Per cominciare dobbiamo ammettere che questa volta i Moonspell hanno davvero sbalordito in tutto e per tutto. Questo undicesimo lavoro, diciamocelo, ha una marcia in più rispetto i precedenti. Che la band capitanata da Ribeiro abbia sempre voluto sperimentare musicalità diverse in ogni loro lavoro questo già lo si sapeva e lo si è appurato col passare del tempo. E c'è anche da ammettere che, nonostante quella di sperimentare sia sempre una scelta rischiosa, i nostri lo hanno fatto sempre con tatto e intelligenza, senza mai sbagliare un colpo. 

Ogni album dei Moonspell ha il suo fascino e, quale più quale meno, tutti meritano appieno un giudizio positivo in quanto gradevoli da ascoltare. E proprio per questo apprezzo molto questa band, perchè non cedono mai alla ripetitività e non si accontentano di avere un proprio punto fisso e stabile in campo musicale. Questo è molto da apprezzare oggi come oggi perchè sono veramente poche le band che si mettono in gioco ad ogni loro nuovo lavoro cercando di creare un qualcosa di diverso mantenendo tutto sommato i propri canoni d'esordio. 

Ed ecco quindi che nasce Extinct, lavoro davvero ben fatto nel vero senso della parola. Questo è un album che ti carica di emozioni e adrenalina dalla prima all'ultima nota. Decisione molto saggia da parte di Ribeiro di utilizzare quasi in toto il clean piuttosto che il growl. E' uno dei pochi cantanti che posseggono una ugola particolare e che ti cattura col suo fascino. Fernando ha davvero una voce molto toccante e assolutamente adatta al gothic. Poi vorrei permettermi di precisare che in questo album è di una scioltezza e naturalezza molto toccante, canta in un modo così soave e naturale che ti invita a canticchiare appresso a lui. A tratti viene usato anche il growl ma questo lo si usa quando davvero necessita.. Particolare anche le doti da parte di Ribeiro di sapere usare entrambe le vocalità. 

Non sono certo da meno i restanti componenti, l'uso delle tastiere è davvero ben fatto, con inserti sinfonici, orchestrali molto ben strutturati. Basti assaporare la opener track Breathe per farci una idea della grandezza, della maestosità di cui ci rendono partecipe. Una sintonia davvero invidiabile da parte di musicisti di questo calibro che ci ammaliano di tanto in tanto con assoli molto avvincenti. Parliamo comunque di una band che è nata da alcuni decenni e che ha sempre saputo tenere alto il nome e il gothic.Canzoni come Breath, The last of us, Domina, la stessa Extinct, molto avvincente e cosi' come tutte le altre, non hanno bisogno di parole per essere capite e apprezzate, ma hanno bisogno solo di due orecchie e un buon udito per assaporarle e farsi trascinare in quel vortice di emozioni che ti sollevano, ti rattristano, ti caricano di adrenalina e poi ti abbandonano nel bel mezzo di un viaggio di puro godimento.

Sinceramente, poi è ovvio che la soggettività predomina su tutto, non riesco a trovare un punto debole in questo album, tutto è così bello e al punto giusto che non si può non apprezzare questa ultima uscita di questa magnifica band. Complimenti Ribeiro e Co. Cento di questi album!

 

Fabio Sansalone

90/100