Ora ditemi, aldilà di tutte le critiche, quante band nate negli anni '80 riescono, ancora oggi, a comporre album di un certo calibro? Credo che siano poche ormai. Di conseguenza, a prescindere dal risultato, non possiamo disprezzare un full come The book of souls, aggrappandoci al fatto che di tanto in tanto si udisce un riff magari già ascoltato in precedenza. Non possiamo catalogare un fallimento un album nel quale la voce del cantante non ha più quella ugola potente di una volta solo perchè purtroppo si invecchia e si arriva nonostante tutto a quasi avere 60 anni con ancora una voce imponente. Non possiamo di certo giudicare male il sedicesimo studio album di una band che ha fatto la storia dell'heavy metal semplicemente perchè nel 2015 ciò che si ascolta non equivale ai classici degli anni '80 o '90.

Ma i veri amanti del metal, dico io, non riescono proprio a digerire le innovazioni delle band storiche?

Ecco arrivati al punto cruciale delle critiche: l'innovazione.

Parliamoci chiaramente, poi può anche darsi che il mio parere sia semplicemente legato all'enorme passione che mi lega agli Iron Maiden dal lontano 1986 ad oggi, qua si parla di una evidente innovazione del sound in generale. Tastiere, cantato, melodie malinconiche e struggenti e persino le famose tre chitarre.

Questo, che piaccia o meno, è quello che hanno portato i Maiden ad essere amati e seguiti oggi nel 2015, dopo 35 anni di carriera. Una carriera che, secondo me, almeno dal 2000 ad oggi, è stata ricoperta di cambiamenti e originalità.

Come ci si potrebbe aspettare oggi di ascoltare l'ultimo full dei Maiden e sentire un secondo Powerslave o un secondo Fear of the dark? Certo quegli album hanno coronato la "Vergine di Ferro", di quelli non ne usciranno più, come non può uscire un altro Painkiller o un altro South of heaven ecc. ecc. C'è da sottolineare che (e questo effettivamente è stato l'unico azzardo dei Maiden), un full di 100 minuti è un qualcosa fuori dal comune specie dopo tanti anni di carriera. C'era da aspettarselo che in 100 minuti una ventina almeno sarebbero stati superflui. C'era da aspettarsi che in 100 minuti poteva esserci un riff o anche due o tre che ricordassero quelli del passato. 

In poche parole, tracce come: If Eternity Should Fail, Tears Of A Clown, The Book Of Souls, sono le più esaltanti e già con queste, originali, ben suonate, innovate, metà di un full di media durata è assicurato. Come non citare Empire of the clouds?, 18 minuti di canzone con un melodioso, struggente intro per poi un susseguirsi di varie sonorità altrettanto non comuni al sound degli Iron Maiden? 

E non sto a citare le altre canzoni perchè, secondo me, l'album va ASCOLTATO CON MOLTA ATTENZIONE PER ALMENO DUE O TRE VOLTE DI FILA, per comprendere ciò che sono oggi gli Iron Maiden, per comprendere le articolate, originali e comunque sia molto piacevoli sonorità del presente. 

Per tutti coloro che stentono a immedesimarsi nelle menti di persone che, dopo tantissimi anni, sfidano le leggi della musica, rischiando appunto critiche a dir si voglia, c'è poco da dire, evitate questo full perchè non entrerà mai a far parte di voi.

Rimasi anche io spiazzato al primo ascolto perchè mi aspettavo tutto meno che sonorità in alcuni tratti, altamente epiche, struggenti, toccanti con le loro melodie. Inserti molto notevoli di tastiere malinconiche e persino ascoltando le chitarre che si accingono a fare riff direi mai ascoltati sino ad ora in 15 album.

Per quelli che hanno larghe vedute e non pretendono nulla di ciò che era, ma pensando all'ascolto di oggi come al primo di una nuova era, consiglio l'acquisto e l'ascolto ripetuto di The book of souls perchè di emozioni ne regala e non poche.

Amato o disprezzato. NO! Non sono proprio d'accordo a catalogare questo full Ben fatto o Mal fatto. Un fiasco o un capolavoro. Per l'album in questione esiste solo: essere capito? o non essere capito? A voi l'arduo compito di sforzarvi nel cercare di apprezzare il disprezzato. Magari, il tipo di sound sarà amato fra anni, come quando i Nocturnus suonavamo musica che era molto avanti per quei tempi, cosi potrebbe essere accaduto per i sei inglesi che hanno e fanno la storia della musica metal. 

 

Fabio Sansalone

80/100