Sazernyst - Worshipping The Ancient Fears of God

 

I Sazernyst sono una band Black Metal che si divide tra le province di Bergamo e Brescia.

 

Attivi dal 2012, ad oggi l'unico membro originale rimasto è Mattia: voce, chitarra e principale compositore di musiche e liriche, Michele al basso, Davide e Gabriele rispettivamente alla batteria e alla seconda chitarra. 

 

Ad oggi la band ha già rilasciato una demo (Where Darkness Dwells), uno split con la one man band americana Elegiac, e ha partecipato alla compilation Echoes Of Nihil col brano The Man Who Dominated The Demons.

La demo in recensione è composta da quattro brani tutti piuttosto lunghi per un totale di circa 25 minuti di black metal. 

 

Forest of Sorceries: l'inizio del primo brano non sembra essere violentissimo, poi però esplode in modo davvero improvviso con la batteria velocissima e le chitarre come rasoi, mentre la voce è uno scream molto tagliente. La traccia prosegue ferina e poi, dal terzo minuto in poi, procede in modo più rallentato. Solo noise di chitarra e la batteria leggera; in seguito aumenta e riprende in modo decisamente violento.

Un buon brano con diversi cambi di tempo.

 

Evocation: l'arpeggio di chitarra iniziale è evocativo, lo stesso titolo del brano lo dice,  il cantato è straziane, si perde la velocità devastante della prima traccia a favore di una song più articolata e strutturata, infatti non a caso questo è il brano più lungo dell'intera opera, il gruppo si destreggia abbastanza bene creando anche una certa atmosfera.

 

Inanna: batteria a mille, una mitragliatrice, una traccia rabbiosa, feroce ed eccessivamente lunga e a mio parere decisamente piatta, tranne per un buon assolo di basso ed un cambio di voce dallo scream al growl, per il resto questo brano è decisamente la parte più debole di tutto il demo, non riesce ad appassionarmi, non mi da nulla, rimane un riempimento, un brano in più... 

 

The Man Who Dominated the Demons: l'ultimo brano parte con velocità e prepotenza,  decisamente una mazzata sui denti, atterrisce l'ascoltatore, senza rinunciare a quel tocco di melodia, il basso si sente in modo consistente per tutta la traccia, cosa desueta per un raw black metal di tanta ferocia; alla fine il brano si conclude con un'arpeggio di chitarra e batteria, lo scream si trascina fino alla fine dell'opera.

 

Questo demo ci consegna un gruppo rabbioso ed affamato di sangue, ma con poche idee, dal punto di vista strettamente musicale e tecnico il combo lombardo è decisamente preparato ed il disco è ben prodotto, volutamente grezzo, ma dal punto di vista ideologico questo platter è il clone di altre migliaia di dischi black metal che alla fine risultano tutti uguali, si cade inevitabilmente nel calderone dei milioni di gruppi che propongono uno standard. Peccato,ci sarebbero le basi, ma le basi senza le idee non bastano.

 

Igor Gazza

65/100