Intervista a cura di Robin Bagnolati


Ciao a tutti, amici di Insane-voices-labirynth. Oggi abbiamo il piacere di conoscere una band italiana, più precisamente nata tra Modena e Reggio Emilia, tutta al femminile dal nome puramente onomatopeico (infatti non significa nulla): quattro ragazze in grado di far salire a chiunque il proprio livello di follia. A voi le SNEI AP!

 

 

Benvenute sulla nostra webzine, innanzitutto. Per iniziare, vi andrebbe di presentarvi ai nostri lettori?  Come è nata la band?

 

 

SONIA WILD: Ciao a tutti! se state leggendo questa intervista probabilmente ci conoscete già, se invece non è così c’è una premessa da fare: non siamo normali.

Come è nata la band non lo so manco io a dirla tutta (la batteraia che parla) so solo che io avevo messo un annuncio in internet per creare un gruppo glam di cover e dopo la risposta piena di insulti della chitarraia Attila mi sono ritrovata a fare pezzi inediti alternative metal!

 

 

C’è chi vi considera Hard Rock e chi vi inserisce in ambito Alternative Metal: voi come preferite descrivere la vostra musica?

 

 

SONIA WILD: Noi amiamo descrivere la nostra musica come PROBLEMATIC METAL ma nessuno ci ha mai preso in considerazione quindi ci siamo adattate a quello che ci dicono gli altri, a volte alternative, a volte hard rock, a volte crossover.

 

 

Al vostro attivo avete una demo/EP “HiddenFloors”e il vostro ad ora unico full-length “Sick Society”, uscito poco più di due anni fa, che riprende le canzoni della demo più 5 nuovi brani. Com’è stato per voi lavorare ad un disco vostro per la prima volta? Come nascono i vostri brani?

 

 

SONIA WILD: Riprendendo la definizione sopracitata le nostre canzoni nascono da problemi, spesso di alcolismo misto a “forse so fare qualcosa con il mio strumento e “va bhe dai fa schifo ma a qualcuno piacerà” contornato da “a noi piace quindi vaffanculo!”.

Tornando a noi, lavorare ad un disco può essere paragonato ad un parto per 4 dementi come le Snei Ap ma alla fine il nostro pargolo è la migliore creazione del mondo.

 

 

Il nome del vostro album esprime in maniera chiara le tematiche delle vostre canzoni. Come mai avete scelto proprio i mali della società come argomento?

 

 

SONIA WILD: Volevamo far capire che la musica per noi è il mezzo perfetto per denunciare quello che ci sta intorno e in qualche modo iniziarlo a cambiare.

Speriamo nella cultura musicale e non solo del nostro pubblico.

 

 

Ascoltando l’album, una delle canzoni che restano più impresse è “Spiral of Silence”, dalla metrica alquanto particolare (come il titolo stesso anticipa): inizio soft con solo voce, un crescendo fino a metà canzone per poi ritornare al punto di partenza. Come mai una scelta di questo tipo?

 

 

SONIA WILD: La “spirale del silenzio” rappresenta il vortice in cui una persona si perde quando non viene accettato dalla società chiudendosi quindi nel suo silenzio. E’ un concetto abbastanza articolato, difficile da spiegare, con questa metrica volevamo rappresentare la sensazione che si prova nel viverlo mentre il testo invece va a riprendere la forma della spirale (che non è inteso come metodo anticoncezionale).

 

 

Nella vostra ancor giovane carriera, l’unico ruolo che è cambiato più volte è quello della cantante. Come è nata la collaborazione con l’attuale singer Angie?

 

 

SONIA WILD: E’ nata soprattutto grazie ad una forte amicizia che ci legava da prima di questa collaborazione, che poi è quella che ci ha permesso di farle una proposta di matrimonio con tanto di anello di cipolla! 

Lei ha accettato….detto tutto…

 

 

Avete già all’attivo ben 5 videoclip: 4 da “Sick Society” (“Game Over”, “Spiral Of Silence”, “Lucifer” e “Shame”) e uno dell’ultimo vostro singolo “Barbie Rockstar”, l’ultimo con l’ex cantante Martina Jey alla voce. Volete presentarceli?

 

 

SONIA WILD: Il primo video uscito è Game over, è stato davvero divertente rapire un pullmino intero di bambini che poi si sono riscattati distruggendoci gli strumenti, davvero bello.

Lucifer è il secondo. Un viaggio attraverso i 7 peccati capitali con le nostre figure trasformate per l’occasione in cartoon.

Spiral of silence invece è un video di arte moderna. Non si capisce una mazza, ma ogni volta che vediamo un piccione che saltella al contrario ridiamo come cretine!

Shame invece voleva essere il video d’effetto, quello che ti fa ragionare sulla tipica famiglia del mulino bianco smontata pesantemente da crene crude e violente.

Arriviamo a barbie rockstar, il fiore all’occhiello, la perla di demenza, la voglia di urlare al mondo BARBIE DI MERDA NON FARETE VOI LA MUSICA CON LE VOSTRE CHITARRE ROSA!

Nella parte dove finiamo di distruggere il locale ci è mancato un pelo alla denuncia. Ah, quel negozio ora ha chiuso.

 

 

L’uscita di “Barbie Rockstar” fa ovviamente pensare a nuova carne al fuoco. Avete progetti per nuove release a breve/medio termine?

 

 

SONIA WILD: Ottima domanda ma come faccio a tenere in suspance il pubblico?.... momento Gerry Scotti: Quello che possiamo anticiparvi è che ci saranno varie collaborazioni molto importanti…e ora la pubblicità!

 

Uno dei vostri punti di forza sono sicuramente i live, nei quali emerge tutta la vostra spontaneità che non fa assolutamente annoiare il pubblico, rendendolo partecipe. Qual è il live che ricordate con maggior piacere? 

 

 

SONIA WILD: Potremmo davvero trovare un aneddoto per ogni live, ma quello che mi viene in mente ora è l’ultimo concerto con cui abbiamo salutato la vecchia cantante Martina: la chitarraia Attila ha deciso di sputarmi addosso un intero boccale di birra mentre la bassaia Valeria se la rideva. Brave.

 

 

Siamo giunti alla conclusione di questa intervista. Chiedendovi cosa ne pensate della nostra webzine, sentitevi libere di mandare un messaggio ai vostri fans. 

 

 

SONIA WILD: Cari fans, ci sono poche realtà che supportano la musica emergente, la musica inedita, la musica buona, questa è una delle poche. Nel loro piccolo fanno cose grandi per chi ha grandi sogni e quindi se smettiamo di fare la guerra dei poveri e ci diamo una mano forse la buona musica non va a morire…coglioni!