Septem - Living Storm (2016; Nadir Music)

 

Ci eravamo lasciati nella primavera del 2013 quando gli spezzini Septem si apprestavano a rilasciare il debutto. Nell'ottobre del 2016 il combo ligure ritorna più in forma che mai per presentarci la nuova fatica discografica, "Living Storm".

Otto semplici pezzi di Heavy Metal firmati Septem che non delude le aspettative di una band ormai matura, consapevole delle proprie capacità artistiche e che crede in sè stessa cercando di farsi strada in un panorama come quello Metal Italiano sempre più affollato e popolato da molte band valide. 

"Living Storm" prende forma da una band che è rimasta essenzialmente la stessa di tre anni fa, fatta eccezione per il reclutamento del nuovo batterista Matteo Gigli (ex Eviliver e In This Pain).

Per chi non li conoscesse, i Septem sono in giro dal 2003 e la line-up iniziale era composta da sette membri (da qui l'origine del nome). La band conosce alti e bassi tra cambi di line-up, problemi con etichette ed un disco dovuto uscire nel 2008, ma che per motivi vari non vede la luce. Nel 2011 viene rilasciato un primo Ep autoprodotto contenente quattro pezzi che andranno poi a finire nell'esordio datato 2013. Il 2016 si rivela un anno fortunato per i liguri dal punto di vista live, in vista della pubblicazione del disco, i nostri aprono le date fiorentine di Tank (assieme ad altri gruppo underground italiani) e liguri dei Voivod in cui i nostri giocano praticamente in casa.

 

Gli otto pezzi che vanno a comporre il disco, si stagliano attraverso un sound decisamente originale. Passando per l'iniziale "Lord Of the Wastedland" che parte con un intro melodico e si trasforma in un pezzo di puro Metal moderno e proseguendo con la title - track, presentata in anteprima e si va verso le splendide "Midnight Sky" (forte di un ritornello suggestivo) e "Cielo Drive" (uno dei migliori episodi dell'album), pezzo che prende il titolo dalla villa in cui si sono consumati gli omicidi di Charles Manson. 

Si procede poi con una ballad come "Waiting for the dawn", strutturata su un crescendo di tensione che va a toccare il suo apice nel bellissimo intermezzo. E ancora le finali "Montezuma II" e "The Crystal Prison", in cui la vena più Heavy della band trova qua la sua massima espressione.

Sul lato stilistico c'è da elogiare il talento di Armanini come vocalist che riesce a dare prova di sè sia a livello tecnico ma soprattutto in quello più espressivo. Il tutto in un contesto sonoro che va dunque ad abbracciare più stili e diversi modi di approccio e composizione  alla music: si va dai pezzi tiratissimi a quelli con tonalità più calme e "prog" fino a passare a ballad e suggestioni sonore che tanto strizzano l'occhio alla grande tradizione Hard anni '70. In splendida forma la sezione ritmica formata da Andrea Albericci (basso, mastermind della band) e Matteo Gigli (batteria) così come la parte chitarristica di Enrico Montaperto e Francesco Scontrini autore anche delle parti in growl.

Il percorso stilistico già avviato con il debutto, porta i Septem ad ad evolversi in un sound ancora più ricercato e maturo. "Living Storm" risulta per certi versi superiore al disco precedente proprio per via di questi due elementi che ci delineano un sound che non è semplicemente Heavy Metal classico, ma un mix di tradizione (NWOBHM, Hard anni '70) e modernità (Death Metal). La ricercatezza della melodia va ad affiancarsi ad un uso dei suoni estremi (e dei chorus) che risultano ancora più incisivi grazie al pregevole lavoro in sede di produzione. 

Il salto di qualità è arrivato alla fine, "Living Storm" non è un capolavoro ma poco ci manca per essere annoverato tra quei dischi che vanno a formare il Metal Italiano di qualità, da valorizzare, supportare ed esportare all'estero. E' ora di puntare in alto.

 

Tracklist:

 

1.Lord Of the Wastedland

2.Living Storm

3.Midnight Sky

4.Milestones

5.Cielo Drive

6.Waiting for the dawn

7.Montezuma II

8.The Crystal Prison

 

Sonia Giomarelli

85/100