I Dark Haunters nascono ad Atri, nel 1999, con un black metal sfumato con influenze di symphonic, ispirandosi a band come Dimmu Borgir e Cradle of Filth.

 

La lineup si compone di:

 

Emanuele Bizzarro alla voce

Valerio Pietrunti alla chitarra solista

Sergio Nallira alla chitarra ritmica/solista

Christian Di Maria alla tastiera

Giuseppe Amadio al basso

Claudio Martella alla batteria

 

Nel loro primo anno di attività aprirono per gli Stormlord al festival "La mostra dei mostri", dimostrando un'accesa grinta ed un'attitudine ai live.

Nei primi mesi del 2002 uscì invece il loro primo demo "The Haunter of the Dark".

Dopo numerose importanti esibizioni assieme a band come Extrema e a festival come il "The Monster Rock Show", nel 2006 inizia, per loro, una seconda serie di concerti, danno vita al loro autofinanziato EP "Aethernal Wile" , registrato presso gli studi di registrazione Acme, dopo altri importanti live come supporto a band come Infernal Poetry ed Horrid ed il rimpiazzo di alcuni membri, nel 2014, inizia per loro un'altra serie di concerti prima della registrazione del loro full-length, uscito nella prima metà del 2015.

Si tratterà, qui di seguito, il loro ultimo album "To persevere is diabolical", composto da otto tracce, uscito il 22 aprile 2016.

"In perseverance..." la traccia la quale va ad aprire l'album, creando un'atmosfera che sembra calare in un'oscura foresta, col sopraggiungere di voci femminili che si uniscono poi al macabro canto a voci maschili in una combinazione di cori e tastiere, le quali svaniscono rapidamente lasciando spazio alla seconda traccia dell'album.

"The burning eyes of Vengeance" prende prepotentemente il posto della traccia precedente, strappandoci dall'esoterica atmosfera creatasi e schiaffeggiandoci con una rabbiosa intro di batteria e chitarra, risvegliandoci definitivamente con la graffiata voce del vocalist che non sembra aver paura di sfruttare al massimo le sue corde vocali.

"The Legend of Pai Mei" è contraddistinta dall' unione di tastiere che si fanno sentire benissimo nonostante la prepotenza del basso e delle chitarre, accompagnando poi la voce tralasciando per qualche secondo tutti gli altri strumenti.

"Blood Wolfen Hunger" è forse la canzone in cui la voce si fa sentire di più sia come grinta che come volume, sospinta ancor più dal basso e ancora una volta dalle tastiere che danno al tutto l'atmosfera dell'inseguimento d'una caccia disperata.

"In my Fortress" è una canzone molto simile alla precedente, anche qua le tastiere si sanno ritagliare un buon posto tra i vari strumenti e la voce.

"The Tigress & the Prophecy", qua le cose si fanno molto più interessanti, aperta da una dolce voce femminile che si confonde piano piano, si sfocia poi in uno scoppio simultaneo di tutti gli strumenti con l'avvicinarsi della potente voce. Verso i cinque minuti della canzone si ha un forte rallentamento di tempo in cui la voce sembra parlare direttamente all'ascoltatore accompagnandosi con le tastiere.

"Rising throught the Curse" non si discosta purtroppo da alcune canzoni già sopra citate, c'è da dire che la band sa come usare le tastiere.

"...Towards the Realm" è la dolce traccia che si avvale solo di pianoforte la quale chiude molto lentamente, come in una danza, l'album.

 

Che dire, "To persevere is diabolical" è un buon album, caratterizzato dalle tastiere che sanno senza alcun problema andare di pari passo con gli altri strumenti o addirittura sopraffarli completamente, dirigendo il tutto e creando atmosfere uniche. Peccato che, a volte, si scada nella monotonia, stancando l'ascoltatore.

Auguro a questa band di continuare così e continuare ad elaborare quello che sembra essere l'embrione di un sound che, se maturerà, si dimostrerà unico.

 

 

Luke

75/100