Gli Opeth sono un gruppo formatosi a Stoccolma nel 1990.

Sin dagli albori si sono distinti per l'originale fusione fra death metal e progressive rock stile anni 70°, mantenendo questa idea musicale nonostante i 15 cambiamenti nel roaster del gruppo.

Nel 2011 è uscito il loro decimo album: "Heritage", esso è prevalentemente rock, privo di growl ma con testi e arrangiamenti tipici del gothic metal ed è costituito da 10  canzoni.

 

La prima canzone ha lo stesso nome dell' album e consiste in un solo di piano eseguito da Per Wiberg.

 

La seconda canzone "The Devil's Orchard" attira subito l'attenzioneper l'attacco di chitarra che dissolve la quiete creata dalla prima traccia e mantiene l'attenzione dell'ascoltatore per tutti i 6 minuti grazie a cambi degni di nota che esaltano le qualità singole del bassista prima e del chitarrista poi, il cui assolo si termina con veemenza e lascia spazio al piano in modo da far terminare il brano in modo opposto a come era iniziato.

 

La terza traccia "I feel the dark" si avvale degli stessi meccanismi delle prime due tracce, ma in cui l 'atmosfera è determinata da flauto e chitarra classica a scapito del piano. Ciò nonostante il brano non riesce a stupire.

 

Il brano seguente "Slither" è il brano con l'arrangiamento migliore dell'album, grazie a cambi d'accordi vari e innovativi, con l' assolo di chitarra acustica emozionante.

 

Il quinto brano "Nepenthe" racchiude tutti gli aspetti positivi della band: ti fanno provare le emozioni che vogliono loro, mai banali, bravi come musicisti e ti fanno tornare indietro nel tempo. 

 

Le cinque canzoni successive mostrano invece troppi errori decisionali: canzoni simili fra loro per come si sviluppano, lunghe e noiose e prive di quelle qualità sopra riportate.

 

Album che ricorda "Selling England by the pound" dei Genesis, ahime solo la prima parte di Heritage merita questo paragone.

Oltre a ciò non ho per niente apprezzato l'abbandono di Per Wiberg, il quale si è dimostrato nell'album il  pezzo da novanta del gruppo.

Considero comunque l'album sufficiente per le 4 canzoni che si meritano l'appellativo di capolavoro.

                                

 

Tie-break

 60/100