Che il black metal abbia raggiunto tutti gli angoli della terra,  anche quelli più remoti,  questo è risaputo... ma non mi sarei mai aspettato che una realtà proveniente dal Brasile avesse un suono così moderno! Intendiamoci, io non conosco l'underground brasiliano, se non che ho avuto modo di ascoltare anni fa parte della discografia degli Spell Forest, quindi avevo in mente un sound simile, o al limite uno stile grezzo e caotico a suon di croci rigirate e fiumi di sangue... Invece mi sono trovato di fronte ad un lavoro fresco: "Ancient Mysteries Unveiled" è il loro primo e unico full lenght (uscito nel 2012) dalla loro fondazione ad oggi, è supportato dalla label internazionale Satanath Record che, a mio avviso, tiene sotto la sua ala protettrice  delle ottime band, tra cui questo combo brasiliano titolati "Opus Inferii".

Detto questo, dobbiamo ricordarci che per una band brasiliana è molto difficile avere un minimo di attenzione a livello europeo e/o mondiale, sopratutto con la concorrenza che gira in questi anni. Ma gli Opus Inferii portano la loro bandiera alta nella scena internazionale, senza timore e orgogliosi di ciò che suonano da 10 anni a questa parte.

Eh si, questi sud americani piacciono molto al sottoscritto e vorrei consigliarli a tutti gli amanti ed estimatori dello Swedish Black metal. Infatti, durante l'ascolto del disco in questione, avanzando nella track-list, possiamo percepire l'omaggio che rendono ai grandi della Svezia... per esempio sfido chiunque a non trovare i Marduk in "They Unknown what Pain is", i Dark Funeral in "Unveiled", i Dissection in " Nephilin's Arrival" e così via! 

Da questo discorso si evince che gli Opus Inferii non sono assolutamente originali, questo è vero... ma secondo me, a rigor di logica, penso che i fan del black svedese non dovrebbero aver motivo per il quale disdegnarli: le idee compositive ci sono, si denota che l'arrangiamento strumentale e vocale è studiato nei dettagli, così come la produzione in studio fa in modo che tutti gli elementi escano fuori in maniera abbastanza netta. Insomma un buon ascolto sin dall'intro "Trascendental Gate" fino agli slow tempos "Watainiani" della song "Anoint of Suicide".

Quindi, sebbene io non gridi al miracolo, posso sentenziare tranquillamente il verdetto: promossi! Adesso spetta a voi ascoltatori dare man forte agli Opus Inferii, cominciando magari a farsi un giro con "Ancient Mysteries Unveiled" e vedere se i nostri brasiliani meritano oppure meno.

 

 

Osten

83/100