COME E QUANDO E’ NATO IL VOSTRO PROGETTO MUSICALE?

 

 

La band è nata nel 2013 come progetto solista del chitarrista Gianluca Lucarini, già (e tutt’ora) membro dei Degenerhate, storica band grindcore, per esplorare un approccio musicale differente da quello della sua band principale: aveva delle idee strumentali ma non aveva canzoni vere e proprie.  Quando è venuto fuori questo discorso con me, che al momento ero impegnato in altri progetti (di matrice slowcore soprattutto), e mi ha chiesto di entrare nella band, le cose sono diventate da subito più focalizzate: anche io ho scritto dei pezzi e mi sono occupato di buona parte dei testi. La fusione del tutto ha definito il concept “monocromatico” della band e da lì siamo partiti per reclutare gli altri elementi.

 

 

CHI SONO E DA DOVE PROVENGONO I MEMBRI DELLA BAND?

 

 

Oltre a me (Valerio Granieri) al canto, ed a Gianluca Lucarini alla chitarra, abbiamo Alessio Reggi alla chitarra, Marco Paparella e Riccardo Ponzi entrambi alla chitarra ed al basso e Stuart Franzoni alla batteria. Siamo tutti localizzati nella Provincia Nord di Roma. 

 

 

PARLATECI DEL VOSTRO ULTIMO LAVORO.

 

 

Il nostro ultimo (e per ora anche primo) lavoro è l’ep Karma Anubis, uscito unicamente in digitale (anzi, cerchiamo una label per farne uscire la versione fisica: contattateci!). E’ un ep di tre brani che si muovono tra doom, post rock, shoegaze e slowcore, mescolando in proporzioni variabili questi ingredienti. 

 

 

PRIMA DI FORMARE QUESTO PROGETTO (O ANCHE IN CONTEMPORANEA), ESISTONO DELLE ESPERIENZE IN ALTRE BAND?

 

 

Certo. Io canto e suono la chitarra negli Assembly Line for Suicide Songs (come dico io, un progetto di suicide synth pop ed “esistenzialismo elettronico”) e da solo sono Grn, un progetto post rock totalmente strumentale molto contemplativo. Gianluca e Marco suonano nei Degenerhate (puro grindcore, anche se contaminato) e sempre loro due, insieme ad Alessio, anche negli Exhume to Consume, band brutal slam death metal, molto gore e splatter nelle tematiche. 

 

 

LE VOSTRE INFLUENZE MUSICALI? NEL CASO CI FOSSERO.

 

 

Sicuramente tutto il doom classico che, anche per età, ha segnato molti di noi: My Dying Bride, Paradise Lost, Anathema e Katatonia. Siamo però molto contaminati dal post rock di Mono e Mogwai, ci piace molto sia lo shoegaze “classico” degli Slowdive che la (ormai non tanto) nuova corrente “blackgaze” di Alcest, Lantlos e Harakiri for the Sky e c’è comunque un forte (ed amaro) retrogusto slowcore nel nostro approccio, figlio di Red House Painters, Low, Bonnie Prince Billy ed Early Day Miners. A livello individuale menziono sicuramente Cure, Smiths (l’amore per questi ultimi lo condivido con Gianluca) oltre ai gruppi sopra citati (oltre al mio cult Neil Young), a livello di influenze dirette nel nostro suono, anche Brian Eno (che sto ascoltando in questo momento) e tutto l’ambient in generale. 

 

 

PARLATECI DEI TESTI DELLE CANZONI.CHI LI SCRIVE E DI COSA TRATTANO.

 

 

I testi sono in massima parte opera mia. L’approccio è di tipo “impressionista”: non sono molto interessato a raccontare storie ma più a creare un mood in una canzone, un ambiente da “abitare” emotivamente. C’è comunque molta negatività e molto pessimismo: anzi, devo dire che il sentimento dominante è la rassegnazione, il rifiuto per la condizione umana che ci appare inadeguata alle aspettative delle nostre anime ed il dolore conseguente alla necessità di dover per forza accettare come dato di fatto qualcosa che, come essere senzienti, rifiutiamo.  

 

 

L’ARTWORK DEI VOSTRI CD  CHI LO CREA E COSA VUOLE RAPPRESENTARE?

 

 

L’artwork dell’ep è stato creato da Nicki Py, una nostra ottima amica e fan greca. L’abbiamo lasciata libera di approcciare alla creazione, chiedendole, semplicemente, di assecondare le sensazioni che le derivavano dall’ascolto dei pezzi: il risultato, così, come dire, desolato ci è piaciuto subito. Personalmente ci colgo anche un riferimento alla locandina della prima stagione della serie televisiva True Detective (un mio cult totale) ma non le ho mai chiesto se sia stato intenzionale o no, forse per timore di scoprire che me lo sono inventato.

 

 

CANTATE IN INGLESE O IN QUALCHE ALTRA LINGUA? PERCHE’ QUESTA SCELTA?

 

 

In inglese, sia per una questione di background (l’italiano è sempre stato poco presente nei nostri ascolti) sia per un’esigenza comunicativa: mi interessa e ci interessa essere capiti nel maggior numero possibile di luoghi e dal maggior numero possibile di persone. Inoltre, abbiamo sempre inteso questo progetto come qualcosa di respiro internazionale, non solo nazionale: non per snobismo ma in maniera del tutto naturale. Vogliamo essere liberi di trovare la nostra audience ovunque essa sia, non solo vicino a noi.

 

 

IL LUOGO DOVE VIENE COMPOSTA LA VOSTRA MUSICA?

 

 

Sicuramente in casa ed individualmente, almeno per quanto mi riguarda (ma penso valga anche per Gianluca). Il momento del confronto reciproco tra me e Gianluca per i primi arrangiamenti e poi la condivisione con tutta la band per la veste definitiva del pezzo è però importante quanto la composizione pura, e questo avviene solo alle prove, sia casalinghe (semi unplugged) che in sala. 

 

 

VI SIETE ESIBITI IN PUBBLICO? SPIEGATECI DOVE E COME E’ STATO IL VOSTRO APPROCCIO CON LA GENTE.

 

 

Ancora non abbiamo fatto concerti. Non vediamo l’ora di cominciare, a livello di band. Individualmente e personalmente vedo sempre il confronto col prossimo come qualcosa di problematico ma sono in minoranza e quindi sarò costretto a farlo, volente o nolente.  In fin dei conti lo sapevo anche prima di cominciare quindi non posso lamentarmi.

 

 

LE VOSTRE RELEASE SINO AD OGGI?

 

 

L’ep karma Anubis di cui abbiamo già parlato.

 

 

QUALI SONO LE CARATTERISTICHE MUSICALI CHE DIFFERENZIANO LE VOSTRE RELEASE, IN CASO DI PRECEDENTI PUBBLICAZIONI?

 

 

Non avendo precedenti pubblicazioni, uso questa domanda per parlare delle differenze tra karma Anubis ed il nostro primo full length, che stiamo arrangiando. L’album (che è già stato interamente composto) anche se più lungo, sarà sicuramente più organico e compatto dell’ep. Sarà più estremo nei due sensi, sia molto atmosferico, tetro, desolato e asciutto in alcune parti, sia più aggressivo dove sarà necessario che lo sia, pieno di melodie esangui e severe. Piacerà molto a chi ci ha apprezzato fino ad oggi ma ci auguriamo che possa piacere anche ad altri. 

 

 

ESPRIMETE UN VOSTRO PENSIERO SULLA SCENA MUSICALE ODIERNA NEL NOSTRO PAESE.

 

 

Piena di ottime band ed ottime idee come di invidie e meschinità: ogni successo viene sminuito, criticato e stigmatizzato come qualcosa che porta vergogna a chi lo ottiene invece che visibilità alla “scena”, ed è qualcosa che non tolleriamo.  Vale lo stesso discorso relativo alla lingua: vogliamo condividere pubblico e spazio con band valide e che sentiamo affini, italiane o no non importa. 

 

 

AVETE DEGLI ALTRI HOBBY OLTRE LA MUSICA?

 

 

Ognuno ha i suoi spazi individuali e il suo mondo personale ma la band è una cosa molto seria che viviamo come un impegno, non come un hobby. 

 

 

QUALE E’ LA COSA CHE PIU’ DESIDERATE PER LA VOSTRA BAND NEL FUTURO?

 

 

Pubblicare la nostra musica con modalità e forme tali da poter raggiungere chiunque voglia ascoltarla e dividere il palco con anime affini alle nostre.  A livello personale mi piacerebbe poter scrivere una colonna sonora, fare un disco totalmente acustico: gli obiettivi sono molti. 

 

 

QUESTE ULTIME RIGHE PER DIRE QUELLO CHE VI PIACE E A CHI VOLETE…

 

 

Non posso ringraziare singolarmente tutti gli artisti (non solo musicisti) che mi ispirano e che ci ispirano perché lo spazio non basterebbe. Vogliamo però ringraziare, quello sì, chi ci supporta e crede in noi: Renzo Centofante di Bay Music Store (www.baymusic.net) e Master Music, il distributore italiano di Washburn e Randall, endorsers di Gianluca.  E poi Floriana Ausili, la nostra fotografa ufficiale e supporter ad oltranza, Giulia Tacconi, nostra truccatrice nel video di Karma Anubis (di prossima uscita) che ha sempre creduto che, in qualche modo, ci sarei riuscito, Papero Diabolico Produzioni, che l’ha realizzato e che è un amico prima di essere un artista di talento,  Stefano Mastronicola, Silvia Autuori e tutti quelli che ci ascoltano e parlano di noi. E Duncan Patterson, uno dei miei artisti preferiti in assoluto (sia con Anathema ed Antimatter che successivamente) che ieri via e-mail mi ha detto “sounds pretty cool”.  Doom on!