PER INIZIARE, SPIEGATECI COME NASCE IL NOME DELLA BAND.

 


Il nome della band, che significa letteralmente “stirpe dell’inverno”, vuole essere un riferimento alla realtà che ci circonda e che ogni giorno viviamo: una realtà oramai fredda, cruenta, in tutte le sue sfaccettature. Infatti, il nome richiama anche i temi affrontati nei testi dei brani.

 


CHE COSA VI ACCOMUNA? COSA HA SPINTO VOI MEMBRI A FORMARE QUESTO PROGETTO? 

 


Il gruppo nasce da un’idea di Mattia e Martina. Dopo aver assistito a vari eventi musicali locali, in particolare di band appartenenti alla scena del metal sinfonico, sono stati travolti dal genere ed hanno deciso di dare vita ad un progetto proprio, al quale si unisce Irene alla voce, nel luglio 2014, e in seguito anche gli altri attuali componenti.

 


PRIMA DI FORMARE QUESTO PROGETTO AVETE AVUTO ESPERIENZE IN ALTRE BAND?

 


Solo Mattia, che fa parte di un gruppo black metal chiamato Northern Hell.

 


QUALI SONO LE VOSTRE INFLUENZE MUSICALI? 

 


Le nostre principali influenze sono state fin dall’inizio band conosciute a livello internazionale, quali Nightwish, Epica, Children of Bodom, Draconian ma anche gruppi italiani, come Sleeping Romance Fleshgod Apocalypse. Naturalmente, ognuno di noi ha influenze diverse per il proprio strumento e si cerca sempre di combinare il tutto per creare qualcosa di nuovo e originale.

 


PER QUANTO RIGUARDA IL SONGWRITING, PARLATECI DEI TESTI DELLE VOSTRE CANZONI E CHI LI CURA IN PARTICOLAR MODO.

 


I testi sono scritti e curati dalla nostra cantante, Irene, la cui idea è sempre quella di sviluppare un concept all’interno della canzone. Vengono scelti  temi di forte impatto e d’attualità, come ad esempio il bullismo (You will cry my name), l’omicidio passionale (Run Away), lo stalking (R.I.P. You Farewell) e la censura mediatica (Amnesic Dreams), ciascuno rappresentato come un “mostro” della nostra società.

 


COME NASCE L’ARTWORK DEI VOSTRI LAVORI? CHI LO CURA E COSA RAPPRESENTA?

 


Per l’artwork del nostro EP “Facing The Void” ci siamo affidati a Leonardo Guerra, un giovane artista padovano. A partire da alcune bozze e indicazioni che noi gli abbiamo fornito, è riuscito a rappresentare perfettamente lo spirito dell’EP e a spiegarne il titolo : ha riunito i singoli “mostri” delle nostre canzoni in un unico volto, quello del vuoto, contrapponendolo all’innocenza che si affaccia su di esso. 

 


COME MAI LA SCELTA DI CANTARE IN QUESTA LINGUA?

 


Crediamo che la musica sia l’unico mezzo universale di comunicare: per questo motivo abbiamo scelto l’inglese, affinchè le nostre canzoni si rivolgano ad un pubblico internazionale.

 


SOLITAMENTE PROVATE IN UN LUOGO BEN PRECISO?

 


Sì, abbiamo la fortuna di poter usufruire di una sala prove nelle vicinanze.

 


PARLANDO DELLE ESPERIENZE DAL VIVO, VI SIETE ESIBITI IN QUALCHE LUOGO SINO AD ORA? SPIEGATECI COME E’ STATO. 

 


Sì, da un anno a questa parte ci siamo esibiti live diverse volte, ottenendo sempre un riscontro più che positivo. Abbiamo avuto l’immensa fortuna di condividere il palco con ottime band, con le quali ci siamo trovati sempre molto bene. Anche il pubblico è sempre stato molto caloroso nei nostri confronti, e questo ci ha spronati a continuare su questa strada.

 


LA VOSTRA BAND NUTRE GIA’ DI UNA DISCOGRAFIA?

 


Abbiamo rilasciato il nostro primo EP il 26 settembre: è intitolato “Facing The Void” ed è composto da 4 tracce originali. 

 


QUALI SONO LE CARATTERISTICHE MUSICALI CHE DIFFERENZIANO LE VOSTRE RELEASE?

 


Al momento l’EP “Facing the Void” è la nostra prima release, ma lavoriamo con la speranza che la prossima release sia caratterizzata da una crescita come artisti e come band, oltre a ricercare sempre più un sound definito e preciso.

 


IN ITALIA ESISTONO UNA MIRIADE DI REALTA’ METAL. ESPRIMETE UN VOSTRO PENSIERO SULLA SCENA MUSICALE ODIERNA NEL NOSTRO PAESE.

 


Molti affermano che la scena metal italiana sia morta. Secondo noi, invece, è ancora molto attiva e conta numerosi artisti validi. Purtroppo al giorno d’oggi c’è molta chiusura mentale e un clima elitario, che non permette alle band emergenti di ottenere grandi risultati. Per questo tante band nascenti come noi guardano con maggiore speranza al panorama musicale estero, che al momento offre prospettive migliori.

 


IMMAGINATE LA VOSTRA BAND FRA DIECI ANNI…

 


Noi come band abbiamo un sacco di progetti per il futuro e già aver pubblicato il nostro primo EP è un grande traguardo, che ci sta dando parecchie soddisfazioni. In questo momento ci limitiamo a fare un passo alla volta, puntando in alto ma cogliendo anche le occasioni che ci vengono offerte. 

 


PER OGNUNO DI VOI, C’E’ UN MOTIVO IN PARTICOLARE PER CUI AVETE SCELTO DI UTILIZZARE QUEL DETERMINATO STRUMENTO MUSICALE?

 


Irene: Non c’è mai stato un motivo particolare per cui ho scelto di cantare. Tutto è iniziato quanto avevo 3-4 anni e cantavo la sigla dei Pokémon all’asilo, per poi entrare nel coro della chiesa a 8 anni. Da quel momento di strada ne ho fatta tanta, cambiando mille generi, sperimentando mille tecniche e cominciando un po’ a studiare con alcuni corsi nel mio paese. Credo di aver iniziato per potermi sfogare e perché mi piaceva. Soprattutto perché mi piaceva, direi.

 

Mattia: Quando ho iniziato ad ascoltare metal sono stato fortemente colpito dalla potenza espressiva della chitarra, e devo dire che come strumento mi ha dato tantissime soddisfazioni. Ciò che mi ha fatto iniziare è stata proprio la passione per il metal: primi fra tutti, gli Iron Maiden, mi sono stati di grandissima ispirazione per iniziare. 

 

Martina: Avendo un batterista in famiglia, ho avuto l’occasione di assistere a vari concerti fin da piccola. Sono rimasta affascinata dallo strumento ma ho potuto iniziare a suonarlo solo dopo molti anni, quando ho intrapreso gli studi in una scuola di musica. 

 

Filippo: I miei genitori mi portavano sempre a numerosi concerti e rimasi colpito da uno strumento in particolare, il basso. Non mi sono mai pentito di aver iniziato, tante sono le soddisfazioni che mi ha dato e che sicuramente continuerà a darmi.

 


QUESTE ULTIME RIGHE PER DIRE QUELLO CHE VI PIACE E A CHI VOLETE…

 


Vorremmo fare un grosso ringraziamento a tutti coloro che ci hanno sostenuto fin dal principio e che ogni giorno continuano a credere in noi e nel nostro progetto. Il supporto dei fan è fondamentale per una band e siamo fortunati ad avere persone che ci supportano in ogni nostro lavoro. E ricordate:

WInterbreed is coming!