Gli Hypersonic sono un gruppo italiano nato nel 2006 dall'idea del batterista e cantante Salvo Grasso e del chitarrista Emanuele Gangemi. Dopo aver pubblicato l'EP Inspiration Is Transpiration nel 2008 e 3 anni dopo il loro primo album in studio, Fallen Melodies, il gruppo arriva al secondo album, Existentia, un concept che tratta del significato dell'esistenza umana e della vita dopo la morte. Existentia è un disco trascinante, ricco di melodie strumentali e vocali di forte ispirazione pop, le quali lo rendono fortemente orecchiabile e in grado di essere ascoltato da qualsiasi tipo di pubblico. Le canzoni sono incredibilmente efficaci e dimostrano quanto questo gruppo sia abile nel creare melodie d'impatto e nell'unirle all'edge e alla carica del metal (e del power in particolare). Il risultato è comunque quello di un disco molto leggero, dove la voce è in assoluto primo piano e la fa da padrone con strofe molto melodiche che si aprono in ritornelli catchy e a tratti esaltanti. La forza degli Hypersonic è proprio questa: ritornelli da brivido e bellissimi duetti vocali, che passano dalla potenza di Alessia Rapisarda alla voce più spiccatamente power di Salvo Grasso; frequenti, inoltre, sono i cambi di tonalità, che contribuiscono a differenziare e a rendere più interessanti le varie parti del pezzo. Se le melodie vocali e l'immediatezza delle canzoni sono il punto forte del disco, probabilmente la poca varietà nel comparto strumentale costituisce il suo punto debole. Non ci saranno mai grandi virtuosismi, né strutture particolarmente complesse, anzi: ad esclusione dei bridge strumentali ricchi di assoli (semplici ma efficaci) e riff melodici, la musica funge semplicemente come una base per la voce. Certo, il power metal non è proprio l'esempio perfetto di grande diversità musicale ma aver dato spazio anche allo strumentale con qualche riff più complesso o qualche passaggio interessante avrebbe sicuramente aumentato la qualità delle composizioni. Tra i pezzi più degni di nota dell'album troviamo la seconda traccia, The Eyes Of The Wolf, un pezzo dal ritornello carico e trascinante, anche grazie alla presenza alla voce del talentuoso Michele Luppi (cantante dei Secret Sphere e tastierista dei Whitesnake), il quale contribuisce ad aggiungere la giusta aggressività alla canzone. Molto interessante inoltre è la ballad Embrace me, che potrebbe essere tranquillamente scambiata come una pure e semplice canzone pop talmente è orecchiabile e immediata. Questo però non sfigura e il pezzo funziona alla perfezione poiché non è per niente fuori luogo e riesce nel suo intento di catturare l'ascoltatore. I pezzi più belli, però, arrivano alla fine: God's Justice, Life'n Death e Prayer In The Dark sono quanto di meglio si possa trovare in quest'album. In questi pezzi non sono solo i ritornelli a essere esaltanti ma anche tutto il resto è trascinante e accattivante, facendo letteralmente innamorare l'ascoltatore delle stupende melodie proposte dal quintetto.

Existentia è veramente un bell'ascolto; un album melodico ed esaltante che ti cattura fin dalla prima volta. Qui non troverete estrema originalità, sonorità particolari, né grandi tecnicismi, ma in cambio avrete bellissime melodie, splendide voci e una potente dose di carica che vi invoglierà sicuramente a riascoltare il disco. La cosa che stupisce di più, nonostante le canzoni siano abbastanza simili tra loro, è come l'album non arrivi mai a diventare noioso ma, al contrario, a trasmettere ancora di più una volta arrivati nella sua parte finale. Probabilmente l'aggiunta di parti che avessero dato più importanza allo strumentale avrebbe alzato di più il livello qualitativo e creato più varietà fra le canzoni, ma questa è forse l'unica, minuscola, mancanza, di un disco già ottimo e del quale consiglio assolutamente l'ascolto.

 

 

Jacopo Nardini 

83/100