I Soulfly, progetto Metal formato nientemeno che da Max Cavalera, chitarrista dei Sepultura, giungono con questo Archangel al decimo album in studio, mantenendo quasi la stessa line-up del precedente “Savages”: oltre all’ex Sepultura alla chitarra e voce si possono trovare infatti Marc Rizzo alla seconda chitarra, Tony Campos al basso; il figlio di Max, Zyon Cavalera, alla batteria, rappresenta la novità di quest’album.

Pur mostrando una composizione abbastanza fresca, “Archangel” non è poi così diverso da quelle coordinate che hanno sempre seguito i Soulfly, quel Metal moderno in cui ritroviamo molto Groove Metal, molto Thrash riletto in chiave moderna, del Death Metal e qualche influenza Alternative e Nu Metal.

La prima traccia, “We Sold Our Souls To Metal” è violenta e veloce, anche se lascia poco all’ascoltatore del suo incedere rapido e violento, mentre “Archangel”, la title track, è più complessa ed articolata, anche se non convincono fino in fondo certe parti, forse ridondanti rispetto all’ossatura del pezzo.

“Sodomites”, il terzo brano, vede come ospite Todd Jones, cantante dei Nails, è violenta e convincente, senza dubbio una delle tracce più riuscite dell’album.

“Ishtar Rising” sembra voler tenere testa alla precedente in quanto a pesantezza ed esegue il suo compito alla perfezione, mentre “Live Life Hard” presenta Matt Young dei King Parrot dietro al microfono; buona la sua prestazione vocale, buono il pezzo, mentre con “Shamash” il livello scende. La traccia è più che altro un riempitivo, melodica, meno diretta del terzo e del quarto brano dell’album; “Betlehem’s Blood” risolleva parzialmente le sorti dell’album, con l’ottima prova dl chitarrista e del batterista.

“Titans” è un buon pezzo, anche se presenta lo stesso difetto della traccia d’apertura: livelli discreti, traccia diretta che però non lascia più di tanto al termine dell’ascolto. “Deceiver” si mantiene sui livelli di “Titans”, mentre “Mother Of Dragons” si segnala solamente per la presenza di Richie Cavalera, Igor Cavalera Jr. e Anahid, frontwoman dei Master Of Persia.


Tutto sommato, che dire? Questo Archangel, decimo disco dei Soulfly, presenta momenti più alti e momenti più bassi; è il classico disco di Metal di matrice moderna, un po’ Groove, un po’ Thrash, un po’ Death, un po’ Alternative Metal. La produzione è modernissima, il suono è molto curato, allo scopo di far risaltare la potenza degli strumenti e di fornire cattiveria alle sonorità di stampo “terzo millennio” toccate dal quartetto. Farà storcere il naso ad alcuni, soddisferà altre paia di orecchie.

Sinceramente trovo quest’opera piuttosto incolore, se eccettuiamo tre, quattro brani ben eseguiti. Sicuramente, se non fossero i Soulfly, “Archangel” avrebbe una visibilità chiaramente inferiore.

 

Federico DistruzioneNucleare

68/100