Gli Ad Vitam sono una band melodic death metal sarda, formatasi nel 2010 per mano di Mattia Amadori e Metteo Serpi, il loro primo EP "Edge of Memory" verrà pubblicato soltanto nel 2014, ma questo EP gli consentirà di poter aprire a concerti di band come Fleshgod Apocalypse, Forgotten Tomb e Destrage.

Nel Febbraio 2016 la band pubblica il loro primo Full Lenght "Stratosfear".

L'album, contenente 13 tracce che vi accompagnera' per quasi un oretta, è uscito sotto l'italiana Revalve Records.

La prima traccia ad aprire tutto è "Exosfear" un' intro molto sinfonico, a seguire troviamo “There Was Blood Everywhere” brano che mostra più della semplice influenza melodic death, qui non mancano sinfonie, effetti di sinth quasi "space", ritmi dispari, e piccoli elementi Black/Death, e elementi quasi groove e prog, insomma un pezzo che ti prende dalla prima all'ultima nota, 

Il cantato in growl e scream si alterna perfettamente alle varie parti conferendogli quella grinta in più.

Non mancano nemmeno le parti in Blast Beat che spesso si alternato a parti più lente impedendo così ai brani di risultare banali.

Molto ben organizzate sono anche le chitarre, che sia singolarmente che insieme si piazzano precise, melodiche e spesso tecniche, con assoli spesso tranquilli ma di forte impatto, sempre seguite a ruota dalla parte sinfonica e in sinth che farebbe concorrenza persino ai Dark tranquillity.

Apprezzabili anche i cori presenti in brani come "Join Me in Farewell (There Will Be Blood Everywhere)" che è accostato da una unione di Brakedown e sinfonia che dire che fa paura è voler dire poco.

spesso vi sono presenti alcuni stacchi improvvisi che lasciano quasi l'ascoltare spiazzato ma allo stesso tempo affascinato.

Un' altra particolarità dell'album è la presenza di tracce quasi totalmente in strumentale brevi e molto atmosferiche oltre all'intro Exosfear... come ad esempio "Chronosfear", "Mesosfear" e "Stratosfear" (quest'ultima è l'unica a contenere growl e voce in clean con brakedown e atmosfere che vi faranno accapponare la pelle).

Una piccola parte viene ritagliata anche per il basso in "Spektrum Walz" e Stratosfear.

Insomma, se vi piace il death melodico, sinfonico, con elementi black, brakedown spaccacollo, ritmi alla Meshuggah per quanto riguarda i tempi dispari o grooveggianti alla Lamb of god, avete di fronte un gruppo che può solo far strada e che portano avanti con orgoglio la scena estrema italiana!!

 

 

Matt Innerfrost

95/100