Chiral, one man band di Piacenza nata nel 2013 con all'attivo due Demo e due album. Rilasciato da poco il terzo, "Gazing light eternity", composto da 4 tracce, due di lunga durata e due di durata media. Il full lenght si aggira intorno ai 40 minuti.

 

TRACKLIST:

 

Parte I (The Gazer)

Parte II (The Haze)

Parte III (The Crown)

Parte IV (The Hourglass)

Autoproduzione

 

Il concept inizia con un intro raccapricciante ed atmosferico, la prima traccia è di lunga durata, quasi 15 minuti. Dopo qualche secondo voce e batteria iniziano il loro percorso che ti catapultano verso una sfuriata di chitarre che contornano un quadro dipinto di atmosfera angosciante...

 

Parte 1 (The Gazer), questo è il titolo di questo magnifico connubio di tecnicità, atmosfera e agghiaccianti melodie che ci aprono le porte a quello che si rivelerà un viaggio cupo nel mondo Chiral. 

Le tastiere pian piano si inseriscono in questo contesto fatto di batteria martellante e di chitarre che proseguono imperterrite il loro suono raffinato e continuo. Inserti di acustica si insinuano nel tutto lasciandoci spiazzati e soprattutto stupendoci della loro inaspettata presenza. Nonostante la sua lunga durata, la canzone scorre piacevolmente e ci rendiamo conto che, nonostante tutto, non subisce cali di livello compositivo. Quella scia di atmospheric-black ci da quel giusto gusto di volere assaporare il proseguire di questo album.

Parte 2 (The Haze), comincia dolcemente con suoni melodici, un sottofondo di tastiere accompagna queste note di malinconia di stile ambient. Verso metà canzone un suono di chitarre acustiche si inserisce nel contesto rendendo il tutto più leggiadro e soave. Non abbiamo batterie martellanti o voci stridule in questo brano, soltanto la dolcezza di un bell'acustico e di tastiere dallo stile docile che fanno comunque scorrere in fretta e piacevolmente i circa 6 minuti di durata.

Parte 3 (The crown), altra canzone di notevole durata, circa 13 minuti, che inizia con voce sussurrante per poi sfogarsi nel suo scream accompagnato dalle solite tastiere melodiche e chitarre quasi in sottofondo che creano una atmosfera in bilico tra rabbia e malinconia. La batteria comunque svolge un ruolo tranquillo e delicato, accompagnando il resto delle melodiche note in modo egregio. Poi dopo alcuni minuti il suono delle chitarre viene messo in risalto, donandoci una ritmica gradevole che viene poi messa in evidenza ancora di più con l'entrata della doppia cassa. I suoni diventano così più vivaci e marcati, incrementando il valore della traccia. Dei cori in sottofondo accompagnano la rabbiosa voce che di tanto in tanto sottolinea il suo esserci. Anche in questo caso la canzone giunge al termine senza provocarci noia o cali di livello, anzi, verso la fine, una scarica di batteria ed un assolo di chitarra creano un piacevole finale a sorpresa.

 

Un viaggio tortuoso e con varie sfumature di stati d'animo è quello che si sta percorrendo con l'ascolto di questo "Gazing light eternity", terzo album dei Chiral, nel quale possiamo compiacerci di ammirare la bravura di quest'uomo che riesce a fondere alla grande il fascino dell'atmospheric-black con la delicatezza dell'ambient. 

 

Parte 4 (The Hourglass), traccia che va a chiudere questo lavoro. Canzone che parte con una tastiera in sottofondo e dei suoni particolari di chitarra. Batteria che inizia a battere delicatamente per alcuni attimi, poi si placa, per poi ripartire accompagnata da tastiere più accentuate. Dopo un poco si placa nuovamente.  Anche qua gli elementi ambient sono molto presenti.

In sottofondo si unisce all'atmosfera il dolce scorrere dell'acqua intrecciato al rumore di qualcosa che arde, il quale ha campo libero per concludere la traccia e, di conseguenza, l'intero lavoro.

 

 

Ho avuto il piacere di recensire personalmente il secondo album dei Chiral tempo fa, "Night Sky" ritenendolo un bellissimo lavoro, curato nei dettagli e molto valido a livello di composizione e produzione, di sicuro uno dei più interessanti lavori rilasciati nel 2015, parlando nel suo genere ovviamente.

Siamo di fronte ad una one-man band, quindi ad una sola persona che con tenacia e ambizione si appresta a dover comporre da se ogni singola nota di ciò che ascoltiamo nei suoi album. Una persona sicuramente in gamba, visto che di questo suo terzo lavoro non posso che confermarne (almeno io personalmente) la bravura e la tecnica.

Se il suo intento è quello di creare un atmosferic-black contornato da elementi ambient, che possano catturare l'ascoltatore e renderlo partecipe del suo operato, non possiamo che ammetterne la piena riuscita. Nonostante per alcun versi questo suo nuovo album sia più tranquillo rispetto al precedente, e sottolineo solo per alcuni versi, possiamo darci all'ascolto senza esitazioni, non si resterà delusi da ciò che ascolteremo.

Un augurio a questa persona che ci ha dimostrato ancora una volta di sapere il fatto suo e, soprattutto, di riuscire nei suoi intenti con passione, personalità e fatica sicuramente.

 

 

Fabio Sansalone

85/100