Nel lontano 1997 ad Imola (BO) nascevano i Mourn in Silence, la band edita nel 2001 "Light of Misery" primo full leght, nel 2003 "Redemption" un EP di ben 7 tracce e nel 2012 il secondo full intitolato "Until the stars won't fall".

 

Il primo capitolo scritto ed interpretato dai bolognesi è come anzidetto "Light of Misery", il platter è composto da nove tracce per una durata complessiva di circa 40 minuti.

Il sound proposto è un'alchimia di death, black, gothic metal, con architetture sinfoniche e orchestrali che rendono l'intera opera maestosa ed imponente.

 

Chain of Spirit: intro pianoforte e voci sussurrate che portano l'ascoltatore ad entrare "spiritualmente" nelle atmosfere evocate dai Mourn in Silence.

 

Rebellion: chitarra/ batteria velocissime, assolo di chitarra iniziale ad apertura del cantato in growl, la parte sinfonica orchestrale fa subito bella mostra di sè compattando e rendendo il suono potente e vigoroso.

 

My Dominion: in questa terza track si sente un cambio di vocalizzo, dal growl si passa allo scream i due stili tendono poi a miscelarsi in modo pressochè perfetto, la canzone oltre al roccioso metal ha sempre delle soluzioni orchestrali molto interessanti che rendono il pezzo decisamente dinamico.

 

Heaven's Sword: meno orchestrale e molto più robusta questa quarta traccia, metal stiloso, elegante e mai scontato grande virtuosismo di chitarra sul finale del pezzo. Una vera chicca.

 

Fallen: la traccia più corta dell'intero album, una traccia in perfetto black sinfonico,  la voce è maligna, le chitarre sono affilate come coltelli e  la batteria è potente senza essere ingombrante.

 

Inferno: le orchestrazioni entrano in modo prepotente in questa track la rendono claustrofobica, il sound e le strutture ricordano quelle del miglior black sinfonico di stampo nord europeo, è il finale che riserva la sorpresa più grande, da ascoltare con trasporto.

 

Last Temptation : i nostri in questo pezzo ci vanno davvero pesante, le parti strumentali sono curatissime e gli assoli di chitarra sono azzeccati e rendono la traccia davvero ricca ed enfatica.

 

Decaying: dopo una partenza fulminante, la traccia diventa più lenta ed evocativa si sconfina quasi nel doom metal anche le parti vocali sono meno urlate a favore di sussurri e growl, che portano l'ascoltatore verso l'ultima traccia del'album.

 

Color of Grace: a dire la verità,  leggendo il titolo della canzone mi sarei aspettato un pezzo lento a fine concept, invece ci troviamo di fronte ad un muro sonoro invalicabile dove la batteria e la chitarra sono potenti e veloci poi sul finire i toni si calmano ed il cd si chiude con un malinconico arpeggio di chitarra.

 

Secondo lo scrivente questo disco è davvero ben suonato e ben prodotto tutto estremamente curato, i Mourn in Silence sono una bella realtà italiana e questo lavoro merita senza dubbio di essere ascoltato in modo approfondito per apprezzare la ricchezza e la varietà degli stili proposti, la dinamicità e la mutevolezza di ogni canzone, unica pecca forse è la lunghezza, 40 minuti sono un po' pochi ma come si dice le gemme più piccole sono le più preziose perchè piu' pure.

 

 

Igor

83/100