Reapter, band thrash progressive metal italiana fondata nel 2005 da Massimiliano Pellicciotta, Claudio Arduini, Emiliano Niro, Jury Pergolini e Daniele Bulzoni.

Dopo due anni impiegati nella composizione di brani inediti, tra il 2008 ed il 2009 i nostri riescono a farsi le ossa suonando in svariate occasioni e si costruiscono quindi un pubblico considerevole.

Nel 2013 rilasciano il loro primo album “M.I.N.D” e sempre nello stesso anno suonano in altri contesti insieme a band come Testament, Dark Funeral e Sadist.

 

Ma siamo nel 2016 ed i nostri rilasciano anche “Cymatics” ovvero l'oggetto della mia recensione.

La copertina del disco presagisce ambientazioni futuristiche e sci-fi, con tanto di font che mi ha messo alla dura prova (non riuscivo a comprendere nemmeno il nome del gruppo tanto è vero che ho dovuto chiedere). L'album è composto da nove brani, per un totale di 46 minuti circa.

 

“Repeat” si presenta subito come una traccia aggressiva e dirompente, caratterizzata da una ritmica precisa e tagliente sulla quale si innalza imponente un “riffing” più o meno deciso. Non potremmo dire lo stesso della voce, che in alcuni punti risulta poco “adatta” al contesto. Punto forte di questo brano è decisamente il “riffing” aggressivo ed anche se è un po' ridondante, riesce comunque a non stancare...grande pregio per una band “thrash” metal (poco importa sia prog, la matrice resterà sempre “thrash”). Bene anche la sezione solistica, che risulta distaccata dal resto, ma è ben distribuito quindi va bene così.

 

“Tsunami” è molto più aggressiva e tirata della traccia precedente, anche se presenta delle somiglianze per quanto riguarda il riffing che potrebbe essere decisamente più vario se decidi di mischiare il progressive col thrash e non è un appunto negativo...anzi, c'è di peggio. Considero comunque positiva la carica e l'impatto ritmico che non è mai “soft” ed è sempre sparato a mille, e questo ci fa sempre piacere. Presente una sezione realmente progressive all'interno del pezzo nella quale cambia qualcosa e questo è positivo, significa che la band è riuscita a cambiare qualche ingrediente della torta. Anche qui la sezione solistica c'è ed è incastonata nel resto, meglio rispetto alla traccia precedente. Ottima la sezione da headbang “moderato” successiva al solo.

 

“Time Lapse” è caratterizzata da un tipico intro molto thrash metal, e da un riffing più vario rispetto alle tracce precedenti. Ritmica sempre molto diretta, essenziale; punto a favore questa volta è il cantato più espressivo e meno “stereotipato”. Anche qui con la sezione dei soli siamo nella norma e non c'è nulla di clamorosamente eccessivo. Interessante la parte cantata con l'arpeggio in sottofondo, e il successivo riff più “Heavy” del previsto. Nel complesso è un buon brano particolarmente curato specie nei riff più o meno melodici con una certa personalità.

 

“The Alchemist” nei suoni ed in tutto, avremmo un mix di Heavy, Thrash e Prog, in una formula che dall'inizio pare avvincente. Con dei particolari incastri i nostri riescono a mettere insieme riffing  e ritmiche più o meno complessi e questo è sinonimo di una certa maturità compositiva. Stessa perizia tecnica e teorica che possiamo riscontrare anche nelle sezioni solistiche. Questo è un brano veramente molto vario, e quindi sicuramente uno tra i miei preferiti per quanto riguarda questo album. Complimenti per l'alchimia, appunto, di sonorità e di riffing diversi ed a loro modo caratterizzanti.

 

In “Life and Horror” si può percepire un approccio più thrash maniera classica, con riffing e suoni che rimandano un po' ai Metallica. Nonostante questo modo di comporre un po' i limitato, i nostri ci infilano comunque la propria originalità che viene fuori nelle sezioni solistiche. Non mancheranno comunque occasioni per usare un riffing meno stereotipato, specie nella seconda metà del brano, che si sviluppa secondo un'idea più “heavy-oriented”.

 

“Behind the mask” è quella che potremmo definire la ballad dell'album, caratterizzata da suoni meno aggressivi e più dilatati che fanno intuire un certo gusto per la melodia e per la ricercatezza compositiva. Inoltre avremo modo di sentire delle sezioni più “metal”, che si sviluppano secondo temi più o meno varie tra loro; ci saranno riff più thrash, altri più Heavy/Power, e via dicendo. Anche le linee melodiche sono concepite secondo questo schema, che rimandano un po' agli Iron Maiden; ottime comunque queste shreddate che raggiungono un apice per poi ritornare a diventare arpeggi, accordi. Nel complesso si tratta di un brano molto buono, che esprime al massimo le capacità del gruppo.

 

Si ritorna a pestare progressivo con “Useless”, dove riffing e sezioni ritmiche seguono percorsi violenti e tritaossa ai limiti del thrash e del groove metal, e sezioni più o meno ricercate. Ottimi gli assoli. Il tutto è comunque molto buono, essendo un brano essenziale e diretto senza tantissime cose dentro. E' il brano per pogare e per dimostrare quanto pesta la band.

 

Si ritorna in un'ottica più ricercata, probabilmente, con “Fallen Angels”. Si può già percepire il cambio di ritmiche e riff tra una sezione più thrash ed un'altra più progressive, con una preferenza verso la prima componente. Ci sono comunque dei richiami a band come i Pantera, per via del cantato circa più aggressivo rispetto ai brani precedenti. Qui si fa sul serio, verso la fine del brano i nostri sfoggiano una sfuriata “progressive-thrash” al fulmicotone, con tanto di assoli che fanno dire tante cose belle rivolte al Divino. A mio avviso questo brano prende consistenza verso la seconda metà, e comunque è tutta una figata intendiamoci.

 

L'ultimo brano del record è “Tram Out”, sfuriata thrash di circa tre minuti che deve chiudere il tutto. Quindi giù di riffoni e ritmiche devastanti. Ma non troppo, perchè riescono ad infilare comunque le parti più progressive. E tanto di cappello, perchè quando si pesta in questo modo non è molto scontato che una band riesca a fare cambi di tempo immediati. Bene le sezioni dei soli che regalano qualche punto in più al brano. E giù di violenza, brutalità e riffing da manuale verso la fine del brano perchè è giusto che sia così.

 

 

StonedLord95

70/100