I degenerhate e il loro ultimo lavoro "Chronicles of the apocalypse" sono i protagonisti della recensione di oggi; La band gira attorno al fondatore Gianluca Lucarini alla chitarra e alla voce scream; gli altri membri sono Mario K Paparella al basso, Stuart Franzoni alla batteria, Angelo Vernati alla chitarra ritmica e Renato 'Big R' Lucandri alla voce growl. La band propone un grind che vuole essere un tributo a Napalm Death, Carcass, Autopsy e altre grandi band specializzate nel genere; le canzoni sono scritte dal già citato Gianluca Lucarini e poi arrangiate dal gruppo.

Che dire, chronicles of the apocalypse è un disco duro da digerire, un brano va, un brano viene, con la costante forza propulsiva di questa band che mi ha conquistato.

Tanti brani, quasi tutti sotto il minuto di durata; i Degenerhate non hanno tempo da perdere e da farci perdere e quello che hanno lo mettono subito sul piatto; ritmi veloci, velocissimi...power guitar, basso presente, batteria da infarto...e poi le voci...rabbiose, ora acute, ora gutturali, a fare da contraltare ad una musica pesante ma liberatoria.

Non mi soffermo ad analizzare brano per brano perché sarebbe inutile, questo disco va gustato dalla prima all'ultima nota, è un viaggio continuo senza fermate intermedie...chi avrà  il coraggio di salire a bordo troverà pane per i suoi denti. Tipico disco dove non basta il primo ascolto per assaporarne tutto il valore; ad ogni ascolto successivo se ne coglie una sfaccettatura diversa e si nota la diversità e la complessità di alcuni riff.

Nota di merito per l'intro di BEHIND THE BLACK HORIZON con il basso sopra le righe e per FUR IS DEAD e NEW WORLD DISORDER brani sopra i due minuti che ci sorprendono con brevi assoli di chitarra tecnici e incisivi; poi c'è la bellissima ANOTHER YOU ANOTHER ME forse la canzone più bella dell'album, violenta ma delicata allo stesso tempo. SONG OF HATE AND DISTRUCTION ci sorprende con un interludio di chitarra e basso clean prima della violentissima TURN OFF THE TV TURN ON THE BRAIN che ci porta all'outro che chiude il disco.

Con questo lavoro i Degenerhate confermano di andare per la loro strada, sanno che il loro genere non è per tutti, ma sono consapevoli che hanno dalla loro una folta schiera di amanti del genere che già aspettano il loro prossimo lavoro.

 

Sandro Accardi

75/100