Band romana nata nel 1991 inizialmente conosciuti come "Deviate Ladies", escono nel 2015 con il terzo lavoro in studio, quello che ora vado a recensire.

 

L'album è composto da sedici tracce, suddiviso in due cd, per una durata di circa 1 ora e 35 minuti; la proposta musicale è difficilmente catalogabile, ogni pezzo è intriso di pura follia musicale, se così possiamo chiamarla...

La musica suonata in questo doppio cd non è proprio tanta, anzi è alquanto poca, dove però c'è di tutto: dal metal gothic rock a dark wave, punk rock, noise ed industrial e addirittura musica bandistica e popolare.

Tutti questi ingredienti vengono miscelati in modo geniale, tanto che chi ascolta questo mix di suoni fa davvero fatica a seguirne il filo, ma se ci si riesce non si può far altro che rimanerne affascinati ed intrigati.

Tutte le forme d'arte sono sottoposte ad un giudizio; se per un album per così dire normale può essere semplice esprimersi, per questo il discorso è più complicato, bisogna capirlo, entrare in sintonia con chi lo ha scritto ed interpretato.

Comprendere i Deviate Damaen non è impossibile, bisogna partire dal fatto che loro fanno quello che vogliono, quello che è di loro gusto, indipendentemente che l'ascoltatore possa apprezzare o meno, indipendentemente dal fatto che la critica possa cassare un loro lavoro.

Detto tra noi, apprezzo questo modo di pensare, sono a favore del: "faccio quello che voglio quando voglio". Ma ci vuole carattere e sfacciataggine per presentare alla stampa un cd come questo; in un periodo storico dove si cerca di uniformarsi e di uniformare, loro riescono, nel bene e nel male, a cantare fuori dal coro, e già solo per questo meritano grande rispetto.

 

Nel primo cd la musica inizia realmente con la terza traccia: "L'antimissionar" perché le prime due sono unicamente synth e citazioni in latino. Questo pezzo ci mostra  la vena piu gothic nei Deviate Damaen mentre in  Centone “Ad Guerram”,  la quarta traccia a circa metà durata, dopo lungaggini varie ci regala un paio di minuti di buon gothic rock.

 

NARCISSUS RACE (Bunker Remix): secondo me il pezzo che vale l'intero album, potente ben suonato con assoli di chitarra che sembra taglino in due il velo sonoro, sul finire il pezzo diventa da quasi elettronico, la mutevolezza di questa traccia e davvero impressionante.

 

Il secondo atto del platter, ovvero il cd 2, ha molti più pezzi musicali ma....

....I 19 minuti di "Basta non basta" e i suoi: "Coriandoli del volontariato multicolore" sono per così dire stucchevoli per i circa 8 minuti di scherzi telefonici, ma poi ci regalano una perla, un pezzo estremamente dinamico, dagli Arcturus all'elettronica....da ascoltare e capire.

Continuando a seguire il cd 2, dopo l'ennesimo pezzo recitato, ci si presenta questa traccia:  "GOTHIKO, NON HAI CAPITO UN CAZZO SE... " sembra quasi una canzone dei cartoni animati giapponesi....

L'episodio, a mio parere, più basso dell'intero album è "SCHIUMA SU STO SCROTO, PROGRESSISTA! (live)" un pezzo sostanzialmente punk rock poco pertinente nel contesto generale, ma  esiste sempre per il discorso fatto in precedenza: "faccio quello che voglio quando voglio".

Ora, tirando le somme, si può dire che è un album che ha bisogno di essere compreso ed assimilato, sicuramente con svariati ascolti, non si può ascoltare a pezzi, deve essere preso tutto d'un fiato, bisogna avere tempo e voglia, forse è un disco che più di altri è in grado di metterci di fronte alle nostre emozioni.

Come si diceva in un popolare spot televisivo degli anni '80: "per molti ma non per tutti".

  

Igor

66/100