OSSELTION - DIGITAL PRIMORDIAL 

 

LINE UP:

Ulag (Voce, Chitarra, Synth)

Grak (Basso)

Ruglud (Batteria)

 

TRACKLIST:

1. Digital Silence

2. Metalmorphosis

3. Old/Useless/Reseted

4. Humanity 2.0

5. Fragments of Time

6. Steel Carnage

7. Machine Heart

8. Primordial 

 

Quello degli Osseltion è un progetto particolare, nato dalla mente di Ulag (già voce, chitarra e synth in No Lost, Slaves, KaosEngine, Scala Mercalli, Feasting, Deathcvlt, SorghuM, In Lacrimaes Et Dolor) ormai dieci anni fa e che oggi si presenta in tutta la sua singolarità con questo secondo album, Digital Primordial, degno seguito di Last Words (che già aveva ottenuto riscontri piuttosto positivi ma che non ha mai goduto di una promozione live). La formazione marchigiana si autoetichetta come un progetto "Extreme Deformed Metal" con la sua mistura di Death, Thrash, Techno Death ed Elettronica. Digital Primordial si vuole proporre come perfetta sintesi di tale definizione e ce ne accorgiamo fin dalle prime note che invadono i nostri padiglioni auricolari, letteralmente aggrediti dal susseguirsi di riff a dir poco ossessivi, opprimenti, quanto potenti e costantemente spalleggiati dai synth di Ulag, vero e proprio filo conduttore a fare da struttura portante allo stesso concept dell'album: un'efferata lotta tra macchine ed esseri umani, pena l'annientamento. Un concept sicuramente non originale, oramai plurimacinato dal cinema in primis, ma che nell'interpretazione data dai nostri funziona abbastanza bene senza risultare troppo ridondante o avulso. 

Fin dal primo ascolto ci accorgiamo del livello tecnico proprio degli Osseltion, grazie, oltre che alle ottime performance di Ulag tra voce, chitarra e synth, anche al martellante blast beat di Ruglud, davvero al limite dell'umano soprattutto in pezzi come Humanity 2.0 e Machine Heart e al basso "meccanico" in mano a Grak. Tutto ciò senza considerare la mole enorme di collaborazioni presenti nel disco, ad arricchire ulteriormente il lavoro (Franz Minozzi alla voce in Humanity 2.0, Giusy Bettei al basso in Old/Used/Reseted, Andrea "Dampyr" Ercoli alla tastiera in Digital Silence, solo per citarne una minima parte). Ben introdotti gli elementi elettronici nella già citata Machine Heart, traccia altamente evocativa grazie anche alla performance vocale del master mind. Di certo degna di nota Metamorphosis, uno dei pezzi migliori, trascinante, a tratti persino melodioso (caratteristica ben poco presente nel resto del disco e forse per questo colpisce particolarmente un orecchio abituato ad atmosfere generalmente più armoniose) pur esibendo anch'essa un blast beat degno di un automa. Inoltre c'è da segnalare qui il buon bilanciamento tra elementi death, assoli e sonorità più elettroniche, al limite del cyber. Spicca anche Primordial, traccia dalla struttura forse più canonica, benchè possa risultare un po' "tirata" per le lunghe. 

Quest'ultimo fattore è forse ravvisabile in più segmenti dell'album, vista la sua stessa natura: Digital Primordial è un lavoro senza dubbio complesso, che va ascoltato con attenzione, delle volte non facilmente masticabile forse, ma che riserva delle chicche interessanti a livello compositivo. Appare evidente all'ascolto quante siano le idee partorite dalla mente di Ulag e soci e quanto ancora possono dire. Magari per dare una svolta decisiva al sound un'introduzione più aggressiva e soprattutto coesa di tastiere, synth e qualche inserto melodico più diffuso, insieme ad una distribuzione per l'appunto meno "tirata" ed eventualmente più "frammentata" potrebbero giovare pur senza snaturare il progetto stesso. L'originalità non manca di certo, le idee e le capacità tecniche, come detto, neanche. Insomma, se siete fan delle sonorità death/tharsh metal e non disdegnate l'elettronica, dare un ascolto a quest'album è d'obbligo!

 

 

Karen

70/100