Amanti della montagna, delle fredde stagioni, dei boschi, delle avversità climatiche e tutto ciò che in sintesi concerne la natura e la sua più intima espressione seguitemi: vi condurrò all'interno di "The Magic of Nature" unica fatica datata 2012 del monicker che corrisponde al nome di Elderwind, progetto Atmospheric Black Metal russo fondato da Persy Vyacheslav, mente e braccio del progetto coadiuvato da Andrey Bykov per la batteria e da Alexandr Sinyugin per la voce.

Un gracchiare di un corvo e il sintetizzatore autore di generare l'atmosfera ci catapultano subito con la mente all'interno di un paesaggio naturale e freddo che come ci suggerisce il titolo "In the Snow" capiamo benissimo quali temi tratterà. 

Il modo migliore per proseguire l'ascolto dell'album in questione,  che andrebbe bene con qualsiasi album Atmospheric Black Metal è "dimenticarsi di come si aprano gli occhi" per permettere alla musica di fare il resto: ovvero di trascinare a forza l'ascoltatore a immedesimarsi con l'ambiente circostante, a sentire la forza e la magia della natura pervaderlo completamente. Il disco si presenta molto omogeneo nel suo, quindi mi esimerei tranquillamente da fare un track by track. Tra i momenti salienti del nostro ascolto troviamo però "Shining Star" in cui una voce femminile e tastiere Lustreane fanno la loro ottima parte. Ogni pezzo è un inno a madre natura (basta dare un'occhiata veloce ai titoli: The Nature Stuck in A Dream, The Magic Of Nature, The Approach of Spring) in cui il russo Persy Vyacheslav è debitore nei confronti del già citato Lustre, ma anche del famoso duo Austriaco testa di serie del genere. Altra menzione speciale per "The Approach Of Spring" unico pezzo dove la batteria si fa veramente sentire oltre ai synth più ispirati che mai accompagnati dall'iniziale sibilo del vento; elementi che tutti sommati insieme provocano un sentore da pelle d'oca sia per il freddo sia per le sensazioni. Ancora due parole per "When The Rain Starts Again" ormai promossa a "Canzone di riflessione introspettiva che viene suscitata dalla vista e dal rumore della pioggia guardando fuori dalla finestra". Avete ancora gli occhi chiusi no? Bene, non apriteli: sta piovendo, un accenno del fragore di un tuono, il fruscio dell'acqua che si infrange al suolo e il vostro naso schiacciato contro il freddo vetro della finestra sono gli elementi di partenza; un colpo di grancassa e l'incedere di un riff vibrante che man mano aumenta ci iniziano alla bellezza della pioggia con le tastiere e i tuoni che fanno da sfondo alla sezione ritmica e alla voce del nostro screamer; un continuo apicizzarsi per tutta la durata della canzone di emotività che genera malinconia in un certo senso. Se dopo tutto questo susseguirsi di emozioni ancora non avete pianto, o solo non avete pensato di aver voglia di piangere oppure la musica non ha suscitato nulla in voi e invece di trasportarvi nei luoghi in cui ho cercato di descrivervi ve ne siete rimasti sul vostro divano o dovunque abbiate ascoltato le idee del progetto Elderwind; beh ho una brutta notizia: questo genere non fa per voi. Se invece come succede a me, il vostro divano è diventato un freddo suolo erboso coperto di neve e la lampade della vostra stanza è diventato un alto aghiforme... bene, avete colto il senso del disco e del genere soprattutto.

 

 

Synth Lord

80/100