Spesso gli estremi si attraggono, cosi ci dimostrano i letali Helleborus, band formata da i due fratelli HOUSEMAN, prendendo un genere estremo e complesso come il Black metal tradizionale e unirlo con tematiche di misticismo e della sensualita’ duale. Tutto il loro disco gira attorno all’attrazione e unione degli opposti. I loro suoni sono invernali, psichedelici e mortali, come lo stesso fiore da cui prende il nome la band. La loro città natale e’ Manitou Springs (Colorado) e la band è praticamente formata da i 2 fratelli, mentre per i live di avvalgono di musicisti alquanto tecnici e professionali.

 

Formazione band:

 

J.C.H - MusicI

S.W.H – Vocals

 

Formazione live:

 

Brent Boutte’ – Drums

Ian Horenman – guitar & rhythms

 

L’album e’ compost da 9 tracce. 

 

Sono tutte tracce alquanto strane: la fusione della pesantezza e cupidigia che trasmette il black/ambient vecchio stile che va a intrecciarsi con tematiche che parlano  tutt’altro che di Satana, sono l’esempio perfetto di quello che vogliono dimostrare i fratelli Houseman, “Helleborus black” trasmette compattezza e angoscia allo stesso tempo, con la batteria che massacra  come solo il black metal puro ti sa dare, mentre “Coils “ d’altro canto è più rilassante, se si può definire tale, con suoni più lenti ma belli corposi. ”Edge of black waters” è un pezzone: bei riff, non troppo veloci ma compatti mentre il cantato da quell’effetto di esterno, come voce narratrice, ma in uno stile unico: lenta ma pesante e che trasmette ansia. Anche il solo e’ fantastico. ”Colored spores of yuddogh” invece si riaffaccia sul black vecchio stile, offrendo doppio pedale, riff veloci e gravi e voce demoniaca. ”Draconia discipline” d’altro canto ci offre velocità e compattezza mentre “The poison of sleep “ è il contrario. Tranquillità nei minimi standard certo, ma con un effetto notevole. Il cantato riesce a trasportarti in un mondo devastato e invernale mentre ti fa calare in uno stato di totale abbandono. ”Temple of seventh death” ha qualche influsso doom e ambient che rendono il brano molto melodico ma che va a infrangersi con la pesantezza della voce e degli altri strumenti. ”A gif of renewal” e’ fantastica come canzone, la mia preferita di quest’album, ottime melodie e riff mentre il cantato sovrasta il tutto. Si chiude con “The carnal sabbath” che e’ la personificazione del black metal. Riff veloci e gravi, doppio pedale e tematiche mistiche e profane sono l’essenza di questo album uscito sotto la Satanath (Russia) e poi tramite la Black Plague (USA). I fratelli Houseman sono riusciti a trovare la perfezione dello “Psychedelic Black Metal” e dandogli forma in questo album.

 

 

Barabba

90/100