Igor:

L'artwork di un album è molto importante, forse il primo approccio per un futuro nuovo fan. Voi con il vostro cosa volete trasmettere? 

 

 

Il nostro Artwork è stato ideato da noi insieme a Davide Pinzoni, il nostro grafico di fiducia, che successivamente ha anche prodotto il lavoro al computer.

L’artwork rappresenta l’idea che è alla  base del nostro singolo, ossia la decisione che ognuno di noi si trova ad affrontare da ragazzino nel momento in cui viene inserito all’interno della società.  Questa considera molto poco le tendenze e le influenze del bambino, che si ritrova a dover scegliere se lasciar svanire nel dimenticatoio quelle fantasie del tipo “da grande voglio fare l’astronauta”, “da grande voglio essere un esploratore”, oppure accettare i canoni sociali per una vita meno ideale ma che gli permetterebbe di sopravvivere e di non essere schiacciato dalla società.

Sono infatti due mezzi volti:  a sinistra il volto del bambino e a destra lo stesso rappresentato da adulto, immerso nel bianco e nero.

Il disegno è geometrico per rappresentare una struttura sociale molto poco elastica e molto schematizzata.

Infine il titolo è scritto a mano, dalla mano di un adulto, che augura ironicamente buon compleanno al bambino. Un modo  per dire che è giunta l’ora di abbandonare la visione fantasiosa di se stesso da adulto , in favore di una visione che si deve rassegnare a ciò che la società vuole per lui.

 

 

Osten:

Da quale strumento nasce la realizzazione dei brani? Quale componente si occupa del songwriting?

 

 

Pensiamo che ogni strumento possa nascondere l’idea per la prossima canzone, ma generalmente componiamo a partire da delle basi elettroniche che creiamo al computer, da un giro di accordi specifici, o da un riff di chitarra.

 

 

Sandro Accardi:

Vivete grazie alla vostra musica? Se non è così, che mestiere fate?

 

 

No, non viviamo ancora grazie alla nostra musica, è davvero difficile riuscirci quando ancora si è nell’underground. Ma l’intento è quello di riuscirci, perciò realizzare il nostro progetto necessita di un buon investimento, come per tutti i musicisti che come noi voglio portare la loro musica a più persone possibili.

Nella vita siamo 3 studenti universitari e due lavoratori.

 

 

Barabba:

Che effetti usate quando suonate? Sono gli stessi che poi utilizzate per registrare?

 

 

Ci affidiamo completamente al digitale per il suono che vogliamo per le nostre canzoni . Abbiamo abbandonato le convinzioni legate a testate e casse per gli strumenti a corda e ci siamo affidati a prodotti completamente digitali, che oltre ad essere perfetti per i nostri obbiettivi, sono veramente comodi quando ci si sposta per i concerti.

Anche per le parti elettroniche ci affidiamo a DAW di gestione suono e i VST che più ci piacciono.

Usiamo gli stessi strumenti sia in studio che in Live ma nel secondo caso abbiamo degli effetti dedicati per suonare dal vivo.

 

 

Mystisk Dod: 

Qual' è la storia dietro il vostro nome e, se lo avete , dietro al vostro logo?

 

 

Il nome “Entail Of Crow” vuole comunicare l’dea di quello che ogni persona possa lasciare al mondo quando non c’è più.

Poiché esso può essere di natura sia positiva che negativa ,in base alle scelte che si prendono durante la vita,  ci siamo ispirati al simbolo dello yin e dello yang che racchiude l’essenza di tutto e del suo esatto contrario. Abbiamo quindi posto allo stesso modo due figure simboliche che potessero rappresentare il lascito che riceve in eredità chiunque venga dopo di noi, in senso buono o cattivo. 

Il bambino, il figlio, che è ciò che rappresenta di più il nostro essere quando non ci siamo più, e a lui cerchiamo di trasmettere tutto quello che in noi c’è di positivo; e il corvo che da sempre in molte culture è rappresentazione del male.

Insieme sono posizionati come due gemelli nel grembo di una donna.

 

 

Curse Vag: 

Se doveste associare uno stato d'animo al vostro lavoro per poterlo descrivere, quale sarebbe e perchè?

 

 

Da un primo ascolto del nostro singolo “Happy Birthday, Peter” traspare un messaggio di speranza, che apre le porte alla possibilità di qualcosa di buono nel futuro di ognuno di noi nonostante tutte le avversità, una visione oggettiva ma sicuramente positiva. Questo è quello che vogliamo comunicare con la nostra musica , e consecutivamente abbiamo scelto le parole che rendessero al meglio questa sensazione.

Poi ,ovviamente, ogni ascoltatore proverà una sensazione diversa in base alle proprie esperienze e ai ricordi che la nostra canzone possa far tornare alla memoria. Ci piace pensare che ognuno faccia propria la canzone e possa sentire quello che più spontaneamente è portato a provare, anche se l’idea iniziale è quella che abbiamo descritto.

 

 

Michele Puma: 

Cosa ne pensate delle band che inseriscono pensieri politici nei loro testi? Pensate che l'idea politica ma anche religiosa possa influenzare la naturale evoluzione di una band che si affaccia nel mondo underground e successivamente nel mainstream?

 

 

Sicuramente la predisposizione politica e religiosa che ognuno ha influisce in maniera decisiva sui testi e quindi sull’evoluzione della band.

E’ giusto che queste tendenze condizionino la band, inserendo nei testi il loro reale pensiero, anche se sono argomenti che vanno trattati con le pinze poiché oltre a condizionare il futuro andamento della band, condizionano anche chi ascolta la canzone.

 

 

Piero Alchem:

Secondo voi esiste una "scena metal" italiana? Cosa ne pensate a riguardo?

 

 

Si, crediamo che una scena metal italiana esita e che sia davvero ottima.

Il nostro paese sforna continuamente grandissimi artisti e grandissime band che non hanno nulla da invidiare a quelle estere.

 

 

Mickey E.Vil:

Come promuovete la vostra musica sul web? Avete idee da suggerire ad altre band?

 

 

Il Web ormai è uno strumento che ogni band deve imparare ad utilizzare per poter promuovere la propria musica.

E’ uno strumento davvero potente.

Noi utilizziamo moltissimo i social, piattaforme digitali e mail.

Il consiglio che riteniamo più utile per le band è di rimanere sempre attivi sui social, e sulla propria pagina web ufficiale.

 

 

Led Green:

Con chi vi piacerebbe andare in Tour?

 

 

Sicuramente con band che come noi hanno forti influenze elettroniche nelle loro sonorità, sarebbe uno spettacolo fantastico unire band che fanno dell’elettronica la loro particolarità.

Se dobbiamo fare dei nomi, ci piacerebbe suonare con Crossfaith, Enter Shikari oppure I See Stars.

 

 

Silvia Agnoloni: 

In che modo vi aspettate di trovare supporto proponendovi in Italia?

 

 

Con gli anni abbiamo imparato che il miglior supporto che possiamo trovare sono le band stesse che come noi appartengono all'underground.

Ci supportiamo molto a vicenda, senza troppa competitività, anzi… spesso ci scambiamo date e contatti utili.

 

 

Polverone Liz: 

Siete credenti, approvate il messaggio cristiano o cercate di distanziarvi facendo anche testi satanisti nel senso anti-cristiano?

 

 

Noi non siamo credenti, ma nei nostri testi capita che possano comparire riferimenti alla religione poiché spesso raccontiamo ciò che osserviamo nella società e poiché la società stessa risente l’influenza della religione, non possiamo far altro che prenderla in considerazione pure noi.