Tutto ha inizio con un fragore di sottofondo, un doppio battere sul microfono (mancherebbe solo il "prova prova") poi una sorta di urlo confuso in lontananza e le corde pizzicate di una chitarra con una scala accennata; silenzio ed eccoci: lo scream del mai abbastanza compianto Per Yngve Ohlin ci introduce al riff di “Deathcrush” dei Mayhem, gli istigatori dell'oscurità del nord. Non credo che debba essere io a spiegarvi chi sono costoro, le vicissitudini che li hanno riguardati e i fatti accaduti in Norvegia tra il '90 e il '95;  almeno non in questa sede. Mi limito a dire che sono fautori della nascita del movimento, dello stile, del genere black metal anni '90 e fonte di ispirazione per molti gruppi che di lì a poco sarebbero nati. Ciò di cui vi ho poc'anzi parlato è l'inizio del famigerato Live In Leipzig (registrato a Lipsia nel '90, ma pubblicato nel '93 postumo alla morte per suicidio del Nostro Yngve Ohlin, meglio conosciuto come Dead) manifesto della formazione classica dei Mayhem che vedeva Dead alla voce appunto, la mente dell'inner circle nonchè iniziatore dei dogmi black metal ovvero Øystein "Euronymous" Aarseth alla chitarra, Necrobutcher al basso e Hellhammer alla batteria. Tornando al disco, beh quale inizio migliore di un pezzo simbolo del movimento come “Deathcrush”? Tutto è al suo posto in questo che potrebbe essere considerato come il miglior album dal vivo di black metal: produzione al limite della decenza (in più c'è da contare anche che è una registrazione fatta dal vivo), batteria che martella infernale (azzeccato il nome da battaglia di Hellhammer eh?) riff semplici, ossessivi e ai minimi termini com'è  giusto che sia per un album di questo genere e il biondo svedese che dà tutto se stesso con la voce: urlando e “screammando”. Procedendo con le tracce troviamo pezzi che poi daranno vita a quell'altro caposaldo che è "De Mysteriis Dom Sathanas.  Funeral Fog (una di queste) è preceduta dalla frase "Come On Leipzig!" del nostro che mira a incitare il pubblico per prepararlo al distendersi delle nebbia funeraria nella Ex Germania dell'Est sancita dal forte pestare di Hellhammer. La canzone parte su ritmi forsennati per poi rallentare giusto un attimo prima che vengano pronunciati i versi "Every time this year this dark fog will appear", è l'inizio della fine: terrore, e sconforto piombano nelle menti dei presenti mentre Dead ci narra della nebbia che miete le sue vittime in Transilvania. 

Ve la siete fatti abbastanza sotto? No, io non credo. I Mayhem hanno altro terrore da diffondere in quel  di Lipsia; dunque si passa a The Freezing Moon che con il solo verso iniziale (immaginate che lo stesse gridando rivolto ad occhi chiusi alla volta celeste) mette la giusta inquietudine, inquietudine ossessiva.

 “When it’s cold, and when it’s dark, THE FREEZING MOON CAN OBSESS YOU!” 

Canzone direi "cavallo di battaglia" dello svedese, quando si pensa a lui viene in automatico da pensare alla luna gelida; il ritmo è incalzante e a tratti molto lento rispetto agli standard del disco, il riff non sarebbe per niente fuori luogo su un disco doom metal… appena detta questa frase però il ritmo si fa velocissimo e dopo che ci vengono raccontate il luogo e le sensazioni di Ohlin mentre segue la fantomatica luna è di nuovo notte, ed è ora di saziare la nostra fame di carne umana seguendo ossessivamente la stessa luna. Il disco si mantiene su standard alti con Pagan Fears e Buried By Time And Dust altre due canzoni simbolo di quel che sarà De Mysteriis. Superba la presenza di Dead che di tanto in tanto coinvolge il pubblico anche fomentandolo come nell'inizio di Pure Fucking Armaggeddon chiedendo di unirsi a lui nell'apocalisse sonora, o accertandosi che siano partecipi: "Are You Dead? Ah?!". Si notano alcune ingenuità qui e là, nel corso del disco come l'errore di Euronymous sull'assolo di "The Freezing Moon", ma cosa sto dicendo? Quali ingenuità? Il Black Metal non ha bisogno di perfezionismi, quindi peggio è registrato, meglio è! Che altro dire… disco da avere, da conoscere, da venerare! Manifesto del black metal e unica testimonianza (con un disco completo) della formazione classica dei Mayhem e di Per Yngve Ohlin alla voce.

 

 

Synth Lord

90/100