Fabio Sansalone:

Come e quando avete scoperto di amare la musica metal? 

 

 

PETER: Avevo 12 anni suonavo e cantavo ancora nel coro della Chiesa, avevo ascoltato già un sacco di roba per la mia curiosità, cosi conoscevo e scoprivo artisti band che non sapevo nemmeno che esistessero cosi mi venne tra le mani un cd dei DEI Black Sabbath LIVE AT LAST e ce l'ho ancora... per me è stata la svolta come scoprire qualcosa che per te nemmeno esistesse. L'anno dopo sono uscito dal coro ed ho comprato la mia prima chitarra elettrica.

 

 

Igor:

L'artwork di un album è molto importante, forse il primo approccio per un futuro nuovo fan. Voi con il vostro cosa volete trasmettere? 

 

 

PETER: Sicuramente ci rivolgiamo a tutto il pubblico che ama scoprire nuove band un pubblico che si aspetta un lavoro che sia capace di sorprenderli e sorprendere trasmettendo con la nostra musica l'energia e con le nostre canzoni la dimensione dove ogni pensiero può trovare il suo luogo ideale. Questo è l'inizio e ci auguriamo un proseguo, ma questo dipende dai fan, noi amiamo la musica ed amiamo chi la ama.

 

 

Karen:

Avete un progetto in particolare come obiettivo? Qual è la vostra massima aspirazione? Come vi vedete da qui a qualche anno?

 

 

PETER: Si, far uscire questo album che per noi è il primo e far ascoltare le nostre canzoni a chi sia capace di farle sue più di quanto siano nostre. Come ispirazione è quella di essere un gruppo di amici che si diverte suonando e che riesce a parlare con le sue canzoni delle emozioni dei sogni della vita delle persone delle loro rabbie delle incomprensioni che si subiscono tutti i giorni. Ma tutte queste delusioni rabbie se la devono vedere con noi. Da qui a qualche anno sicuramente avrò una chitarra tra le mie braccia e un foglio di carta con una penna davanti, siamo concentrati al presente si siamo dei ribelli spericolati non sappiamo nulla è davvero difficile risponderti meglio di cosi.

 

 

Osten:

Da quale strumento nasce la realizzazione dei brani? Quale componente si occupa del songwriting?

 

 

PETER: Parte dalle chitarre continua con la ritmica si sviluppa con la dinamica la fantasia e la magia e quello che lega tutto. Mi occupo della scrittura dei pezzi dedichiamo molto ai testi per incastrarli in maniera fluida con la musica, non è facile far funzionare tutto, sono pezzi incalzanti dove deve essere tutto unico e far andare bene le cose e roba che richiede tempo, poi tutto passa dalle mani e dalla testa di tutti. Per ''IN THE NIGHT'' è partito tutto dal mio arpeggio poi la strofa dalla mia chitarra cosi è venuto fuori il suono dei piatti che ascoltandolo è qualcosa di unico, riesce ad inebriarti dal primo tocco e quando arriva il riff della seconda chitarra sull'attacco tutto decolla, sembra di stare su un cavallo nel cielo, ti prende e basta.

 

 

Edoardo Napoli:

Cosa dovrebbe convincere il pubblico ad ascoltare proprio il vostro materiale in mezzo ad una concorrenza così vasta?

 

 

DAVIDE: Sinceramente per noi la concorrenza la vediamo come concorrenza leale, chi ascolta altri gruppi può benissimo ascoltare anche noi, anche perchè quello che facciamo noi è qualcosa di totalmente diverso dagli altri e i pezzi non sono niente di sentito fino ad ora. Per quanto riguarda le canzoni e i testi il richiamo e ciò che comunica è senza dubbio unico.

 

 

Mystisk Død: 

Qual' è la storia dietro il vostro nome e, se lo avete, dietro al vostro logo?

 

 

PETER: Il nostro nome e la descrizione della nostra forma artistica descrive l'essenza che ci forma e che ci definisce, PROSA ROCK, la PROSA è una forma di scrittura anche poetica che non segue regole precise, non e racchiusa in protocolli forme o maniere definite, ma si esprime e basta, espressione pura, libera, naturale, vera. Il ROCK invece è il linguaggio con cui mandiamo il nostro messaggio molto diretto, secco, immediato e così che i nostri testi diventano musica. Noi non avendo regole non abbiamo loghi ma usiamo altri target: immagini di scenari, visioni, luoghi dove ci sono molti significati.

 

 

Curse Vag: 

Se doveste associare uno stato d'animo al vostro lavoro per poterlo descrivere, quale sarebbe e perchè?

 

 

PETER: Dipende dalle canzoni, ed abbiamo canzoni tutte totalmente diverse tra loro, la risposta più esatta potrebbe essere la voglia che c'è in ognuno di noi di voler sognare, di lottare per un sogno, fare di tutto per realizzarlo così come sentirsi a terra con il cuore spezzato se vediamo che in qualche modo si sta per infrangere di fronte a qualcosa che vediamo ingiusto o che non ci aspettiamo, insomma l'irrefrenabile istinto di credere nei sogni con tutto ciò che può accadere a scontrarsi con la realtà.

Ma lo scontro con la realtà è necessario se si vuole cambiare davvero ciò che viviamo. Quindi lo stato d'animo è quello sognante che deve essere preparato a passare per ogni situazione. Perchè crediamo più nei sogni che nelle realtà che vogliono distruggerci o sconfiggerci no finchè amiamo non ci arrendiamo. 

 

 

Roberto Bertero: 

Quali band vi hanno spinto a mettere su un gruppo? Cioè su quali ascolti eravate improntati quando avete deciso di avere la vostra band?

 

 

DAVIDE: Secondo me ogni band deve poter esprimersi e parlare di ciò che li ispiri di più perché solo con un pensiero "onesto" un artista riesce ad esprimersi al meglio. Alla seconda domanda invece dico vari gruppi mi hanno influenzato e spinto a formare una band e sono gruppi anche molto diversi fra loro, alcuni per i ritmi e le chitarre molto metal altri perchè danno molta carica, altri magari per i testi capaci di trasmettere emozioni e cito Alter bridge, Heaven and hell, Iron maiden, Crossfade, Black label society.

 

 

Nicole Clark: 

Avete background musicali simili o differenti?

 

 

PETER: Il nostro gruppo è un vero meltin pot di generi influenze correnti diverse, ci sono io molto estremo spazio tra i generi passo dal metal più black crossover speed fino a deliziarmi con sonate dell' 800. Sento fusion, jazz, amo il vecchio blues fino a quello del vecchio delta blues fatto da artisti primordiali fino a quelli già più recenti come freddie king ERIC CLAPTON Stvie ray; mi piacciono gli STONES, JIMY HENDRIX, STONES, ZACCK WYLDE, OZZY, RONNIE JAMES DIO, MILES DAVIS. Io ascolto musica e credo nella musica.

Giovanni è un pò come me,  sente di tutto, a differenza mia ha sfaccettature e sfumature totalmente diverse dalle mie lui può passare dalle atmosfere del GRUNGE DEI PEARL JAM AGLI ALICE IN CHAINS arrivando A SYSTEM OF A DOWN, SLAYER, per ritrovarsi agli who di keith moon a FRANK ZAPPA, STEVE VAI, SATRIANI e poi lo trovi a sentire le grandi band PROGRESSIVE e via di FUNK FUNKY JAZZ FUSION MILES DAVIS REAGGE rag time, lui è davvero tutto e la persona che la vedi saltare sotto un palco o sopra un palco per ogni musica perchè la musica ce l'ha dentro e poi ha un animo PUNK. 

SEBASTIAN è invece molto più genuino all' hard rock:  AC/DC, IRON MAIDEN Black Sabbath, lui ha origini francesi quindi ha ascoltato musiche diverse dalla folk ma ama I LED ZEPPELIN ed è uno che ha visto i METALLICA quando facevano tremare il mondo, si vestiva un pò come oggi molto più borchiato molto più pieno di pelle, gli mancano i capelli lunghi che ha tagliato ma il metal ce l'ha nel sangue. Anche lui ama il blues e ama suonare i pezzi METAL UNPLUGGED. DAVIDE è un po come SEBASTIEN forse più genuino, non ascolta BLUES HENDRIX lui è davvero METAL, PUNTO.

 

 

Team:

Per concludere l'intervsta...

 

 

Pietro de luca voce chitarra, Giovanni Rizzo batteria, Sebastien Morel chitarra, Davide Petraglia basso guitar voce, Edoardo Di Vietri chitarrista, arrangiatore, pre produzione, Mario Riso: produttore