “Bloodstained hands” compare un pezzo in tedesco e nel prossimo chissà quale esigenza espressiva ci determinerà al ricorso di suoni di altre lingue per una più fedele rappresentazione di nuove evocazioni e sfregia(n)ti raschiamenti emozionali…

 


SOLITAMENTE PROVATE IN UN LUOGO BEN PRECISO?

 


.XLX.:

Fondamentale è sempre stato per Right in sight possedere una sala prova tutta sua (l’attuale è la quarta). Un luogo fisico costruito e allestito da noi stessi dove forgiare suoni e definire traiettorie, discutere strategie e cesellare il magma ribollente di intuizioni soniche, mietere vittime nonché proteggere e cullare rari boccioli. Sudare, gioire, costruire, cazzeggiare e scazzare: un luogo con una memoria e con la forza di generare una (la!) nostra storia.

 


PARLANDO DELLE ESPERIENZE DAL VIVO, VI SIETE ESIBITI IN QUALCHE LUOGO SINO AD ORA? SPIEGATECI COME E’ STATO.

 


.XLX.:

Right in sight è nato nell’Ottobre del 1993 quindi, potete immaginare, tante sono state le situazioni che lo hanno visto esibirsi dal vivo. Alcune più interessanti e dal forte contenuto emotivo ed umano, altre meno ma comunque tutte importanti per definire il nostro suono, determinare la nostra essenza e per stabilire contatti e stringere amicizie fondamentali al nostro approccio all’essere gruppo.

 


LA VOSTRA BAND NUTRE GIA’ DI UNA DISCOGRAFIA?

 


.XLX.:

Right in sight ha prodotto fin’ora tre dischi sulla lunga distanza ("motionless burning certainty", "mylaceration", "bloodstained hands") due sette pollici ("dimensioni.strutture.convergenti.", "suffer") e annovera diverse partecipazioni a compilation. Malgrado le infinite difficoltà congiunturali determinate dalla crisi dei supporti fisici e la mancanza di etichette dal solido spirito volitivo, stiamo lavorando per dare presto un seguito alle nostre pubblicazioni. Etichette serie, non esitate nel contattarci!

 


QUALI SONO LE CARATTERISTICHE MUSICALI CHE DIFFERENZIANO LE VOSTRE RELEASE?

 


.XLX.:

Difficile dirlo dal di dentro e farlo da un punto di vista strettamente musicale mi costringerebbe ad un esercizio di astrazione assai impegnativo. Dissezionare su un tavolo autoptico la carne della mia carne, il sangue del mio sangue per compilare referti di medicina recensoria è una richiesta non facilmente evadibile. Penso infatti sia compito vostro (delle meritorie fanzine/webzine/riviste/radio) analizzare dischi e produzioni musicali con il giusto distacco e la necessaria lucidità propria di chi non né è direttamente coinvolto nella costruzione.

 


IN ITALIA ESISTONO UNA MIRIADE DI REALTA’ METAL. ESPRIMETE UN VOSTRO PENSIERO SULLA SCENA MUSICALE ODIERNA NEL NOSTRO PAESE.

 


.XLX.:

Purtroppo non registro grandi sentimenti aggregativi, sentite condivisioni e fertili collaborazioni. Negli anni – nostro malgrado – le situazioni nelle quali è stato possibile registrare intenzioni e fini condivisi, un comune percepire ed agire tale da determinare – grazie a solide e profonde  pulsioni sincrone – una scena, si sono inesorabilmente inaridite. Le feconde connessioni fra realtà differenti sono state consunte e rese irrimediabilmente sterili dalla bulimia egoistica. Restano in vita i rapporti più frequentati e consolidati che, rinnovandosi nelle comprovate radici comuni, sanno lenire, redimere e superare le delusioni indotte della superficialità dell’effimero vuoto presente.

 


IMMAGINATE LA VOSTRA BAND FRA DIECI ANNI…

 


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Non posseggo né poteri divinatori né desiderio di spingermi oltre il presente: un eterno istante, la mia vita. Il gruppo cerca di vivere con la massima intensità ogni momento condiviso traendone linfa per determinare la sua proiezione sul prossimo progetto da realizzare.

 


PER OGNUNO DI VOI, C’E’ UN MOTIVO IN PARTICOLARE PER CUI AVETE SCELTO DI UTILIZZARE QUEL DETERMINATO STRUMENTO MUSICALE?

 


.XLX.:

Mi sottraggo alla domanda in quanto adescamento prodromico ad una bieca discesa nel nauseante tecnicismo che aborro. Preferisco considerare il gruppo come un’entità superiore dove le singole urgenze espressive e le autodeterminazioni creative si moltiplicano in modo esponenziale. Un superamento delle individuali componenti (dei singoli suoni/strumenti) che in un crogiolo alchemico trovano compimento elevando a dimensione suprematista la voce comune.

 


QUESTE ULTIME RIGHE PER DIRE QUELLO CHE VI PIACE E A CHI VOLETE…

 

 

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Grazie ad I.V.L. per l’intervista e l’interesse dimostrato per Right in sight. Non esitare a contattarci per proposte e concerti e continuate a seguirci e a supportarci (trovate notizie aggiornate su www.rightinsight.org – www.facebook.com/xrightinsightx).